Maggio 1999
E'
nato Pagine
Con questa iniziativa ci proponiamo di far
pervenire alle nostre comunità più numerose del Continente americano informazioni del
nostro Paese. Ci proponiamo anche di fare informazione di ritorno: diffondere in Italia le
notizie riguardanti i connazionali allestero ,per fornire alla opinione pubblica ,
una immagine informata delle loro realtà. Vogliamo diffondere dati utili ad inquadrare il
ruolo (funzione) che questi possono svolgere nelle relazioni internazionali, il loro
potenziale economico e strategico e la convenienza che può avere l Italia ad
utilizzare le loro risorse, le loro capacità umane anche in vista di un loro (prossimo!)
coinvolgimento nella vita politica del Paese .
Siamo consapevoli che gli italiani allestero non fanno notizia, ma siamo convinti
che potremmo risvegliare un certo interesse per loro, se riuscissimo a coordinare e
razionalizzare i nostri sforzi per esempio proponendoci di diffondere notizie mirate a
dare una immagine in positivo del nostro lavoro e delle nostre realtà, dare notizie in
forma attraente, con un taglio diverso... sarebbe importante che sui problemi di fondo
rispettassimo gli orientamente della base... che presentassimo i nostri problemi dopo aver
individuado possibilità di soluzioni. Dobbiamo cercare di sostituire limmagine
ingiallita "dellemigrante con la valigia di cartone e dei bastimenti carichi di
povera gente ... con quella di una società evoluta, composta di soggetti preparati ed in
e in grado di dare contributi concreti ai problemi riguardanti la situazioni economica,
politica e la globalizzazione di un nuovo ordine sociale...
La informazione di ritorno deve riuscire a suscitare interesse nei connazionali in Italia,
le notizie devono essere dirette a raggiungere risultati che si propone l
emigrazione, costituire elementi di convinzione... essere parte di un programma diretto a
riscattare uno spazio non più disponibile, per riaccendere nella opinione pubblica
lorgoglio per gli zii dAmerica. Nonostante qualche recente "starnuto
propiziatorio" rimaniamo scettici sulla possibilità di vedere esteso
lesercizio del voto all`estero ed approvata la elezione di una rappresentanza
parlamentare diretta. Noi siamo convinti che non saremmo stati beffati tanto amaramente
con le bocciature del voto allestero se avessimo avuto i mezzi e la collaborazione
necessaria da parte della televisione di stato per informare la opinione pubblica delle
nostre richieste... se avessimo potuto illustrare le buone ragioni a sostegno dei nostri
diritti. Vale la pena tentare di nuovo, ripartire da capo ? il voto allestero,
chiave delle nostre rivendicazioni, ancorché approvato in prima lettura dal Parlamento è
ben lungi dallessere legge... contro quelleffimero risultato, per noi contano
e preoccupano le dichiarazioni del Sen. Mingone, presidente della Commissione esteri del
Senato, autorevole esponente del Pds, che molto lealmente ha dichiarato di votare in
dissenso con il suo partito, e quindi contro la proposta di estendere il voto agli
italiani allestero, perché questo problema non è stato ancora seriamente discusso
dal suo partito... come dire questa approvazione é solo provvisoria... piu avanti
vedremo.
Politica e comunità allestero
Degli italiani all'estero si parla di rado; magari,
come è successo in occasione della bocciatura alla Camera della proposta di legge che
prevedeva la possibilità di concedere loro il voto.Ma chi sono gli italiani all'estero?
Erano muratori, camerieri, capomastri, pescatori e contadini: almeno per quanto riguarda
l'emigrazione numericamente più significativa. Sbarcarono in, Argentina, Brasile,
Uruguay, Venezuela i milioni di connazionali emigranti nel continente latino americano tra
il 1880 e il 1950! Da una quarantina d anni l'Italia non esporta più emigrazione,
ma, seppur molto frammentata, l'italianità in questi paesi è rimasta indelebile dai
ristoranti all'architettura , nella fisionomia della gente e talvolta oltre... A
Montevideo per esempio il 37% dei deputati e il 56% dei senatori hanno un cognome
italiano. Il presidente della Repubblica dell'Uruguay si chiama Sanguinetti nessun dubbio
quindi sulla sua provenienze. A Buenos Aires, l'attuale ministro degli Esteri si chiama Di
Tella, quello dell'Industria, Alieto Guadagni. L'ex ministro dell'Economia, il demiurgo
della svolta argentina di inizio decennio, l'uomo che ha messo fine all'inflazione a
quattro zeri e si chiama Cavallo e cosi per il Presidente della Confindustria Sebastiani e
le grandi famiglie tra cui fanno spicco i Rocca i Soldati ecc Anche in Venezuela la
presenza italiana è forte: si calcola che circa il 70% della piccola e media impresa
parla italiano e italiane sono la maggioranza delle aziende che operano nel terziario.
Ferve una grande attività per eleggere i membri che parteciperanno all' Assemblea
costituente, l'organo che dovrà riscrivere la magna carta della Nuova Venezuela, ed è
dato per scontato che non tra i costituenti sarà presente una numerosa partecipazione di
oriundi italiani. D'altra parte in vari stati il voto degli italiani è stato determinante
ad eleggere i nuovi governatori.... Ecco un altro prova del potenziale politico e del
ruolo strategico che svolgono e possono svolgere le comunità italiane anche nelle
relazioni tra Stati.
Fuori il rospo!
Per lItalia dei diritti...non dei dritti
Anche gli Italiani all' estero, quelli di loro che
non "ci stanno" a subire prepotenze ed abusi e che spesso hanno difficolta ad
esercitare il diritto alla difesa, finalmente avranno un difensore civico! Si estende
anche tra gli italiani all' estero la necessità di creare un' Autorità che tuteli gli
interessi ed i diritti dei rassegnati, di coloro che per vari motivi trovandosi lontani
dal proprio paese, devono "ingoiare il rospo", ossia tenersi dentro le angherie
dei poteri forti e delle consorterie! La costituzione di una sede in Venezuela è il
frutto di una accordo raggiunto in questi giorni tra il nostro giornale e la Codacons, la
famosa associazione italiana che opera a favore anche dei cittadini che non hanno come
difendere i propri diritti, ma che hanno il carattere ed il coraggio per farlo: di "
sputare il rospo",di ricorrere alla giustizia! Codacons, specializzata nella
mediazione giudiziaria diretta a controllare l' operato dei soggetti pubblici e privati a
tutela dei diritti civici delòla collettività e del singolo, conosciuta e temuta per le
battaglie vinte contro i poteri forti dello Stato e delle lobies italiane, conta su di uno
staff di avvocati sganciati da sindacati e partiti, ricchi di professionalità e virtù
tali da garantire massima fedeltà ai propri rappresentati. Sono famosi per attaccare con
determinazione e fermezza quelle concentrazioni politiche e para politiche ove si arrocca
la prepotenza e l'abuso! Sono conosciuti per far "le pulci a tutti" per non dare
tregua a nessuno: enti pubblici e privati, consolati e direzioni didattiche, giornali di
Stato o di partito che siano... "l'armata dei 40" come chiamano lo staf degli
avvocati della Codacons, opera nelle diverse parti d'Italia, sono più di 80 gli sportelli
nelle diverse provincie aperti per raccogliere le richieste di intervento. Oltre 13 mila
gli associati, con un gettito contributivo di varie cenmtinaia di milioni. Ma ma più
consistenti sono le entrate per onorari professionali che i soccombenti sono stati
condannati a pagare nei giudizi instaurati da Codacons a difesa dei suoi assistiti.
Codacons è schierata in difesa del cittadino, contro l'abuso e la prepotenza,i suoi
avvocati sono i "professionisti della protesta e del ricorso" ... e da oggi
operano anche per i connazionali in Venezuela che hanno problemi con privati o enti
pubblici italiani... Sanno che porteranno una ventata di speranza e di giustizia
specialmente in favore dei connazionali più anziani, degli insegnanti e delle scuole che
per anni hanno servito la Comunità senza ricevere il giusto riconoscimento da parte dello
Stato.Copdacons farà giustizia alle tante ingiustizie e prevaricazioni subite dai
connazionali all' estero
Sia in Italia che dove vivono, ci auguriamo ha commentato Valentina Marzo Presidente della
federazione Insegnanti italiani in Venezuela, che finalmente potranno essere riscattati i
diritti accumulati e mai riconosciuti a insegnanti ed enti gestori... dello stesso parere
l' Ing Francesco De Palo membro dell' esecutivo del Comites di Caracas,in questo modo ha
detto spero che molti nostri connazionali potranno vedere finalmente tutelati i loro
interessi in Italia ,considerato che in molti casi i residenti all' estero,finiscono con
il rinunciare ai loro diritti per la mancanza di una struttura che possa validamente
rappresentare i loro interessi. Sarà il nostro giornale il punto di riferimneto di
Codacons in Venezuela e l' avv. Claudio Laner il coordinatore della Codacons su tutto il
territorio.il Dr. Vitaliano Vita, rappresentante eletto della nostra comunità, conosciuto
per le sue battaglie contro la RaiTv ed i boiardi di Stato, per gli scontri con i politici
italiani in cerca di collegi elettorali all' estero, incaricato di coordinare e promuovere
le sedi Codacons in America latina. Non ingoiare il Rospo! se ti senti offeso nella tua
dignità ed ingiustamente colpito negli interessi e nei tuoi diritti : Fuori il rospo:
Scrivi a Codacons c/o Pagine fax 095-623950
La sentenza numero 4823/98 delle Sezioni Unite
Civili
La Corte di cassazione: un lavoro autonomo può
diventare "pubblico impiego"
A proposito del controllo esercitato dal Consolato
d' Italia di Caracas, in veste di provveditore agli studi, sugli enti gestori in
Venezuela, arriva opportuna la sentenza della Suprema Corte che lascia intravvedere la
possibilità di estendere il principio, tanto atteso, anche a loro e chissà se non anco
agli insegnanti...posto che non è azzardato parlare di subordinazione gerarchica al
Console ed al Direttore didattico... la sentenza della Corte di Cassazione 4823/98, nelle
sue motivazioni afferma che per stabilire se un rapporto di lavoro abbia natura
subordinata, a parte il nomen iuris indicato dalle parti, si deve fare riferimento ai c.d.
indici rivelatori della subordinazione... a nostra avviso la dipendenza gerarchica, la
subordinazione alle verifiche ispettive, i richiami disciplinari ,le continue convocazioni
e circolari ammonitive ,le minacce di revoca del contributo ancorchè misero e spesso
accompagnato dal sospetto di uso irregolare. Ci auguriamo proprio che l' apertura degli
uffici di Codacons (vedi rubrica non ingoiare il Rospo) in Venezuela consenta alla voce
degli afflitti di giungere la dove "si puote".
Addio certificati
Arriva
l'autocertificazione
Finalmernte conta anche la parola dei cittadini
Niente più certificati,code interminabili, spese gravose e mal garbo ! Sono
aborogate le precedenti limitazioni e disposizioni contrarie ai principi contenuti nel
testo approvato (art.13). Gia l' utente puo rivolgersi agli sportelli degli uffici
pubblici per chiedere i certificati anagrafici, che saranno sostituiti dalle
autocertificazioni, anche per attestare il proprio titolo di studio sarà sufficiente
un'autocertificazione, così per la qualifica professionale, la partita Iva o il possesso
di redditi tali per cui si rientra nelle fasce sociali protette, è quanto si legge sulla
stampa italiana a proposito delle interpretazioni di alcuni funzionari alla legge
Bassanini Bis che afferma la detta dichiarazione dovrà essere ritenuta valida, anche nei
casi in cui si presentano copie di documenti da "certificare" che sono sono
copie conformi agli originali....tali novità sarebbero previste nel regolamento di
attuazione dell'articolo 1 della legge "Bassanini- bis, approvato dal Consiglio dei
Ministri.In base alle nuove norme dunque le dichiarazioni rese dagli interessati o da
persona a conoscenza dei fatti - ad esempio i nonni potranno dichiarare al comune la
nascita dei nipoti - sostituiranno quasi totalmente i certificati, e soprattutto sarà un
obbligo per tutti gli uffici pubblici, per scuole, università, motorizzazione civile. Gli
unici a non poter essere sostituiti sono i certificati che attestano il rispetto di
brevetti o marchi comunitari, o i certificati medici. Novità però ci sono anche per
questi ultimi: quelli relativi alle vaccinazioni, ad esempio non dovranno più essere
presentati a scuola ma saranno gli istituiti a doverli acquisire d'ufficio. Per chi
dichiara il falso, oltre le sanzioni penali, è prevista la perdita di tutti i benefici
eventualmente ottenuti.
Voto allestero: quasi sì
16 Deputati, 8 Senatori oltre gli esistenti
8 Senatori e 16 Deputati. Tanti dovrebbero essere i parlamentari eletti sulla
circoscrizione estero in rappresentanza degli italiani all'estero, quando la troppo a
lungo attesa normativa suk diritto di voto dei connazionali all'estero dovesse essere
approvata. Almerno questa è la proposta avanzata dall'On. Cerulli Irelli, in qualità di
relatore della proposta di legge costituzionale degli articoli 56 e 57 della Costituzione,
nella bozza di testo unificato presentato in sede di commissione Affari Costituzionali
della Camera. La proposta avrebbe l'appoggio delle principali forze politicge e del CGIE.
Cerulli Irelli ha anche precisato che i 16 deputati e gli 8 senatori si andranno ad
aggiungere agli attuali, un punto che è l'architrave dell'accordo politico che dovrebbe
assicurare alla proposta un cammino parlamentare senza trabocchetti. Impossibile infatti
pensare di far passare un testo che preveda la "rinuncia" di un numero di
parlamentari eletti sul territorio nazionale in favore di quelli eletti all'estero.
Al Consolato con la scorta
"...Ringrazi i suoi capelli bianchi ..."
E la minaccia che un giovane funzionario, ha rivolto qualche giorno fa a un
Consigliere anziano del Cgie, colpevole di aver riportato al Sottosegretario Toia le
lagnanze di alcuni enti gestori che ritengono di essere oggetto di eccessiva attenzione.
LA VICENDA che avrà seguiti giudiziari non può passare inosservata e deve richiamare
lattenzione delle nostre Autorità sui comportamenti che devono avere certi
funzionari della Amministrazione che hanno contatti con il pubblico. Se tale incidente è
occorso a personaggi di spicco della nostra comunità, che hanno indiscussa autorità
rappresentativa, rispetto e considerazione, ci si chiede che cosa accade con quei poveri
insegnanti ed enti gestori che si reggono sullo scarso contributo dello Stato. Mancherebbe
che ora si debba andare al Consolato con la scorta...! Va riconosciuto invero che taluni
funzionari invece vengono additati proprio per la differenza di garbo e di stile e spesso
senti dire: "no, con quello puoi parlare perchè è una brava persona...! LA
QUERIMONIA, che da qualche tempo costituisce motivo di contrapposizione, ha per oggetto il
sistema attraverso il quale vengono mantenuti i rapporti con insegnanti ed enti gestori e
nella forma in cui si manifestano i controlli previsti dalla legge: è quanto emerge da
una lettera di protesta inviata dal Presidente della Federazione Insegnanti ed enti
Gestori Italiani del Venezuela (FIEGIV), Prof.ssa Valentina Duca Marzo, ai responsabili
della locale Missione diplomatico consolare. Nella lettera si lamenta come, spesso,
nei rapporti con gli insegnanti e gli enti gestori, si eccedano i limiti delle competenze,
le finalità previste dalle norme, che invece instaurano un rapporto gerarchico e di
subordinazione intollerabile per un organismo privato, autonomo e straniero. Di pari
avviso è il responsabile dellOdici il quale fa notare come la funzione di controllo
deve avere preminente carattere di prevenzione e di indirizzo, vale a dire che
lesercizio di tale funzione deve garantire il rispetto delle norme senza ostacolare
lo svolgimento della azione finanziata. in una missiva, indirizzata allUfficio
Scuola del Mae, si sostiene che i funzionari incaricati del controllo devono svolgere
attività amministrativa in veste di pubblici ufficiali e non una attività repressiva in
veste di polizia giudiziaria, fatto gravissimo se si pensa che tali funzioni vengono
svolte allestero, verso enti stranieri che sono sottoposti alle leggi del luogo.
Come dire, dovremo tirare in ballo le autoritá venezuelane per certi sconfinamenti. Si
sottolinea inoltre la differenza tra funzione di controllo e di accertamento attività che
spesso si accavallano creando situazioni delicatissime e cariche di conseguenze rilevanti.
Laccer tamento infatti precisa il rappresentante dellOdici può essere
effettuato per attestare la esistenza di una situazione per la quale si richiedono
determinati finanziamenti. Il controllo invece è esercitato dopo che il contributo è
stato concesso, ma non prima.
Perciò il controllo, inteso come attività diretta a evitare infrazioni che possano
determinare il mancato raggiungimento delle finalità previste, può essere esercitato
solo (dopo) su fatti e circostanze che sono oggetto di una obbligazione convenuta e
contratta.
INSISTE IL DR.PORTA, sostenendo che la funzione di controllo implica un adeguato scambio
di informazioni tra i soggetti del controllo. Gli incaricati, dice, devono rilevare le
irregolarità valutando lopportunità di richiedere la loro eliminazione e quindi il
ripristino delle condizioni rispondenti alla normativa, tenendo presente che, quanto può
formare oggetto di infrazione, non deve però costituire ostacolo al proseguimento della
attività dellente gestore e degli insegnanti e ciò per evitare che la parte più
debole del rapporto ne venga penalizzata. Fa presente, poi, come i destinatari dei
finanziamenti pubblici abbiano il diritto: - di essere informati delleffettuazione
del controllo finanziario o contabile (ex post); - di farsi assistere da persone da loro
scelte durante il controllo; - di avere la possibilità di completare, integrare e
regolarizzare la documentazione presentata agli organi di controllo, nei modi e nei tempi
indicati dalla legge; - di conoscere lesito del controllo; - di presentare le
proprie osservazioni e contro deduzioni sui predetti risultati, prima della assunzione
delle decisioni da parte degli organi competenti; - di dover godere di un trattamento
rispettoso e che tenga conto, nel caso degli enti privati, che linsegnante non è un
dipendente subordinato, ma il rappresentante di un altro ente che, in contrario, ha il
didritto di vedersi riconosciute certe prestazioni concesse e quasi mai rispettate o
eseguite nei termini temporali stabiliti. Cosicchè quando il finanziamento non arriva
decimato, arriva un anno dopo, a corsi ukltimati, spesso insufficiente a pagare anche solo
gli interessi maturati.
LAMENTA LA PROFESSORESSA MARZO
come tali fatti siano stati più volte rappresentati al Consolato Generale ed al Mae
chiedendo sinanco la intermediazione del Comites, ma come siano rimasti inascoltati gli
appelli al ripristino di un clima di serenità. La situazione nonstante le promesse è
addirittura peggiorata: ci viene rimproverato di pubblicare su bollettini informativi
interni, critiche circa loperato della Direzione Didattica, vengono formulate
inaccettabili minacce ed avversate le finalità della nostra associazione, insomma si è
determinata una situazione di decadimento tale, da convincerci della opportunità di
sospendere la collaborazione con lItalia nella realizzazione dei corsi di lingua e
cultura italiana; attività questa che, dice Porta, continuerà, seppure in misura
contenuta e gratuita, in favore della Comunità ... che comprenderà altro che se
comprenderà!
La Corte dei Conti sancisce:
Il funzionario è incapace? Ne risponde anche la pubblica amministrazione
L'Amministrazione Pubblica che non seleziona adeguatamente i propri personale e che
non corre ai ripari di fronte a ripetute segnalazioni di incapacità e impreparazione che
propri dipendenti è parzialmente responsabile del danno economico che il cattivo
comportamento di questi può causare. E' quanto affermato nella sentenza 34/98 della
Cort!e dei conti sul caso di cattiva gestione di un' Ambasciata. Di conseguenza il
dipendente non può essere chiamato a risarcire per intero il danno causato anche a causa
dalla propria incapacità, quando questa è ampiamente nota al datore di lavoro, sia pure
questo una pubblica amministrazione. Una parte del danno causato alle casse pubbliche deve
rimanere sulle spalle della stessa Amministrazione e i dipendenti saranno condannati a
risarcirne solo il rimanente, nella proporzione stimata giusta dai giudici. Questo in
sintesi il principio applicato dai magistrati della Sezione Giurisdizionale della Corte
dei conti, chiamati a giudicare il grado di colpevolezza ed il danno arrecato da due
funzionari dello Stato...
Venezuela: Referendum per una nuova Costituzione
Nazionale
Per lelezione dei costituenti La Comunità Italiana scende in campo
CARACAS - Con oltre il 90 per cento dei votanti Venezuela ha detto si alla Convocazione di
una assemblea costituente per trasformare lo stato e creare un nuovo ordinamento
giuridico. Tra le innovazioni proposte la soppressione delle attuali cariche della
magistratura (Suprema Corte di Giustizia compresa) e la designazione dei magistrati a
seguito di regolare concorso. Saranno 130 i Costituenti: 24 eletti su base nazionale e i
restanti dalle circoscrizioni regionali. Per farne parte i costituenti devono aver
compiuto il 21 anno di età, essere nati in Venezuela e non ricoprire cariche statali
elettive ed istituzionali: Non possono essere militari in servizio o membri del Comitato
Nazionale Elettorale. La carta costituzionale dovrà essere redatta entro sei mesi
dall'insediamento della Assemblea Costituente e quindi sottoposta a referendum
"confirmatorio". Detto e fatto! Rimessa al popolo la decisione di cambiare o
meno la propria costituzione! Il nuovo Governo subentrato all'uscente in Febbraio, ha già
fatto un referendum e si appresta entro 30 giorni a eleggere i Costituenti che nei
successivi sei mesi dovranno sottoporre al paese un nuovo sistema per amministrare la cosa
pubblica e la giustizia, modifiche che i precedenti governi non erano stati capaci di
fare.
I pregi o difetti di questa iniziativa potranno essere individuati soltanto dopo
l'approvazione della nuova Costituzione. Oggi va rilevato il dinamismo del governo ed il
desiderio di raggiungere ed in fretta l'obiettivo di dare al Paese nuove regole e ciò
anche per rimuovere l'immobilismo economico e la sfiducia del popolo. Il programma in atto
interessa seriamente anche la nostra comunità che ha visto riuniti i suoi maggiori
rappresentanti per esaminare, nell'ambito di una nuova logica, la sua partecipazione a
questo importante evento politico. Come si ricorderà, a seguito della triste ondata di
xenofobia scoppiata nel 1958, molti italiani furono presi di mira... e fecero ritorno in
Italia. Da allora la parola d'ordine che circolò, tra quelli che restarono in Venezuela ,
fu quella di tenersi lontani dalla politica, come ricorda Giuseppe Domigo. Da allora
preferimmo dedicarci al nostro lavoro, rinunziando ad una partecipazione diretta alla
politica considerandola esclusiva competenza degli autoctoni. Naturalmente i tempi sono
cambiati ... i nostri figli sono cresciuti, hanno messo su famiglia, sono dei buoni
cittadini venezuelani che sentono il dovere ed il diritto di poter contribuire alla
gestione del proprio Paese, orgogliosi di partecipare e di trasmettere la cultura e le
esperienze positive della civiltà della loro terra di origine. In occasione di una
riunione di ringraziamento, convocata dal Presidente del Centro Italo Venezuelano, Avv.
Francesco Castiglione, si è parlato anche di questo e della necessità di fare uno studio
sulle possibilità concrete che hanno i nostri "ragazzi" di partecipare alla
Costituente... uno studio comparato che tenga conto della presenza italiana nei vari stati
e delle relazioni politiche esistenti allo scopo di coordinare, in modo armonico e
produttivo, il consenso degli Italovenezuelani verso soggetti capaci di dare al Paese un
contributo sincero e competente. Oltre i padroni di casa Dr. Castiglione, Antonio Pucillo,
Vincenzo Libretti, ed Edgardo Trevisol, erano presenti Eddo Polesel, Vitaliano Vita,
Giuseppe Domingo, Michele Moceri, Federico Morena, Luigi Anniballi, Giuliano Franco, Marco
Porta, Claudio Milazzo, Italo Cutulo, Gennaro Russo, Paolo Riggio, Franceso de Palo e per
la Voce d' Italia, Marisa Bafile, Anna Maria Tiziano ed Antonio Romani. Dopo un dibattuto
esame della situazione, è stato affidato ad un Comitato ristretto, composto da Vitaliano
Vita, Antonio Riggio , Edgardo Trevisol e Claudio Milazzo il compito di effettuare uno
studio sulla situazione e di individuare le strategie necessarie a facilitare l'accesso
alla Costituente ai candidati italo venezuelani.
Congresso della Gioventù
Per la costituzione di un movimento
unitario continentale
Si è tenuta a Barquisimeto nelle strutture di
Afivel ,ll Congresso dei giovani italo nevezuelani, al quale hanno preso parte circa
duecento rappresentanti giunti dalle diverse località del Paese, mentre vi hanno
assistito anche i delegati di Faiv e Fedeciv,le Federazioni dei centri sociali e dei
gruppi sportivi italiani in Venezuela. Il congresso, al quale ha partecipato il
Console d Italia,Dr. Cutillo autore di un interessante intervento sull Euro,
è alla terza edizione. E stato patrocinato dal Banco Union e da Faiv, organizzato e
gestito in modo ammirevole da un comitato composto interamente da giovani. Anche i temi
del dibattito sono apparsi opportuni ed hanno costituito motivo di grande interesse anche
per il contributo dato dai convenuti tra i quali i rappresentanti eletti della comunità
italiana in Venezuela Vitaliano Vita, Michele Moceri, Antonio Pucillo ,Emilio Tiso, Luigi
Annibali, Alberto Villani , Giulio Mugno e Franca Giacobbe, protagonista di un ottimo
intervento. Tra i giovani si sono distintio per dinamismo ed iniziativa il Presidente del
Comitato Organizzatore Fazzoler, Sabrina, Capasso, Michele Durante, Franca Tiso, i
fratelli Marullo ed il giovane Rampini, autore di un brillante intervento. Nei dibattiti
sono intervenuti Florencia Mejillas, Indi Acevedo, Carolina Pire, Rocco Santoro. Padre
Migel Pan,Scalabriniano ha illustrato le motivazioni che devono spingere i giovani a
partecipare con interesse ai problemi della società ed ha trovare nella unione la forza
per portare avanti le loro idee. Il Dr. Michele Moceri, Presidente del Comites di Caracas,
ha invece sottolineato la importanza di istituizionalizzare il movimento:"è bene che
i piu anziani prendano coscienza che intendete seriamente svolgere un ruolo importante
nella società da qui la necessità trasfoemare il vostro movimento in entita
giuridica...." Vitaliano Vita ,CGIE, è stato autore di un brillante intervento
riportato fuori colonne. Tra gli intervenuti Il Presidente di Faiv Angelo Ragone,il
presidente uscente del Centro Italovenezuelano di Caracas Ing Alfredo Bufardi, il
Presidente del Civ di Valencia, Ing.Enzo Scarano ed il delegato del Coni Dr. Nello
Collevecchio. Ha soprinteso alla manifestazione il presidente di Afivel di Barquisimeto Dr
Polo, che ha ospitato la manifestazione, caratterizzata da una impeccabile organizzazione
e da spettacoli del folclore venezuelano di ottima qualità.
Iniziative italiane per riforestare Margarita. Il
Gruppo Paghera per una proposta Paese
Incontri di lavoro in programma tra il consorzio delle
opere ed il gruppo bresciano a Buenos Aires , ove saranno effettuati sopralluoghi per
esaminare concretamente le possibilità di realizzazione del progetto.
Sono anni che il progetto di rinverdire lIsola Margarita accende la fantasia di
ambientalisti ,agronomi e operatori del settore turistico. In passato furono compiuti
importanti rilievi dallazienda Agricoltura e Foreste della Regione Lombardia
(Italia), poi si riprese la elaborazione tenendo conto di certe esigenze previste nel
piano governativo di sviluppo agricolo del Paese. Infine è stata richiesta la consulenza
del Gruppo Paghera , leader in Europa del settore. Lazienda di Brescia è famosa per
il lavoro realizzato in più di ventisette paesi del mondo, per le tecnologie impiegate
(progettazione computerizzata),per le biotecnologie applicate al miglioramento genetico
delle specie vegetali usate negli interventi CODRA ,il Centro Operativo per la Difesa ed
il Recupero Ambientale, che alla stessa fa capo. Ma la realizzazione di un tal progetto,
che potrebbe addirittura produrre un abbassamento della temperatura dellisola di
qualche grado, cambiando quindi sostanzialmente lhabitat , occorrono tecnici,
introdurre una mentalità scientifica che manca. Perció dice Paghera, "vedo con
fiducia i corsi di formazione di agricoltura che lEfal italiana sta realizzamndo a
Margarita con laiutoi del nostro Governo. Per realizzare un piano che prevede la
ricostituzione della cappa vegetale su migliaia di ettari per creare zone umide capaci di
far germogliare un seme e crescere una pianta, è necessario innanzitutto creare un
habitat che deve essere anche mentale. La formazione di tecnici e di esperti in sistemi
agricoli, costituisce indubbiamente quella componente umana necessaria per realizzare
questo progetto e cambiare il volto di quella meravigliosa isola". 100 MILIONI DI
DOLLARI. Per ottenere il finanziamento necessario a sostenere le opere in programma,
sono stati compiuti passi presso la Comunità europea e banche americane; intensi anche i
rapporti con imprese israeliane e gli uffici della pubblica amministrazione locale. Lo
stesso gruppo Paghera ha manifestato il suo interesse per la parte progettuale e per i
supporti tecnici ed operativi, "avance" accolta con eguale apertura dal
"Consorzio delle Opere". Daltra parte basta dare unocchiata al
curriculum del gruppo italiano per capire i motivi che hanno indotto i rappresentanti
delle due parti a programmare una fitta agenda di lavoro comune. LA PAGHERA IN CIFRE - La
Paghera ha infatti realizzato oltre 12.500 progetti di ambientazione a verde, 750 progetti
di recupero e ripristino ambientale, 1080 progetti per la sistemazione delle acque, ha
installato 1.950.000 punti di irrigazione ed oltre 53.000 chilometri di tubazioni e cavi
per la impiantistica, mentre dispone di 1300 ettari a vivai dai quali sono state prelevate
circa 185milioni di piante. Tra le opere realizzate dal Gruppo Paghera non si puo fare a
meno di ricordare i restauri storici del Parco reale di Taormina, del Palazzo delle Fonti
di Fiuggi, del Palazzo Reale di Feisal Mohamed, del Parco Reale delle Terme di Boario, dei
Giardini Vaticani, della Villa Campari a Como, della Villa Feltrinelli a Gargnano, della
Villa DAcquarone a Verona,ecc... e le opere di recupero ambientale quali il lago di
Penne, Cernobil in Russia, la rete autostradale di Seul , l autopista del Sol in
Argentina, la oasi naturalistica dellElba, l antideserticazione di Tabuk,
Arabia Saudita. Altre iniziative umanitarie per il sostegno della lotta contro i tumori e
contro la violenza, hanno visto il gruppo Paghera propositore di inizative benefiche, di
alto valore sociale. Benvenuto dunque Paghera anche in Venezuela.
Industriali italiani in Venezuela: raccolto
linvito del Governo. Irene Saez impareggiabile anfitrione
"El llamado" del Presidente del Venezuela Hugo
Chavez e della bella Governatrice della Isola Margarita Irene Saez, rivolto agli
imprenditori stranieri perché investano in Venezuela, opportunamente trasmesso in italia
dai rappresentanti della comunità è stato convincente. Un numeroso gruppo di
imprenditori (una trentina) è arrivato con parenti ed amici in Venezuela ove è rimasto
per una settimana. Il punto di riferimento è stato l Isola Margarita, porto franco
libero di imposte doganali e commerciali, dove fervono iniziative turistiche e commerciali
specialmente nel settore turistico, alberghiero e della ristorazione, ma anche la
costruzione parla italiano ed italiane sono le opere edili maggiori. Una loro delegazione
composta da Matteo La Torre, presidente del Gruppo Siem-Get, dal Dr. Sergio Bindi,
Presidente dell Odici, dall Avv. Dastoli Presidente dell Usimo,
dalleditore Roberto Rossi e tanti altri, si è incontrata con alte personalità
dello Stato, tra le quali il Dr.Roberto Calvarese, responsabile Investimenti Esteri e la
Dr.ssa Carmen de Pacanins, per esaminare concretamente la definizione di progetti prossimi
a partire. Hanno partecipato agli incontri anche i rappresentanti di Mcl che, nelle
prossime settimane, inizierà corsi per la formazione di periti in agricoltura biologica.
E stato sottoscritto con Odici l Osservatorio per la Diffusione della
Informazione e della Cultura Italiana un accordo con il Governo regionale che prevede per
il prossimo anno scolastico la inclusione dell insegnamento dell Italiano come
matertia curriculare in alcune scuole pubbliche. Grande interesse ha incontrato la
illustrazione di un macro progetto per la riforestazione della Isola Margarita, il
progetto che da anni è allo studio di imprese italiane ,verrebbe realizzato in Consorzio
tra aziende locali ed italiane, parte con fondi privati e parte con il finanziamento della
Cooperazione economica europea. Il progetto prevede il riscatto e la bonifica di ampie
zone della isola in particolare quelle esposte ai venti Alisei, la bonifica ambientale
della laguna della Restinga ,la forestazione di ampie zone marine e la promozione di
iniziative agricole e dell allevamento.L Isola che nel passato aveva
sviluppato il settore della agricoltura e dell allevamento del bestiame,è
interessata a superare la dipendenza per questi proditti dalla importazione potendo
contare su di una tradizione contadina affermata e su prodotti ortofrutticoli famosi come
lo è certamente il pomodoro margaritegno. Nelle prossime settimane si attende la visita
di importanti imprese tecniche italiane lidears nel settore che si recheranno su posto per
la raccolta dei rilievi e dei dati progettuali.
Polemiche contro i vertici del Cgie
Interrogativo: Dispotismo o ...?
Incredibile! Il Segretario Generale del CGIE ha
risposto!" Esordisce Gian Luigi Ferretti, membro CGIE di nomina governativa in
rappresentanza di AN, alla risposta data da Narducci seg. Gen del Cgie alle proteste
mossegli da molte parti per la esclusione di membri governativi dalla partecipazione alle
Commissioni continentali. "Laddove avevano fallito lettere, messaggi, comunicati,
petizioni e suppliche di molti Consiglieri, ora lo ha stanato una favoletta.insiste
Ferretti, Bene, evidentemente si trattava di trovare lo strumento culturalmente più
adeguato". Ancora una volta il Segretario si rifugia nell "ipse
dixit". Quindi tutta una serie di considerazioni per dimostrare da una parte la
sballatezza della interpretazione e dall altra l impossibilità legale di
accedere alle richieste.Altra polemica con il rappresentante di RI,il quale vivendo ion
Aergentina a poche centinaia di metri dal luogo del Convegno, non trova concepibile come
possa essere escluso dalla partecipazione un membro di nomina governativa che rappresenta
un partito ossia uno degli strumneti inseriti nella strutturta del Cgie perche le
problematiche della emigrazione giungessero in Parlamento...Ne meno significative le
conclusioni di Consiglio Canada che filosoficamente ammette riferendosi al precedente CdP,
dobbiano riconoscere che si stava meglio quando si stava peggio".Silvana Mangione e
Gino Bucchino affilano le armi dei legalitari e chiedono che nella prossima assemblea del
Cgie si metta in discussione il regolamneto anche per rivedere quali poteri effettivamente
possa avocare a se il CdP che specialmente nella organizzazione della Commissione
Continentale di America latina ha chiaramente manifestato i suoi limiti...anche nella
ripartizione degli esperti, asegnadone (per decisione di chi?) dei 20, 13
allArgentina ed uno soltanto agli altri sette paesi partecipanti,come se i padroni
di casa non fossero sufficiente rappresentati dai 9 membri elettivi.
La Frutta è la coltivazione più rilevante.
Censite a Margarita 800 aziende agricole.
Lettera del responsabile della pianificazione
agricola del Governo regionale di Margarita in risposta a un articolo del Corriere della
Sera. Malafede o ignoranza?
Secondo il Corriere della Sera di Milano (Italia) il corso di formazione per "tecnici
per lagricoltura biologica" tenuto a Margarita dall Ente Formazione e
addetramento Lavoratori di Roma (EFAL), non sarebbe giustificato su unisola priva
dacqua e di agricoltura. Nel mentre smentisco tali affermazioni, chiedo vengano
pubblicati i risultati del 6ª censimento agricolo dello Stato Nueva Esparta, rilevati dal
Ministerio de Agricultura y Cría che danno un quadro della situazione agricola in
Margarita.
En el estado Nueva Esparta existen 796 explotaciones abarcando un total de 3.906
hectáreas de terreno, de acuerdo a los resultados preliminares del VI Censo Agrícola.
Vale decir que de los 11 municipios existentes en la Entidad, solo 6 representan 93,8% del
total de la superficie dedicada a la agricultura y cría, ellos son Macanao (significa
37,6% del área), "Gómez" (17,2%) Antolín del Campo"
(14,7%),"Arismendi" (13,3%), "Díaz" (7,2%) y
"García" (3,8%). En cuanto al numero de explotaciones, la jurisdicción más
importante es "Gómez" (presentó 198 explotaciones) y la menos relevante es
"Mariño", en donde no se ubicó ninguna explotación agrícola. En el estado
Nueva Esparta -tal como en el resto del país-se registró la actividad agrícola vegetal
tomando en cuenta el numero de hectáreas para algunos cultivos; pero en el caso de los
cultivos permanentes se contabilizó el numero de plantas. En virtud de lo anterior se
observa que las Frutas de Cultivos no Permanentes (Melón y Patilla) abarcan 39,4% de la
superficie, seguidas de las Raíces y Tubérculos (representados en la entidad por la
Yuca) que significan 25,8% del espacio agrícola, los Cereales (21,5%), y las Hortalizas
(13,6 %). En cuanto a los Cultivos Permanentes, tomando en cuenta el numero de plantas, es
el Níspero el de mayor relevancia ya que supone 25,4 % de este tipo de cultivo. A este le
sigue el Cambur (19,6%), el Plátano (13%), el Coco (10,2%) y el Mango (9,5%), además de
otras plantas con menor presencia en la región.
Existencia de aves es la más relevante La cría de Aves es una importante
actividad agrícola animal en esta entidad, allí fueron registradas 236.266 animales de
esta especie. Tomando en cuenta la representatividad a nivel nacional, le siguen los
Caprinos, los Porcinos y los Bovinos y Ovinos.
Giugno 1999
Ciampi al Parlamento per una definitiva approvazione
del voto allestero
Gran aprecio han manifestado las comunidades
italianas en el exterior por la exhortación dirigida al Parlamento por el nuevo
Presidente de la Republica Ciampi para que sea aprobada la ley que permitirà, a los
ciudadanos que viven el exterior, votar en los lugares de residencia.
La nomina di Ciampi alla Presidenza della Repubblica Italiana è stata accolta con sincero
compiacimento e fiducia dagli italiani di America Latina che hanno espresso, in un
messaggio al Capo dello Stato, la loro soddisfazione per la sua nomina.Vivo apprezzamento
è stato manifestato dalle Comunita italiane all estero per le parole rivolte loro
dal Capo dello Stato. Il riferimento alle comunità italiane che vivono ed operano
allestero, come patrimonio di cultura, di conoscenza e riconoscenza
dellItalia, alla fiduciosa attesa di più dirette vie di partecipazione politica da
parte di questi concittadini, è stato motivo di sincere espressioni di condivisione da
parte del Capo dello Stato che senza equivoci e tentennamenti ... ha sollecitato
lintero Parlamento alla definitiva approvazione delle leggi di riforma, con un
felice riferimento al voto agli italiani all estero. Ciampi nel suo discorso di
insediamento al Csm, ha esposto le otto priorità per la Giustizia. Il Presidente ha fatto
un appello «per un Sitema Giudiziario più europeo e efficiente», auspicando
procedimenti più rapidi, la riforma del giusto processo e lentrata in vigore del
giudice unico. Ciampi ha difeso il ruolo del Csm, esortandolo «ad essere neutrale e ad
avanzare proposte». «La magistratura - ha aggiunto - deve assicurare una reale garanzia
di giustizia del cittadino». Il discorso del capo dello Stato è stato apprezzato da
magistrati, avvocati e dalla maggioranza. Per Berlusconi sono state dette «Parole
coerenti».
Ciampi: record di consensi. Raddoppia la fiducia nel Colle
Lelezione di Ciampi ha rilanciato a livelli inaspettati la fiducia del Paese verso
la presidenza della Repubblica. Il carattere eccezionale sta nella misura della
crescita, tale da portare la presidenza della Repubblica a livelli di consenso superiori
addirittura a quelli ottenuti dalla Chiesa
Moderati: tutti al centro
Il leader tedesco Kohl a Roma entusiasma i dc.
El ex Canciller alemán Helmut Kohl, presidente del Partido Popular Europeo, se encontró
en Roma con las diferentes corrientes políticas de la ex Democracia Cristiana. A la
reunión participaron más de 100 diputados, tres ministros y los máximos representantes
del área católica italiana. Entre ellos el presidente Piccoli, Forlani, Marini y el
Presidente Berlusconi cuyo partido, Forza Italia, ha sido aceptado recientemente como
miembro del partido popular europeo.
ROMA- Pellegrino Capaldo è il finanziere cattolico che ha voluto Helmut Kohl in
Campidoglio insieme alle diverse correnti della vecchia Dc. E lui a riassumere lo
spirito dellincontro: «Siamo rammaricati per le divisioni, per le frantumazioni tra
quanti si richiamano al popolarismo. Ma non siamo rassegnati, bisogna riscoprire le
ragioni di un impegno comune».
Ciò che vuole verificare Giulio Andreotti con il caro amico Kohl. Commossi Flaminio
Piccoli e Forlani, di fronte a questa numerosa e inaspettata partecipazio. Accanto a loro
anche il cossighiano Angelo Sanza. Poi Peppino Gargani, Pierferdinando Casini, Rocco
Buttiglione e Franco Marini. La fila è chiusa da Silvio Berlusconi ormai a un passo
dallingresso nel Partito popolare europeo ed il più convinto nel dare anima e corpo
al progetto di Capaldo e del suo Movimento per lEuropa popolare. «Noi siamo qui,
siamo il centro. Abbiamo raccolto, senza interruzioni, leredità di chi ha dato
allItalia cinquantanni di benessere e libertà e siamo anche pronti ad
accogliere gli altri popolari; ma prima devono riflettere sulle loro contraddizioni».
Il messaggio è tutto dedicato a Marini, al capo del Ppi. E Berlusconi lo dice chiaro e
tondo: «Quelli proprio non li capisco. Non capisco come facciano a stare con i
comunisti...». Presenti anche Biagio Agnes e Franco Nobili. Il risultato è un pienone!
Con Sanza che impreca: «Ma vi pare che deve riuscire a un tedesco lunificazione di
tutti gli ex democristiani!?».
Ma il tedesco Kohl cosciente che la sua presenza è elemnto di riavvicinamento
immediatamente riassume la sua posizione istituzionale di Presidente del Ppe. Un incontro
a quattrocchi lo riserva a Carlo Azeglio Ciampi e, quando sale sul palco allestito
nella Protomoteca del Campidoglio, lex cancelliere non dedica una sola parola alle
«beghe del cortile italiano». Lex cancelliere invita gli italiani a votare. E a
votare popolare: «LEuropa deve essere pluralista, non socialista». E rende omaggio
ad Andreotti. «Lo saluto, è un mio caro amico, spesso abbiamo lottato insieme. Mi ha
fatto capire la politica italiana e io gli ho insegnato che anche in Germania cè un
vino bevibile». La platea si infiamma quando lex cancelliere saluta «la figlia di
De Gasperi». Freddezza invece dimostra la platea quando Kohl elogia Prodi: «E la
persona giusta per lEuropa». E perfino quando festeggia Carlo Azeglio Ciampi:
«Sono felice per la sua elezione. Riuscì a convincere noi tedeschi che lItalia ce
lavrebbe fatta a entrare nellEuro».
America Latina
Riunione Cgie senza infamia e senza lodi
Por primera vez se reúnen los
representantes del CGIE electos en America Latina. Escaso el entusiasmo de los
participantes. Importantes disposiciones acerca de la "trasparencia" que los
consulados deben asegurar en las decisiones que afectan los intereses de la comunidad.
Contemporaneamente alla fiera dei prodotti italiani ,organizzata a Buenos Aires dall' ICE,
Istituto Commercio con l'Estero, si è tenuta la Prima riunione continentale del Cgie alla
quale oltre, ai membri continentali eletti, hanno partecipato il Sottosegretario al lavoro
On Morese, il Direttore Generale della Dgeas Ambasciatore Ferrarin, l'Ambasciatore d'
Italia in Argentina Dr Iannuzzi , il Console d' Italia in B.A Meloni ed altri funzionari
del Mae. La riunione si è tenuta a Palazzo San Martin, una dependance del Ministero degli
Esteri Argentino e lo stesso Ministro di Tella è intervenuto ad aprire i lavori,
dedicando agli ospiti un simpatico saluto di benvenuto. Antonio Macri, nella veste di Vice
segretario dell' Area latino americana, ha diretto i lavori che hanno avuto all' ordine
del giorno una serie di argomenti che hanno visto impegnati i partecipanti durante i due
giorni di riunione. Al termine sono stati resi noti i documenti delle commissioni
tematiche. La riunione ha visto protagonisti i patronati locali che, profittando della
presenza del sottosegretario al Lavoro On Morese, hanno ritenuto doveroso denunziare tutta
una serie di irregolarità che si starebbero verificando a danno dei patronati stessi e
dei nostri connazionali, con la complicità di non meglio identificati personaggi. E'
stato dibattuto anche il tema dei giovani e del loro inserimento nella società civile e
rivendicato maggior spazio e partecipazione, mentre nel settore della scuola e cultura
italiana all' estero é stato affrontato il problema della riforma della legge 153 e dell'
assegnazione dei contributi, troppo spesso assegnati seguendo criteri difformi. E
stata dunque sollecitata l' applicazione della legge nei confronti di tutti in modo uguale
e secondo criteri omogenei. Linformazione di ritorno ha costituito motivo di
particolare interesse per il ruolo chiave che essa riveste nel dare la giusta immagine
degli italiani all' estero alla opinione pubblica nazionale. Si è osservato come la
Raitv, incaricata dallo Stato di informare dovutamente, dovrebbe dedicare una parte dei
programmi proprio alla informazione di ritorno, indispensabile per dare una visione reale
delle potenzialità delle comunità allestero, anche in vista di un loro maggior
coinvolgimento negli affari politici ed economici del Paese. Circa il problema della TV e
della Radio è stata richiesta la costituzione presso le nostre Comunità di comitati
regionali d' ascolto, attraverso i quali far pervenire alla Raitv suggerimenti e richieste
che riflettano le esigenze della utenza. L' argomento piu atteso è stato quello
relativo alla trasparenza, riguardante i rapporti tra comunità e rappresentanze
consolari, che una recente circolare a firma Ferrarin aveva cercato di migliorare
introducendo meccanismi che rendano possibile agli organismi rappresentativi (Comites e
Cgie) di poter essere documentati sulle decisioni ,valutazioni e pareri espressi dai
Consolati sui fatti che riguardano gli interessi della nostre comunità. Salutato dall'
applauso dei presenti è stato lo stesso Ministro Ferarin ad illustrare i contenuti delle
nuove disposizioni. Infine il problema dell' assistenza è stato affrontato nella
consapevolezza che gli aiuti all' indigenza da parte dello Stato italiano saranno sempre
più ridotti e che pertanto eventuali miglioramenti dovranno aver luogo nel quadro di una
razionalizzazione dell' impiego dei fondi disponibili. A margine delle riunioni è stato
richiesto di dotare la Commissione continentale di organi che consentano una gestione
collegiale; per evitare, come accaduto, che possano essere posti all' ordine del giorno
argomenti che non siano stati in precedenza concordati ed approvati, che vengano assunte
decisioni che non rispecchino la volontà delle diverse regioni. Si è infine stabilito
che la prossima riunione sarà tenuta in Brasile in luogo e giorno da stabilirsi.
Fuori il Rospo
Anche gli Italiani all' estero, quelli di loro che
non "ci stanno" a subire prepotenze ed abusi e che spesso hanno difficolta ad
esercitare il diritto alla difesa, finalmente avranno un difensore civico! Si estende
anche tra gli italiani all' estero la necessità di creare un' Autorità che tuteli gli
interessi ed i diritti dei rassegnati, di coloro che per vari motivi trovandosi lontani
dal proprio paese, devono "ingoiare il rospo", ossia tenersi dentro le angherie
dei poteri forti e delle consorterie! La costituzione di una sede in Venezuela è il
frutto di una accordo raggiunto in questi giorni tra il nostro giornale e la Codacons, la
famosa associazione italiana che opera a favore anche dei cittadini che non hanno come
difendere i propri diritti, ma che hanno il carattere ed il coraggio per farlo: di "
sputare il rospo",di ricorrere alla giustizia! Codacons, specializzata nella
mediazione giudiziaria diretta a controllare l' operato dei soggetti pubblici e privati a
tutela dei diritti civici delòla collettività e del singolo, conosciuta e temuta per le
battaglie vinte contro i poteri forti dello Stato e delle lobies italiane, conta su di uno
staff di avvocati sganciati da sindacati e partiti, ricchi di professionalità e virtù
tali da garantire massima fedeltà ai propri rappresentati. Sono famosi per attaccare con
determinazione e fermezza quelle concentrazioni politiche e para politiche ove si arrocca
la prepotenza e l'abuso! Sono conosciuti per far "le pulci a tutti" per non dare
tregua a nessuno: enti pubblici e privati, consolati e direzioni didattiche, giornali di
Stato o di partito che siano... "l'armata dei 40" come chiamano lo staf degli
avvocati della Codacons, opera nelle diverse parti d'Italia, sono più di 80 gli sportelli
nelle diverse provincie aperti per raccogliere le richieste di intervento. Oltre 13 mila
gli associati, con un gettito contributivo di varie cenmtinaia di milioni. Ma ma più
consistenti sono le entrate per onorari professionali che i soccombenti sono stati
condannati a pagare nei giudizi instaurati da Codacons a difesa dei suoi assistiti.
Codacons è schierata in difesa del cittadino, contro l'abuso e la prepotenza,i suoi
avvocati sono i "professionisti della protesta e del ricorso" ... e da oggi
operano anche per i connazionali in Venezuela che hanno problemi con privati o enti
pubblici italiani... Sanno che porteranno una ventata di speranza e di giustizia
specialmente in favore dei connazionali più anziani, degli insegnanti e delle scuole che
per anni hanno servito la Comunità senza ricevere il giusto riconoscimento da parte dello
Stato.Copdacons farà giustizia alle tante ingiustizie e prevaricazioni subite dai
connazionali all' estero Sia in Italia che dove vivono, ci auguriamo ha commentato
Valentina Marzo Presidente della federazione Insegnanti italiani in Venezuela, che
finalmente potranno essere riscattati i diritti accumulati e mai riconosciuti a insegnanti
ed enti gestori... dello stesso parere l' Ing Francesco De Palo membro dell' esecutivo del
Comites di Caracas,in questo modo ha detto spero che molti nostri connazionali potranno
vedere finalmente tutelati i loro interessi in Italia ,considerato che in molti casi i
residenti all' estero,finiscono con il rinunciare ai loro diritti per la mancanza di una
struttura che possa validamente rappresentare i loro interessi. Sarà il nostro giornale
il punto di riferimneto di Codacons in Venezuela e l' avv. Claudio Laner il coordinatore
della Codacons su tutto il territorio.il Dr. Vitaliano Vita, rappresentante eletto della
nostra comunità, conosciuto per le sue battaglie contro la RaiTv ed i boiardi di Stato,
per gli scontri con i politici italiani in cerca di collegi elettorali all' estero,
incaricato di coordinare e promuovere le sedi Codacons in America latina. Non ingoiare il
Rospo! se ti senti offeso nella tua dignità ed ingiustamente colpito negli interessi e
nei tuoi diritti : Fuori il rospo: Scrivi a Codacons c/o Pagine fax 095-623950
Emigrazione: liberalizzata la trascrizione degli
atti civili
Las Alcaldías italianas a las cuales
pertenecen ascendientes de italianos nacidos en el exterior, no registrados en Italia,
están obligadas a recibir solicitudes y expedir a los interesados las respectivas actas
del registro civil.
Sono competenti anche i comuni nei quali il cittadino ha o ha avuto familiari lo afferma
la circolare 6 febbraio 1999, n. 3 del ministero dell'interno che stabilisce la competenza
dei comuni alla trascrizione degli atti di stato civile dei figli di cittadini italiani
nati e residenti all'estero che non hanno una residenza in Italia. Infatti questi erano
fino a ieri costretti a richiedere la trascrizione degli atti civili all'ufficio dello
stato civile di Roma. Una specie di imbuto burocratico che aveva creato una gestione lenta
ed imprecisa dell'Anagrafe degli italiani all'estero. Adesso, con la circolare pubblicata
sulla Gazzetta n. 44 del 23 febbraio, il ministero dell'Interno chiarisce che la
trascrizione può essere fatta anche nei comuni nei quali "è stato trascritto l'atto
di un ascendente" anche remoto dell'interessato. Prima in mancanza di pregressa
residenza o di domicilio nello Stato, gli atti dovevano essere trasmessi all'ufficio di
stato civile di Roma, creando inconvenienti gravissimi nella gestione dell'AIRE. Perciò
bene ha fatto l' Amministrazione ,al fine di evitare il protrarsi della descritta
situazione di incertezza, ha ritenere che il domicilio richiamato dall'art. 51 possa
essere individuato anche in un centro di interessi, non solo economici e patrimoniali
della persona, ma anche sociali e familiari per cui, il comune competente alla
trascrizione di atti di stato civile formati all'estero riguardanti cittadini da iscrivere
o iscritti all'AIRE, può essere legittimamente individuato in quello nel quale è stato
trascritto l'atto di un ascendente, ancorché remoto, dell'interessato
Tale interpretazione che anticipa l'innovazione che verrà recata nella materia dal nuovo
ordinamento di stato civile è stata di recente condivisa dal Ministero di grazia e
giustizia pertanto conclude la circolaresi invita il Ministro degli affari esteri a volere
impartire le necessarie disposizioni agli uffici consolari.
Il cd-rom nelle scuole
Per l'applicazione della legge 626 in tutti gli istituti italiani.
Autoformazione multimediale per la sicurezza nelle scuole.
In attesa dell'ormai imminente decreto interministeriale che detta disposizioni
dettagliate per gli istituti scolastici in materia di sicurezza, il ministero della
pubblica istruzione ha diffuso, insieme a una nota della direzione generale del personale
un cd-rom in tutte le scuole, con lo scopo di formare, o meglio, fare in modo che i capi
di istituto si autoformino sulla disciplina
Guida
allautocertificazione
Los ciudadanos italianos que no posean
documentos para certificar su identidad u otros estados o posición social, podrán
temporalmente sustituir los documentos correspondientes con su propia declaración
(autocerti ficación). Los funcionarios públicos están obligados a recibir las
declaraciones.
Elenco dei certificati che possono essere sostituiti dall'autocertificazione; modalità
per la messa a punto delle dichiarazioni sostitutive e per la presentazione di copie di
documenti. Questi i contenuti della Guida all'autocertificazione messa a punto dal
Ministero per la funzione pubblica per rendere più semplice l'applicazione delle nuove
norme.Si ricorda anche che i dipendenti pubblici sono obbligati ad accettare le
autocertificazioni, e il non farlo equivale ad una violazione dei doveri d'ufficio.
Chi dichiara cose non vere, invece, oltre alla perdita dei benefici eventualmente
acquisiti grazie alla documentazione presentata, commette il reato di falso in atto
pubblico.)
Che cosa è l'autocertificazione? E' una dichiarazione che l'interessato redige e
sottoscrive nel proprio interesse su stati, fatti e qualità personali e che utilizza nei
rapporti con la P.A. e con i concessionari ed i gestori di pubblici servizi. Nel rapporto
con un soggetto privato il ricorso all'autocertificazione è rimandato alla
discrezionalità di quest'ultimo. Tale dichiarazione può sostituire:le normali
certificazioni-gli atti notori.
1) Quali sono le dichiarazioni che sostituiscono le certificazioni? L'art.2 della
legge 15/68 "Norme sulla documentazione amministrativa e sulla legalizzazione e
autenticazione di firme" prevede i casi in cui si può ricorrere
all'autocertificazione: data e luogo di nascita,la residenza,la cittadinanza,il godimento
dei diritti politici,lo stato di celibe, coniugato o vedovo,lo stato di
famiglia,l'esistenza in vita,la nascita del figlio, il decesso del coniuge,
dell'ascendente o discendente,la posizione agli effetti degli obblighi militari
l'iscrizione in albi o elenchi tenuti dalla P.A. L'art. 1 co. 1 del D.P.R.403/98
"Regolamento di attuazione degli articoli 1, 2 e 3 della legge 15 maggio 1997, n.127,
in materia di semplificazione delle certificazioni amministrative" ha ulteriormente
esteso il ricorso all'autocertificazione e contempla i seguenti casi: Titoli di studio
acquisiti-Qualifiche professionali-Esami sostenuti universitari e di stato-Titoli di
specializzazione-Titoli di abilitazione-Titoli di formazione-Titoli di aggiornamento
Titoli di qualificazione tecnica-Situazione reddituale o economica anche ai fini della
concessione di benefici e vantaggi di qualsiasi tipo previsti da leggi
speciali-Assolvimento di specifici obblighi contributivi con l'indicazione
dell'ammontare-Codice fiscale-Partita IVA-Qualsiasi dato dell'anagrafe tributaria-Stato di
disoccupazione. Qualità di pensionato e categoria di pensione-Qualità di
studente-Qualità di casalinga. Qualità legale rappresentante di persone fisiche o
giuridiche, di tutore, di curatore e simili. Iscrizione presso associazioni o formazioni
sociali di qualsiasi tipo-Adempimento o meno degli obblighi militari comprese quelle di
cui all'art.77 del D.P.R. 237/64 come modificato dall'art.22 della L.958/86-Assenza di
condanne penali-Qualità di vivenza a carico-Tutti i dati a diretta conoscenza
dell'interessato contenuti nei registri dello stato civile
2) Quali sono le dichiarazioni che sostituiscono gli atti notori? Tutti gli stati,
fatti e qualità personali che siano a diretta conoscenza dell'interessato non compresi
nell'elenco di cui al punto 1 sono comprovati dall'interessato, a titolo definitivo,
mediante la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art.4 L.15/68 e art.2 co.1
D.P.R.403/98). Queste dichiarazioni possono essere presentate anche contestualmente
all'istanza e sono sottoscritte dall'interessato in presenza del dipendente addetto (art.3
co.1 D.P.R. 403/98). Tutti gli stati, fatti e qualità personali di cui il dichiarante ha
diretta conoscenza e rende nel proprio interesse anche quando riguardano altri soggetti
(art.2 co.2 D.P.R. 403/98). Tale dichiarazione sostitutiva riguarda anche la conoscenza
del fatto che la copia di una pubblicazione è conforme all'originale (art.2 co.2
D.P.R.403/98).
Quale è la validita' delle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e di atti
notori? I certificati rilasciati dalle pubbliche amministrazioni attestanti stati e
fatti personali non soggetti a modificazioni hanno validità illimitata
Le restanti certificazioni hanno validità di sei mesi dalla data di rilascio (art.2 co.3
L.127/97). Le dichiarazioni sostitutive di certificazioni e la dichiarazione sostitutiva
dell'atto di notorietà per i casi suindicati dall'art.2 e 4 della L.15/68 hanno la stessa
validità temporale degli atti che sostituiscono (art.6 co.1 D.P.R. 403/98)
Quali sono i casi in cui è prevista solo l'autocertificazione? Per i certificati,
gli estratti e gli attestati da presentare per le iscrizioni nelle scuole e università';
Per i certificati, gli estratti e gli attestati da presentare, a qualsiasi titolo, negli
uffici della Motorizzazione Civile Per i certificati e gli estratti ricavabili dai
registri dello stato civile e dai registri demografici richiesti dai Comuni per i
procedimenti di loro competenza (art.1 co.2 D.P.R. 403/98)
Come si può fare l'autocertificazione? per le dichiarazioni sostitutive dei
certificati: scrivendo su carta semplice e firmando sotto la propria ed esclusiva
responsabilità (non è necessario firmare davanti all'impiegato).
Quando l'amministrazione puoi acquisire d'ufficio i documenti?
Quando le amministrazioni ritengono necessario acquisire degli estratti diversi da fatti
relativi a cambiamento di stato civile
La banca dei semi primo passo per la forestazione
dell Isola
Secondo Paghera con benifici effetti su clima,
salute ed occupazione
La empresa internacional Paghera S.p.a.,visitó la isla Margarita para verificar
las posibilidades concretas de realizar un plan de reforestación. Se encontró con
directivos de Efal organismo italiano con sede en Roma que en los próximos meses dictará
un curso dxe aproximadamente 8 meses para la formaciòn de 30 jovenes expertos en
agricultura biològica, para analizar la posibilidad de utilizar el programa de
constitución de un banco de semillas de vegetación autoctona. Este en efecto sería el
primer paso para la siembra de vegetación autóctona, con técnicas idóneas, en las
zonas áridas del territorio. El proyecto tiene importantes recaídas ocupacionales y
sanitarias por cuanto la reconstitución de la capa vegetal eliminaría la presencia de
las substancias nocivas y del polvo que se mezclan con el aire que respiramos.
E quanto risulterebbe dal sopralluogo compiuto nei giorni scorsi dalla SpA Paghera,
impresa leader mondiale del settore del verde. Lo ha dichiarato il Dr Vitaliano Vita,
rappresentante del consorzio interessato alla forestazione della isola Margarita. Vita che
si era recato in Argentina per prendere visione delle opere intraprese dal Gruppo Paghera
,successivamente aveva invitato l impresa ad effettuare un sopralluogo a Margarita
per verificare su posto se esistono le condizioni per realizzare con successo il macro
progetto di forestazione dell isola. L invito è stato accolto dal titolare
del Gruppo Paghera, Architetto Gianfranco, che in Argentina ed in Brasile ha in corso
opere di forestazione. Dopo una visita minuziosa a varie zone dell isola e dopo
essersi incontrato con i responsabili del Ministero dell Agricoltura e di altri
organismi che operano nel settore delle acque, Paghera ha detto che il presupposto per una
forestazione della isola è la costituzione di una banca del seme, ove vanno raccolti
conservati e predisposti i semi di molte specie autoctone, peraltro in via di estinzione.
Una centrale di raccolta e conservazione dei semi è la condizione per poter costituire
zone ambientali dove puo prosperare la forestazione. Non si tratta, ha spiegato Paghera,
di trapiantare piante da un posto all altro, ma di creare le condizioni ambientali
perchè queste possano attecchire, crescere e prosperare. Infatti ha aggiunto Paghera il
trasferimento in sito per molte specie di piante, sarebbe infruttifero, o meglio
temporaneo... se non si riproduce l ambiente necessario alla pianta ovvero il suo
habitat. Le piante costituiscono una categoria di esseri viventi fissi ossia che hanno
bisogno per sopravvivere di trovare in luogo le condizioni e le sostanze necessarie al
proprio accrescimento e riproduzione (acqua, minerali, sostanze organiche e patogene,
luce, temperatura ecc...). Paghera dopo aver concluso la visita a varie zone della isola
ha detto che il verde di Serra Copei deve essere riprodotto in altre zone come sulla
Sierra di San Francesco Macanao, se solo si disponesse di una banca del seme in grado di
produrre verde, non soltanto fatto di piante di alto fusto ma di erbe tropicali, .arbusti
capaci di catturare e trattenere le acque piovane, creare zone umide èper riprodurre
quella cappa organica necessaria acreare zone ombreggiate e piante d alto fusto.La
banca del seme ha raccontato l arquitetto Pagherà in Amazzonia ,ove è stata
realizzata insieme al famoso Padre Gianni , riesce a dar lavoro a oltre due mila indios
mentre consente la riproduzione di migliaia di alberi. Parlando con il Dr Marco Porta,
segretario generale dell Odici, l organismo che a Margarita dovrebbe guidare
il consorzio per la forestazione della Isola, ha inoltre osservato come la ricostituzione
di una cappa organica, specialmente nelle zone erose dai venti, costituirebbe un
operazione salubre che gioverebbe alla purezza dell aria.Gli arbusti ha spiegato
Paghera hanno la proprietà di difendere il terreno dalla azione dei venti, impediscono
l asporto di materiale terroso,la formazione di polvere e la sua diffusione
nell aria,peraltro talvolta dannosissimo alla salute, come nel caso delle polveri di
silicio. Con riferimento all inquinamento prodotto dalle acque di risulta Paghera ha
osservato come sia possibile effettuare grandi risparmi impiegando le acque semitrattate,
i fangh e gli altri residui di risulta in procedimenti agricoli e nella preparazione delle
mescole necessarie alla forestazione.Eesistono tecnologie,ha proseguito Paghera,in grado
di recuperare i materiali inquinanti, sottrarli provvisoriamente allambinente per
restituirli sotto forma di concimi o di additivi agricoli,il Gruppo cui appartengo
possiede i know how di molti procedimenti disinquinanti ed è sarà lieto di porli a
disposizione del Consorzio per la forestazione di Margarita. Il brevissimo tempo a
disposizione non ha consentito di poter discutere con il Governatore i molteplici aspetti
dei problemi trattati, tuttavia quando sarò ultimato il pre progetto al quale il Gruppo
Paghera è stato chimato a partecipare tornerà a Margarita e questa volta speriamo per un
lungo soggiorno.
al Consolato con la scorta
Ringrazi i suoi capelli bianchi...
Fueron varias las reacciones a la noticia, publicada en el número anterior de
Pagine, de un funcionario del Consulado General de Italia que amenazó un representante de
la comunidad, responsable de haber presentado las quejas de algunos compatriotas, al Vice
ministro del Exterior durante su visita a Venezuela. Publicamos la carta de un lector el
cual, con evidente ironía, propone dedicar un monumento al "funcionario recio"
pero pide no revelar su propio nombre ya que no quiere ser víctima de la furia del
impetuoso empleado.
Nel precedente numero zero con gli stessi titoli abbiamo riferito di un grave episodio
accaduto qualche settimana fa presso il Consolato Generale di Caracas del quale sono state
vittime, stavolta alcuni "capi popolo" : i nostri rappresentanti nel Cgie, dr.
Vitaliano Vita e Michele Moceri, membri peraltro del Comites di Caracas , niente di meno
Presidente della Commissione informazione il primo e Presidente dell intero
organismo rappresentativo il secondo, che, in visita di cortesia alla massima istituzione
consolare in Venezuela sono rimasti vittime delle effusioni esuberanti di un giovane
funzionario che, poco manca, non passi dalle minacce verbali alle vie di fatto. Ci siamo
guardati dal fare il nome del funzionario, anche perchè terrorizzati dal suo
caratteraccio abbiamo tenuto a qualche sua reazione... tuttavia la maggioranza dei lettori
non ha dimorato ad individuare l anonimo Ercolino.Riportiamo i commenti di alcuni
lettori che naturalmente, dati i precedenti, hanno richiesto di rimanere anonimi.Uno dei
più bizzarri è stato quello del Sig. Tortore, il quale suggerisce di aprire una
sottoscrizione per la realizzazione di una stele al merito... un monumento a Ercolino!
tanto perchè l episodio non passi inosservato. Dice il nostro lettore: che le
sembra direttore se contemporaneamente si aprisse un inchiesta sul tipo di dedica da
scolpire nel monumento ? per esempio :A Cacini con affetto : La comunità... A Spaccalossa
con rinnovato timore... o A Gigi (er bullo) in ricordo di una sua (breve) trasferta in
Venezuela, la comunità martire pose... A me sembra democratico, continua il Sig Tortore,
ricorrere al sistema della inchiesta, chissà quante altre dediche condite usciranno
fuori... Daltra parte alla soglie del Terzo Millenio fatti del genere non possono
passare inosservati: la decisione di sostituire il funzionario consolare con teste di
cuoio debe essere commemorata! Poi ritornando su i suoi passi conclude, si ricordi
direttore della promessa, niente nomi... sono pensionato: già la notte non mangio per la
fame, figuriamoci se adesso a questa insonnia devo aggiungere la paura di Mangiafuoco!
Elezioni
Popolari (PPE) vittoria storica. Avanza la destra
Perdono Blair e Shoroder e Denahen
Le previsioni della vigilia sono state rispettate. Il partito popolare europeo ha
sorpassato quello socialista ed è ora il primo gruppo dell'Europarlamento, grazie
soprattutto alla sconfitta dei partiti di Schroeder e di Blair. "E' una vittoria
storica", affermano entusiasti i dirigenti del Ppe, che prevedono di ottenere nella
prossima Assemblea 215 seggi rispetto ai 201 precedenti. Il Pse dovrebbe attestarsi sui
185 seggi (rispetto a 215), ma il vertice appare restio ad ammettere la sconfitta ed
enfatizza, piuttosto, le contraddizioni degli avversari. Il successo del centro-destra si
è delineato dopo che sono arrivati i dati della avanzata del tandem Cdu-Csu in Germania
nei confronti del partito socialdemocratico del cancelliere Schroeder. Ma ha contato
ovviamente il risultato complessivo delle forze che si sono coagulate intorno allo
schieramento popolare; tra cui Forza Italia (circa 22 seggi). Anche l'avanzata dei
conservatori britannici, con l'introduzione della legge proporzionale, ha contribuito a
consentire il "sorpasso". In Francia, i socialisti hanno tenuto bene le
posizioni. Indicativa è stata la sfida all'interno dei gollisti, divisi tra quelli decisi
a entrare nel Ppe e quelli contrari (12 seggi ciascuno). Mentre in Spagna si è rinnovata
la sfida tra il partito di centro-destra di Aznar e il Psoe, nelle cui fila è tornato
Gonzalez (le posizioni sono rimaste pressoché invariate). In Belgio, il partito del
premier Dehaene ha pagato duramente lo scandalo diossina. Il presidente del Parlamento
europeo, Josè Maria Gil-Robles, moderato , ha sottolineato le dimensioni della vittoria
dei "popolari" e ha rassicurato il presidente della Commissione, Romano Prodi,
che dovrà passare sotto l'esame dell'Assemblea: "Troverà un gruppo favorevole alle
sue posizioni...la sua sarà una posizione più comoda dopo la nostra vittoria". Ma
al di là dell'esito del duello progressisti -conservatori emerge sullo sfondo il quadro
allarmante di un'Europa poco interessata alla sorte delle proprie istituzioni politiche.
Non diversamente può essere inteso il dato comune in quasi tutti quindici Paesi
dell'Unione di un astensionismo diffuso che tocca punte particolarmente alte in Gran
Bretagna e in Germania. Rispetto ad una media europea del 56,8 per cento delle elezioni
del 1994 vi è stato un arretramento generale (intorno al 50 per cento), che legittima
ampie perplessità sulle prospettive politiche della integrazione comunitaria. Si delinea,
infatti, l'inquietante fantasma di un "partito dell'astensione costituito da scettici
e delusi. Rischiano di sparire, come gruppo, i radicali dell'Are (anche se non si sa
ancora quale sarà la decisione della lista Bonino, cioè se aderirà al gruppo liberale o
se costituirà un proprio gruppo federalista). A destra, nell'Upe, ci sarà il previsto
cambio della guardia tra i gollisti chiracchiani (che escono) e Alleanza Nazionale (che
entra). I liberaldemocratici dell'Eldr dovrebbero migliorare le posizioni, grazie anche
all'apporto degli 8 seggi dei liberali inglesi. A sinistra c'è da segnalare
l'affermazione dei comunisti tedeschi (Pds, 6 seggi) ai danni dei Verdi. Ma la partita
principale resta quella tra l' area moderata e socialista.
Anche all estero Forza Italia è il partito
più votato. Seguono lAsinello e i Ds
- Gli italiani allestero scelgono in prevalenza il
tricolore di Forza Italia e lasinello dei Democratici. Primo partito è FI con il
19,7 per cento (pari a 30.114 voti). Seguono il neonato partito di Prodi e Di Pietro (17,7
per cento; 26.987 voti) ed i Ds (10,1; 15.455 voti). Staccati la lista Bonino (6,1), i
Verdi (5,4), lo Sdi e An-Patto Segni (5 per cento). È stata la Grecia il paese europeo
nella quale gli italiani si sono recati alle urne in maggior numero, con il 27,7 per cento
dei votanti. I più "tiepidi", al contrario, i nostri connazionali che vivono in
Irlanda, dove ha votato solo l11,3 per cento. A macchia di leopardo la distribuzione
del voto: i Democratici hanno prevalso in Austria (22,6 per cento), Lussemburgo (38,3),
Portogallo (21,4), Belgio (19,7), Olanda (30,2), Svezia (20,4) e Gran Bretagna (23,7);
Forza Italia è stata invece preferita dagli italiani in Grecia (18,8 per cento), Francia
(15,6), Germania (26,5), Spagna (18,9) e Finlandia (20). Ai Ds Danimarca (17,6 per
cento) e Irlanda (21,1). Percentuali che, spesso, sono espressioni di realtà fatte di
piccoli numeri: allAsinello per vincere in Portogallo basta un pugno di voti, 34; i
Ds prevalgono in Danimarca e Irlanda rispettivamente grazie a 58 e 34 voti; Fi deve il suo
successo in Finlandia a 10 elettori. Non tutto però è filato liscio. Bisognerà infatti
attendere tuttoggi per avere i risultati definitivi delle elezioni europee per la
Circoscrizione Nord Est. Il problema nasce dal fatto che la commissione elettorale della
Corte dAppello di Venezia che deve esaminare i verbali delle schede di voto dei
residenti allestero ha deciso di farlo solo da stamattina.
Luglio 1999
Anche a Bologna vince il centrodestra
Crollano con il capoluogo emiliano altre roccaforti
della sinistra. Avanzata generale del Polo. Alta lastensione. Straordinaria vittoria
del Polo delle Libertà nei ballottaggi del 27 u.s. per lelezione di sindaci e
presidenti in numerosi ed importanti comuni e provincie. Giornata nera per la sinistra che
perde alcune roccaforti fino ad oggi considerate inespugnabili, come Bologna ed Arezzo, da
oltre 50 anni nelle sue mani. Ma il Polo vince non solo nei luoghi della sinistra ma anche
in quelli della Lega che vede penalizzata la strategia del piede in due staffe adottata
dal suo capo Bossi. Complessivamente erano 20 milioni i cittadini interessati a questo
voto per lelezione di 32 presidenti di provincie, 107 sindaci, più il Consiglio
regionale Sardo, ma di essi solo il 41,7% ha scelto di esercitare il diritto, dando corpo
alle preoccupazioni della vigilia circa il tasso di astensione. Giornata calda e
soleggiata, poco propizia per il voto: ed infatti gli interessati erano al mare o in coda
sulle autostrade per raggiungerlo. Non è questo dunque il dato che sorprende quanto i
risultati sactuiriti dalle urne: a Bologna il candidato del Polo Giorgio Guazzaloca batte
di misura la contendente della sinistra Silvia Bartolini; stesso esito ad Arezzo e Padova,
mentre a Bergamo è l amministrazione leghista uscente a fare le spese della
avanzata del Polo, così come nelle provincie di Verona e Pordenone. Il centro sinistra
perde anche numerose ed importanti provincie quali quelle di Vercelli, di Sondrio, di
Asti, di Udine dellAquila mentre la spunta a Bari dove il Popolare Vernola sconfigge
inaspettatamente lex presidente della federcalcio Matarrese. Altro scontro decisivo
si è avuto per le Provincie di Torino e Milano già governate da esponenti del
centrosinistra che difendono con successo la prima, ma perdono Milano dove la candidata
del Polo Ombretta Colli batte il presidente uscente Tamberi. Ma a risultare perdente su
tutta la linea è la strategia Bossiana delle alleanze: perde in fatti la Lega a Milano
dove appoggiava il candidato del centro sinistra e perde a Torino dove appoggiava quello
del Polo, Conserva con difficoltà la provincia di Bergamo con lappoggio del
centrosinistra. Uguale scarso successo ottiene il centrosinistra dove si appoggia alla
stampella rifondazione: Bologna docet..
Voto allestero: Sì della Camera. Senato:
rinvio a settembre
ROMA - La Camera ha approvato la legge
costituzionale per il voto degli italiani all estero con 383 voti a favore, 17 no e
15 astensioni. Si tratta del terzo voto del Parlamento. Per essere operativa avrà bisogno
del quarto "sì" da parte del Senato.Lega e Pdci non hanno preso parte alla
votazione (anche se un paio di deputati della Lega presenti si sono astenuti). I Verdi e
Rifondazione Comunista hanno annunciato voto contrario. Solo due però i deputati di
Rifondazione presenti al momento del voto. Rispetto alla prima votazione avvenuta nel
febbraio di quest anno i deputati cossuttiani sono passati dal no all
abbandono dellaula.Il testo approvato istituisce una circoscrizione «estero»: una
soluzione che concede ai nostri concittadini all estero l elettorato attivo e
passivo. Potranno cioè non solo votare ma anche indicare candidati ed essere eletti. In
questo modo i connazionali allestero eleggeranno come loro rappresentanti in
Parlamento candidati espressi dalle loro comunità.Una scelta legislativa che va nella
direzione esattamente contraria a quella che avrebbe visto i voti degli italiani all
estero confluire in collegi nazionali su candidati nazionali. Una ipotesi scartata anche
perchè con la legge elettorale maggioritaria uninominale attualmente in vigore per le
politiche uno scarto di poche centinaia di voti determina un cambiamento del
risultato.Sarà un altra legge di modifica costituzionale (attualmente in
discussione alla Commissione Affari costituzionali di Montecitorio) ad indicare il numero
di deputati e senatori che dovranno rappresentare gli italiani all estero. È
affidata invece ad una legge ordinaria (che non avrà quindi bisogno della doppia lettura
da parte di palazzo Madama e Montecitorio) a stabilire criteri e strumenti attraverso i
quali questo diritto di voto potrà essere esercitato. Con il sì della Camera manca
soltanto un ultimo giro di boa (il quarto voto affidato a palazzo Madama) perchè questa
legge veda finalmente la luce. È infatti il quarto tentativo in sette anni di varare una
norma costituzionale che consenta il voto degli italiani all estero.
Sias, il patronato degli Azzurri nel Mondo
LAssociazione Azzurri nel Mondo e il
Patronato Sias hanno siglato un accordo di collaborazione grazie al quale tutti gli
associati ed i simpatizzanti dellAssociazione vicina a Forza Italia, residenti
allestero, potranno avvalersi dei servizi offerti dal Patronato di ispirazione
cattolica. Il Presidente dellAssociazione Azzurri nel Mondo, On. Silvio Berlusconi,
si è detto soddisfatto della conclusione di questo accordo che per la prima volta vede
una concertazione di offerta di servizi tra un importante Patronato di ispirazione
cattolica quale è il Sias e lAssociazione Azzurri nel Mondo. Il Segretario
Nazionale dellAssociazione Azzurri nel Mondo, Gianfranco Formaggio, durante la
cerimonia della firma del protocollo di intesa, ha sottolineato che questa collaborazione
si svilupperà non solo dagli uffici oggi esistenti, ma che è già allo studio un ampio
piano di sviluppo della rete del Patronato Sias per cui la maggior parte degli italiani
residenti allestero avranno la possibilità di poter usufruire di tutti i servizi
che il Patronato Sias mette a loro disposizione.Il Presidente del Patronato Sias, Dottor
Carlo Costalli, ha confermato limpegno del Patronato per una maggior penetrazione
nei Paesi esteri, che avverrà grazie anche allinteressamento ed al coinvolgimento
dellAssociazione Azzurri nel Mondo. Costalli ha espresso lauspicio che questo
esperimento possa, in un prossimo futuro, essere esteso anche al territorio italiano. Per
il momento si è deciso che laccordo abbia la durata di un anno e che sia
tacitamente rinnovabile.
MAE: costituito gruppo di lavoro per Aire e
regolamento del voto
E la legge sul voto la più importante
novità avvenuta dopo lAssemblea plenaria dello scorso febbraio. Da allora, ha
ricordato il Sottosegretario agli Affari Esteri Patrizia Toia, dopo lapprovazione
del 24 febbraio in prima lettura alla Camera, al Senato il 28 aprile sempre in prima
lettura, il 30 giugno alla circoscrizione Estero hanno detto si 383 deputati. "Resta
ora lultimo passaggio delicato al Senato, e il governo non mancherà di adoperarsi
affinché entro la pausa estiva sia concretizzato questo primo tassello per permettere ai
nostri connazionali lesercizio allestero del loro diritto di
voto".Sviluppi positivi anche per gli articoli 56 e 57 riferiti al numero dei
rappresentanti che andranno a formare la circoscrizione Estero, attualmente stabilito in
16 deputati e 8 senatori.La Senatrice Toia ha poi reso noto che il MAE ha costituito un
Gruppo di lavoro che si occuperà della legge ordinaria sulle modalità di voto e dei
problemi connessi allAIRE. Tale Gruppo sarà formato dal Ministero dellInterno
e di Grazia e Giustizia, il CGIE, lISTAT e lANCI ed il Comune di Roma per
lAnagrafe residuale."Nelle prime riunioni del Gruppo - ha affermato la
Senatrice - è emersa lopportunità di creare uno schedario unico degli elettori
residenti allestero, da collocare presso il Ministero degli Esteri o
dellInterno, mentre si sta valutando se il sistema di iscrizione debba essere
automatico o a domanda dellinteressato". Molti i Consiglieri che al riguardo
hanno rilevato lopportunità delliscrizione automatica.Tra gli argomenti
analizzati dal Gruppo di Lavoro, anche leventuale anticipo del censimento degli
italiani allestero al 2000 che dovrebbe svolgersi per legge nel 2001. Il Censimento
rappresenta un valido strumento per aggiornare lAnagrafe consolare.In riferimento
alla Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo, il Sottosegretario ha ricordato che dopo
lapprovazione del Senato del relativo ddl, il Governo ha presentato gli emendamenti
tenendo conto delle indicazioni del CGIE, e per definire più agili meccanismi di spesa.
Tali emendamenti sono stati approvati dalla Commissione Affari Esteri il 1° luglio.Quanto
al progetto di legge di riforma dei Comites, dopo i vari passaggi nelle Commissioni
competenti, è attualmente alla Commissione Esteri della Camera. "Anche in questo
caso - ha affermato il Sottosegretario - sarà cura del Governo seguire attentamente
liter del provvedimento, al fine di disporre quanto prima della nuova normativa e,
non da ultimo, delle risorse aggiuntive per il finanziamento dellattività dei
Comites che essa prevede". La Senatrice, a proposito di finanziamenti, ha assicurato
che tutti i mandati di pagamento sono stati liquidati per quei Comites che hanno
presentato la corretta documentazione.La Senatrice ha poi analizzato a fondo il risultato
delle elezioni europee il cui risultato relativo alla partecipazione, è pari a 32,8% pari
a 300.393 votanti. Da tale risultato e dalle analisi delle iniziative intraprese per le
operazioni di voto, è emerso che il mezzo più valido è il voto per corrispondenza
"che evita ai nostri connazionali spostamenti gravosi ed inutile il reperimento di
locali e personale competente a svolgere funzioni elettorali allestero".Ma
nonostante le difficoltà logistiche registrare anche in questa tornata elettorale, gli
italiani allestero residenti in Europa hanno confermato il loro "desiderio di
voto" e di partecipazione attiva alla vita politica del Paese. "Il risultato
della partecipazione è sicuramente positivo ...".In riferimento alla promozione
della lingua e cultura italiana nel mondo, il Sottosegretario ha precisato che nonostante
le preoccupazioni avanzate da diversi Comites, il MAE intende continuare a mantenere e
anzi ad intensificare limpegno per rispondere adeguatamente ad una domanda sempre
crescente. Basti dire che la Direzione Generale dellEmigrazione ed Affari Sociali ha
visto aumentare le attività in base allincremento degli alunni passati dai 456 mila
del 1998 a 480 mila del 1999 con un impiego di 7.000 docenti. Rilevante, inoltre, anche il
lavoro in tema di Convenzioni con gli altri Paesi per inserire linsegnamento
dellitaliano nei sistemi scolastici locali con valore curricolare. E indubbio
al riguardo, lapporto delle nostre comunità. "Linserimento
dellitaliano - ha sottolineato il Sottosegretario - nei sistemi scolastici locali è
un passo importante in direzione di una piena integrazione delle comunità nei Paesi di
accoglienza che non comporti il sacrificio delle proprie gloriose e preziose radici
culturali".Affrontando il tema "informazione per gli italiani
allestero" la Senatrice ha ricordato che per il Mae tale settore è prioritario
e quindi "seguirà con particolare interesse il nuovo assetto di Rai International e
lapporto di Rai News" che dovranno contribuire a migliorare la qualità del
servizio. "Ma non meno importante considero il sostegno ai giornali italiani
allestero che la legislazione vigente e la dotazione finanziaria disponibile,
rendono lento nella liquidazione dei contributi e insufficiente rispetto ai bisogni. La
riforma delleditoria assume in questo contesto unimportanza essenziale e
dovrà fornire la possibilità di agire con strumenti più efficaci per interventi non
solo verso la stampa scritta ma anche verso testate multimediali. Lobiettivo è di
migliorare sensibilmente la qualità dei mezzi di informazione italiani allestero:
solo per questa via potremo attenderci ricadute interessanti sul piano economico e,
auspicabilmente, su quello dellelevazione socio-culturale delle comunità
italiane".
Voto allestero: al Senato il 29
luglio.
Facciamo lobby per individuare gli alleati sinceri
PAGINE Redazione - La riunione del CGIE
ha messo in evidenza il sostanziale pericolo di unaltra clamorosa bocciatura della
proposta di modifica dellart.48 della Costituzione che, istituendo la circoscrizione
estera, consentirebbe agli italiani residenti fuori del Paese, il voto in loco ed una
rappresentanza parlamentare diretta. Al rientro in Venezuela Vitaliano Vita e Michele
Moceri, membri del Comites e rappresentanti della locale collettività nel CGIE, hanno
riferito, nel corso di una riunione dellesecutivo del Comites di Caracas, le
perplessità sollevate durante lassemblea del CGIE, dal Senatore Lauricella e
dallOn. Pezzone, autorevoli ed ascoltati Parlamentari del partito di maggioranza. Preoccupazione
che evidentemente non è stata recepita nella misura dovuta dal Consiglio di Presidenza
del CGIE, che invece avrebbe dovuto farsi portavoce delle inquietudini trapelate,
attraverso azioni di lobby presso le rappresentanze politiche ed i gruppi parlamentari del
Senato. Altrettali perplessità, circa un risultato favorevole scontato, si leggevano
anche nelle dichiarazioni del Presidente DAlema nel corso delle sue recenti visite
alle comunità italiane di Brasile ed Argentina, sicché è parso opportuno e doveroso ai
convenuti , promuovere, nelle due settimane che precedono il voto del Senato, una campagna
di sensibilizzazione e responsabilizzazione diretta a richiamare lattenzione delle
forze politiche e del Parlamento sulla gravità delle conseguenze che deriverebbero se,
ancora una volta, in assenza di fatti nuovi e giustificate motivazioni, si dissentisse
dalle recenti approvazioni ripetutamente date dal Parlamento. I convenuti hanno quindi
deciso che, qualunque dovesse essere lesito del voto, si dovrà cercare di eliminare
possibilità di equivoco e scuse peregrine. Chi è contrario al provvedimento deve
manifestarlo con chiarezza attraverso un voto dichiarato e pubblico. "Le scuse
dellafa di luglio, della votazione a cavallo del pranzo... non possono essere
riproposte per giustificare la propria assenza ovvero per sottrarsi agli impegni assunti
con gli accordi di Basilea ed eludere le promesse che certi partiti amici ci vanno
somministrando da tempo". In quella riunione si è voluto mettere il dito sulla
piaga: si è dato incarico ai rappresentanti nel CGIE, di attivare azioni di
sensibilizzazione per il rispetto degli impegni assunti e per allertare i Senatori che il
29 luglio dovranno partecipare alla votazione che dovrà approvare, in seconda ed ultima
lettura, il voto agli italiani allestero."Dopo anni di dibattiti e
chiarimenti - è stato affermato nella riunione - dopo le ripetute esortazioni al
Parlamento da parte dei Capi dello Stato che si sono succeduti in questi ultimi venti
anni, dopo votazioni ed approvazioni da parte delle Camere di legislature diverse, non è
ammissibile che vi sia chi seguita a nascondere le proprie reali intenzioni, giocando ad
essere favorevole...illudendo e lusingando 5 milioni di italiani con false promesse. Per
questo la partecipazione numerica ed il voto palese dei singoli gruppi presenti al Senato,
dovranno costituire la chiave per riconoscere gli amici sinceri, per interpretare i
comportamenti di ieri e le cause che determinarono la bocciatura dello scorso luglio.
Finalmente sapremo chi si adopera per non farci votare! La bocciatura della modifica
dellart.48 - è stato aggiunto - segnerebbe la fine delmovimento
politicodellemigrazione, vorrebbe dire annullare le proposte di modifica degli
articoli 56 e 57, vorrebbe dire dissolvere definitivamente, e con conseguenze gravi, quei
vincoli che con tanta passione chi vive allestero, nonostante tutto, nostalgicamente
si illude, novella penelope, di tessere invano. Vorrebbe dire, di fatto, eliminare le
rappresentanze politiche dellemigrazione, i Comites ed il CGIE, riducendoli al
silenzio ed alla assoluta inefficacia. Significherebbe, in altri termini, produrre un vero
e proprio "golpe" ai danni degli italiani allestero e delle loro
istituzioni, fatto che renderebbe inevitabile riproporre, con rinnovata forza e
comprovazione, i motivi del ricorso alle Nazioni Unite a suo tempo presentato da alcuni
rappresentanti della nostra comunità, avverso al diniego ostinato al voto degli italiani
allestero." Per effetto delle decisioni prese sono stati in questi giorni
inviati ad importanti personalità del mondo politico, messaggi per ricordare , le
promesse fatte, le delusioni e le amarezze causate, quasi sempre, da circostanze estranee
al diritto. Tanto è stato detto senza mai far riferimento ed enfasi a ritorni di meritata
gratitudine, non solo per laffetto e la fedeltà dimostrati verso la Patria, ma
anche per le affermazioni raggiunte ed il lavoro dignitosamente svolto allestero in
nome del proprio Paese.
Passa o non passa... le difficoltà non finiranno!
di Ottavio Pattarino - Corriere di Caracas -
Opportuna liniziativa del consigliere Vita di rivolgere al presidente del Senato
Mancino un pressante invito ad adottare tutte le misure necessarie affinchè il 29 luglio,
invece di andare al mare, senatori si presentino in aula allappuntamento con gli
italiani allestero che hanno fatto i Capelli bianchi in attesa
dellapprovazione del voto... Speriamo bene perchè identici appelli, in passato,
hanno avuto leffetto di un buco nellacqua per linsipienza e
lirresponsabilità dei nostri parlamentari (che nostri, in realtà non sono).
E comunque molto sospetto che nella calendarizzazione dei lavori parlamentari gli
appuntamenti più importanti delle leggi che ci riguardano finiscano col cascare quando il
parlamento si appresta a "chiudere bottega per ferie". "Pensar male si fa
peccato -ammoniva il sen. Andreotti - ma non si sbaglia mai". Quale infatti periodo
migliore per fornire un adeguato alibi ai nemici del voto agli italiani allestero
che - malgrado le reiterate assicurazioni...rassicuranti (e per questo altamente sospette)
sembrano fiorire man mano che ci si avvicina alla fatidica data?. Accanto ai nemici
conclamati della Lega, di Rifondazione Comunista, dei Verdi ed affini vi sono i falsi
amici come i vari Sollazzo... che soffiano instancabilmente sul fuoco della contestazione
alla circoscrizione estera e ancora trovano ascolto nel mondo dellemigrazione.
Ammesso e non concesso che la riforma costituzionale dellart. 48 venga approvata il
29 luglio malgrado le incombenti ferie estive, si compirà solo un piccolo passo verso il
voto. Non si dimentichi infatti che manca da approvare la riforma di altri due norme
costituzionali nonchè il varo della legge che disciplinerà la normativa del voto. Il che
offre ai nostri nemici, quelli dichiarati e quelli occulti, infinite occasioni per
continuare a disseminare di mine una strada che sembra non avere mai una fine.
Il Voto
EDITORIALE
Avevamo seguito con certa stanca la cronaca della recente assemblea del CGIE e, come
in altre occasioni, avevamo deciso di riportarne la notizia solo per dovere di cronaca ed
informazione, posto che, nonostante il voluminoso ordine del giorno, non cera
occorso di rilevare avvenimenti, notizie o dichiarazioni di un certo interesse. E dire che
solo qualche mese prima , era stata approvata dalla Camera, in seconda lettura, la
modifica dellArt.48 della Costituzione, che dovrebbe far votare in loco gli italiani
allestero, e che, per la fine del mese di luglio, era prevista analoga votazione
anche al Senato. Avevamo sbirciato le dichiarazioni dei parlamentari Lauricella e Pezzoni
e le perplessità manifestate non ci avevano sorpreso sapendo che, in quella scuola i
maestri seguono sempre le indicazioni del preside e DAlema,... sia in Brasile che in
Argentina, era stato tiepido se non freddo e prudente sul risultato del voto
allestero. E stato invece Vita a farci balenare lidea che
lEmigrazione stava vivendo un momento di emergenza, che era necessario far quadrato
intorno alla proposta di modifica dellart.48 in corso di discussione al Senato,
perché la sua bocciatura avrebbe significato la fine dellemigrazione, la fine di
ogni speranza di emancipazione e partecipazione per gli italiani che vivono
allestero. È bastata la nostra adesione per dare il via a tutta una serie di
iniziative, idee e contatti che, grazie alle relazioni intessute nella sua lunga
esperienza, il consigliere Vita è riuscito ad attivare. Da qui lettere al capo dello
Stato e agli ex presidenti della Repubblica, ai Presidenti del Senato e dei gruppi
parlamentari, a DAlema e a Berlusconi, ai tanti colleghi dei Comites e del CGIE , ad
esperti, tecnici e giornalisti, di correnti diverse , e ciò per poter avere un quadro
obiettivo della situazione e quindi suggerire certe precauzioni e intraprendere iniziative
che possano indicare la strategia da seguire. Sorprendente il numero delle risposte e
grande linteresse sollevato, a dimostrazione che levento andava effettivamente
seguito esaminato, commentato e diffuso. Nelle pagine che seguono riportiamo parte dei
commenti che ci sono pervenuti, rinviando quelli che non hanno potuto trovare il meritato
spazio, al prossimo numero del giornale.Ringraziamo tutti coloro che ci hanno offerto la
loro collaborazione, che ci hanno aiutato a non sentirci soli ed incoraggiato a portare a
termine questa nostra prima esperienza.
Lettere aperte a... Massimo DAlema
Caro Presidente, abbiamo rilevato nelle
dichiarazioni da Lei rilasciate alle nostre comunità nei Suoi ultimi viaggi in Argentina
e Brasile, certa prudenza sullesito della proposta di modifica dellart.48
della Costituzione, che il 29 p.v., sarà sottoposta in seconda lettura al Senato della
Repubblica. Stessa prudenza è stata espressa, nella recente assemblea del CGIE, tenutasi
nei giorni scorsi a Roma, da esponenti del Suo partito che ci hanno esortato a non
"abbassare la guardia", a "vigilare" (ma chi vive allestero
ha scarse possibilità di influire efficacemente sullandamento delle cose...). Come
vede, Presidente, noi non abbassiamo la guardia, tanto che ci permettiamo di rivolgerci a
Lei perché voglia intervenire con il Suo carisma e la Sua autorevolezza sui senatori Ds
perché, il prossimo 29 Luglio, partecipino al completo alla votazione sul progetto di
modifica costituzionale dellart.48, anche per smentire la voce che vorrebbe
costituita, allinterno del Suo partito, una numerosa corrente pronta ad opporsi alla
direttiva di approvare "coralmente" la proposta di legge in discussione.
Comprenderà come una "ribocciatura", allindomani degli entusiasmi
suscitati dalla visita del Capo del Governo italiano alle nostre più importanti comunità
dAmerica Latina, sarebbe in pieno contrasto con le dimostrazioni di stima e i
riconoscimenti di vincolo da Lei manifestati in pro degli italiani che vivono in quelle
comunità di accoglimento; sarebbe veramente difficile spiegare il nesso tra tanta Sua
considerazione ed il risultato negativo del voto. Daltra parte il Suo avvertimento
circa le difficoltà di una approvazione scontata della proposta di legge, noi lo
interpretiamo come una dichiarazione dimpegno del Capo dellEsecutivo ad
adoperarsi in modo convinto per superare quelle difficoltà. Interpretiamo in questo
senso le Sue dichiarazioni e perciò, nel ringraziarLa, La preghiamo di voler far sentire
la voce del Governo circa la opportunità che diritti fondamentali, universalmente
riconosciuti, siano finalmente attuati e rispettati. Sinceramente,
Rap. CGIE Venezuela - Vitaliano Vita e Michele Moceri
Lettera aperta a... Nicola Mancino
Dalle Istituzioni, saggezza ed
obiettività
Caro Presidente, prossimamente il Senato
dovrebbe votare in seconda lettura la modifica costituzionale dellart.48 che prevede
la costituzione di una circoscrizione allestero per consentire di far votare"
in loco" gli italiani che durante il processo elettorale si trovino fuori del Paese.
Ho richiesto il Suo aiuto in altre circostanze e ricordo con riconoscenza
lattenzione che dedicò "a questo problema", prima come Ministro
dellInterno, poi come Presidente del Senato. La vicenda del "voto
allestero" è considerata, per i fatti che lhanno caratterizzata, un
argomento umiliante per la nostra emigrazione che si è vista respingere le proprie attese
per quasi 50 anni. Perciò, caro Presidente, considerate le esperienze fatte, nonostante
oggi vengano da più parti assicurate adesioni alla proposta di modifica , di fronte alla
prospettiva di ripensamenti dellultima ora ed alla possibilità di assenze
stagionali..., Le richiedo di far coincidere la votazione in programma con la discussione
in aula di altro provvedimento che preveda o comporti una presenza massiccia. Dopo tante
speranze, promesse mancate e delusioni, questa richiesta non è solo atto di cautela, ma
ormai anche di dignità! Sono certo che Ella saprà cogliere il senso di questa
segnalazione, che parte dalla fiducia che tanti connazionali ancora hanno nelle
istituzioni e nella solidarietà e nelle promesse fatte loro dai molti senatori che hanno
costituito l Associazione dei parlamentari "amici degli italiani in
Venezuela". La ringrazio sentitamente con i colleghi che accompagnano questa
richiesta convinto che ,ancora una volta potremo contare sulla Sua saggezza ed
obiettività.
Lettera aperta a... Silvio Berlusconi
Solidarietà
azzurra
Caro Presidente, abbiamo rilevato il successo
riportato dal messaggio inviato ai connazionali allestero in occasione delle
elezioni europee dello scorso giugno. La risposta è stata lusinghiera e conferma quanto
grande sia la fiducia che gli italiani all estero ripongono nella Sua persona.Il Suo
messaggio attento e sincero , ha toccato ancora una volta l animo degli italiani che
vivono lontani dalla Patria ,i quali non dimenticano: - che Ella ha istituito per
"loro" un proprio Ministero ... - che in occasione della formazione del Suo
Governo, con sensibilità inusitata , ha voluto consultarli elevando il loro rango e la
considerazione per il loro organismo di rappresentanza (Cgie) sino allora pressocchè
ignorato... Non dimenticano i messaggi incoraggianti inviati in occasione delle loro
riunioni... - gli interventi "chiarificatori" e i successivi impegni circa la
posizione di Forza Italia sul " voto allestero" ... - la costituzione di
Azzurri nel Mondo con lassunzione della Presidenza e delle conseguenti
responsabilità dei risultati... Dopo la bocciatura, causata dalla scarsa partecipazione
dei partiti favorevoli al voto allestero, ci ha tranquillizzato leggere nel Suo
messaggio il rinnovato assenso ad una "nostra"... più giusta partecipazione
diretta alla vita politica del Paese..."! Le chiediamo perciò di voler
"dichiarare" per i Senatori azzurri lo "stato di emergenza"...
sollecitandoli a rinviare programmi che comportino assenze, incarichi di servizio e
permessi speciali... insomma di "precettarli" per la prossima votazione del 29
luglio p.v. quando il Senato, in seconda lettura, dovrà nuovamente pronunciarsi sulla
modifica costituzionale dellart. 48 (la sua bocciatura infatti, annullerebbe
irrimediabilmente cinquanta anni di dibattiti, gli sforzi sin qui compiuti dalle forze
politiche amiche, ogni attesa e la speranza di un definitivo ricongiungimento con il
proprio Paese !). Il Presidente degli Azzurri nel Mondo, leader del più numeroso partito
politico italiano anche fuori confine, può e deve assicurare la massiccia e compatta
partecipazione dei senatori di Forza Italia alla votazione del 29 c.m.! Gli italiani
allestero vogliono trasparenza e chiarezza; vogliono conoscere i detrattori... ed i
falsi amici ! Siamo sicuri di poter contare sulle Sue parole, sulla solidarietà dei
Senatori azzurri, mentre non le nascondiamo che sarebbe importantissimo ,un messaggio
forte: la conferma pubblica che, il 29 luglio, Forza Italia sarà presente al completo e
voterà compatta a favore del voto all estero! Anche a nome di tanti italiani in
Venezuela, di colleghi dei Comites e del Cgie di America latina si abbia ringraziamenti
sentiti e saluti cordiali
Cronologia di una sfida.
Dal 14 luglio ad oggi, la cronaca degli interventi
Cronologia di una sfida: 14/7 l esecutivo del Comites di Caracas decide di
mobilitare la Comunità sul problema del voto allestero (v. "Facciamo lobby
per individuare gli amici sinceri" Pag.1); 14 /7 richiesta a Mancino per fissare
data discussione proposta di modifica (v. "Lettera aperta al Sen.Mancino" Pag.1
); 15/7 lettere aperte a DAlema perchè rimuova i pericoli paventati (v. "Lettera
aperta a DAlema" Pag.1) ; 15/7 richiesta a Berlusconi e La Loggia di
sfidare le forze politiche favorevoli al voto a mantenere gli impegni assunti... (v.
"Lettera aperta a Berlusconi" Pag.1);16/7 esortazioni ai Capi gruppo PPI
e An ad assicurare (il 29 luglio) la presenza in Aula dei propri senatori... (v. le
Lettere aperte ai Sen. Elia e Maceratini, Pag.1); 20/7 incontro delle associazioni
nazionali con il Comitato permanente della emigrazione...(v. pag.6) poi le reazioni della
Comunità, i commenti del Cgie, dei Comites, dell Associazionismo, della stampa
italiana all estero.... Finalmente il 21 e il 22 arriva qualche
"assicurazione" (v. pagina 6 - ultimissime.)
29
luglio: lultima beffa?
di Sergio Bindi - Il rischio di una nuova beffa.
Protagonista, come in passato, la sinistra. Che, probabilmente, ha fatto i suoi conti e
sè accorta che i milioni di italiani allestero, cittadini a tutti gli
effetti, non sono "convertiti" al verbo dalemiano, cioè non guardano a sinistra
e, poco, al centrosinistra. Così, ecco in preparazione la nuova beffa, cioè la
bocciatura della legge costituzionale che consente, finalmente, agli italiani
allestero di esercitare un sacrosanto diritto negato per troppi anni, quello del
voto, e di avere propri rappresentanti...E mai possibile infatti che una regione
come la Sicilia abbia visto aumentare il numero dei senatori e deputati della sua
circoscrizione sulla base dei corregionali residenti allestero, e che poi non possa
consentire loro di farli partecipare alla scelta dei candidati? In altre parole, esistono
parlamentari eletti in virtù e per effetto del numero dei connazionali che risiedono e
lavorano allestero, che, nella pratica reale, non hanno potuto avere da questi il
mandato politico. E una situazione da ricorso alla corte dellAia, da ricorso
alle Nazioni Unite, come qualcuno ha avuto il coraggio di fare. E poi abbiamo la
presunzione di affermare che "siamo in Europa", che abbiamo tutte le carte in
regola per poterla guidare..., accampiamo di essere tra le potenze più industrializzate e
civili del mondo, poi ed ancora poi neghiamo ai nostri connazionali il più fondamentale
dei diritti, quello di partecipare alla scelta dei propri rappresentanti politici.
Sembrava finalmente che si volesse porre riparo a questa ingiustizia, senza retro
pensieri, senza timori e manovre. Ecco che invece allimprovviso si presenta un
disegno di legge che dice: "gli italiani che risiedono allestero, possono
votare se abitano in un altro paese da non più di quattro anni", il che equivale ad
escludere che i tre milioni di connazionali emigrati saranno esclusi dallesercizio
dei diritti politici e ciò in contrasto pieno con i principi di eguaglianza e pari
opportunità sanciti dalla Costituzione. In questa movimentata estate parlamentare, ove
lattenzione dellopinione pubblica è attratta dalla polemica sulla giustizia,
dalla raccolta di firme per il Referendum, dalle problematiche per far rinascere
lulivo e riportare i DS a Bologna, cè più di uno che sordidamente si dà da
fare perché il voto allestero, ancora una volta vada a scatafascio. Ottima quindi
liniziativa del Comites di Caracas e delle associazioni italiane in Venezuela,
dirette a sensibilizzare lopinione pubblica e politica italiana, perché gli impegni
assunti con i connazionali allestero, vengano mantenuti, perché finalmente si
compia un altro passo avanti sulla strada della definitiva approvazione. Chi ritiene di
fare un colpo di mano, complice lestate, per poi avviare la consueta e logora
discussione sulle responsabilità, commette un clamoroso errore. Pagine, che ha avvertito
il rischio ed è sceso in campo dandone lallarme ed animando una protesta, ha
ottenuto un consenso trasversale sia dal mondo politico che dalla società civile, che sta
raggiungendo i vertici dei partiti e sta aggregando un vasto movimento di sostegno ad una
legge che ormai approvare costituisce un irrinunciabile atto di giustizia. La nostra
battaglia, ovviamente, non si fermerà il giorno della ulteriore auspicabile approvazione,
ma proseguirà finché la riforma costituzionale non sarà definitivamente in vigore,
certi che, anche in fase di studio dei regolamenti e delle leggi ordinarie di attuazione,
si inseriranno trabocchetti e condizioni per limitare la partecipazione politica degli
italiani allestero e, più in particolare, degli italiani di America Latina, per i
quali sarebbe particolarmente difficile riacquistare una temporanea residenza
allestero. E tempo questo di individuare chi realmente sta con gli italiani
allestero e chi solo a parole... pronto a tradirli allombra del sotterfugio o
nel segreto dellurna.
Fuori il rospo
Finalmente più giustizia per il cittadino
Di fronte allarbitrarietà, alla prepotenza e
incompetenza del funzionario pubblico, il cittadino sarà più forte. Finora una persona
qualunque, poteva solo rivolgersi al Tribunale per ottenere al massimo la soddisfazione di
vedere la correzione di un atto, visto che lAmministrazione non può sbagliare. Ora
invece, oltre che vedersi riconosciuto il torto subìto, potrà anche chiedere il
risarcimento dei danni. A stabilirlo sono state le Sezioni unite della Cassazione con una
sentenza (numero 500) che mette sullo stesso piano i rapporti tra cittadini e pubblica
amministrazione, come se si fronteggiassero due soggetti di diritto privato, cancellando
così il livello che divideva le parti in causa. Il cittadino che riceve un danno da atti
della pubblica amministrazione, potrà ottenere il risarcimento dellingiustizia
patita. In questo modo trova pieno riconoscimento la tutela dei cosiddetti interessi
legittimi, quelli cui finora era riconosciuta meno "protezione" in quanto, alle
"pretese" del cittadino si poteva opporre linteresse della pubblica
amministrazione. Una sentenza rivoluzionaria: lamministrazione dovrà rivedere certi
comportamenti, altrimenti le cause per risarcimento dei danni si moltiplicheranno.
Finalmente si potrà ottenere il risarcimento dei danni subiti per la mancata ammissione
di un progetto, per la esclusione da un concorso o la mancata erogazione di un contributo,
quando tali eventi sono causati da arbitrarietà, incapacità o incompetenza. Il
tutto si può spiegare con un esempio: se si presenta la domanda per la concessione di un
contributo, per lottenimento di una borsa di studio o per una sovvenzione, avendo
linteresse legittimo a che la Pubblica Amministrazione decida conformemente alla
legge, consentendo così al richiedente di finanziare il progetto, se tale richiesta non
viene soddisfatta, in conseguenza di arbitrarietà, avversione preconcetta o incompetenza
del funzionario, il comportamento illegittimo che ne deriva, da luogo ad un risarcimento
del danno che ne è conseguito. Questa è la vera novità dal momento che sino ad oggi gli
ambiti del risarcimento degli interessi legittimi erano piuttosto limitati. Ottimista si
è dimostrato il Ministro della funzione pubblica, Angelo Piazza che assicura: "la
sentenza rappresenta uno stimolo a proseguire lopera di riforma della P.A., a
lavorare per fare una amministrazione in grado di rispondere alle attese e ad offrire
servizi efficienti..." Il mancato risarcimento dei danni che i cittadini
subivano in forza di provvedimenti amministrativi negati, ritardati o illegittimamente
usati in loro pregiudizio, costituivano fino ad oggi atti per i quali si poteva
chiedere ed ottenere al massimo lannullamento da parte del TAR o del Consiglio di
Stato. Con questa sentenza pronunziata dalle sezioni uinite della Cassazione, cisi può
rivolgere subito al Giudice ordinario per ottenere il risarcimento. Chissà quanti casi
saranno denunziati!
Agosto 1999
Voto all estero
Ancora un rinvio che pesa sul tempo a disposizione
Esasperante attesa e vivo malcontento nelle comunità italiane
Come non pensare che anche lo scorso 29 luglio si è trattato di una beffa?si domanda
Mario Basti dalle colonne di Tribuna Italiana.Gli gnocchi, un bicchiere di vino e i tempi
supplementari. Sono immagini che potremmo utilizzare per descrivere le sensazioni che
provoca il rinvio a settembre della votazione sulla modifica dellarticolo 48 della
Costituzione. Qui in Argentina,prosegue Basti, si dice che, secondo una tradizione
italiana, sono fortunati i giorni 29, se si mangia un piatto di gnocchi, sotto al quale è
stata messa una banconota. I "ñoquis del 29" quindi sono sinonimo di un giorno
che può essere di fortuna. Per gli italiani allestero invece i giorni 29 sembrano
destinati a diventare il giorno della sfortuna, o del divieto di voto. Infatti,
lanno scorso, il 29 luglio, per mancanza del numero legale, fu respinta la legge
costituzionale di modifica dellarticolo 48 della Magna Carta italiana. Il 29 luglio
scorso, per evitare un nuovo scivolone nel cammino verso il riconoscimento del diritto ad
esercitare il voto, si è preferito uno slittamento della data della votazione, al rischio
di un fallimento per mancanza del quorum. Cè unaltra immagine molto popolare
che viene utilizzata per dividere i pessimisti dagli ottimisti. E quella del
bicchiere di vino, pieno a metà. I pessimisti diranno che manca una metà, mentre gli
ottimisti diranno che cè ancora una metà da bere. Come guardare il rinvio di
giovedì 29 luglio? La prima reazione, certamente molto ragionevole visti i numerosi
precedenti, è quella di affermare senza mezzi termini che siamo stati presi in giro
ancora una volta o insistere con una battuta che è stata utilizzata in numerose
occasioni, senza mai perdere attualità: "era già tutto previsto". Infatti,
come è successo in precedenza, come è successo ogniqualvolta è stato chiesto al
Parlamento italiano di rispettare questo impegno assunto con gli italiani residenti
allestero, in particolare questo impegno di aprire la strada che potrebbe portarli
ai seggi senza dover rientrare in Italia, la risposta è stata infallibilmente negativa.
Allora, come non pensare che anche in questa occasione si è trattato di una beffa? Le
dichiarazioni della sottosegretaria agli Esteri, Patrizia Toia e di vari esponenti
politici che appoggiano il voto italiano allestero, sono state chiare; con lo
slittamento si è evitato il rischio di un nuovo fallimento. Significa che si è sfiorata
una nuova grande delusione. I pessimisti quindi, hanno concreti motivi per reclamare
perché manca la metà del vino. Ma forse gli ottimisti non avrebbero tutti i torti. Il
rinvio significa che è stata preferita una delusione minore, a una nuova... grande
delusione. Il rinvio significa che quello che potremmo chiamare il partito del voto degli
italiani allestero, si è reso conto dei rischi, ha capito forse che era in
minoranza, ha scoperto che era molto facile che il numero dei vacanzieri anonimi
affondasse la legge costituzionale di riforma dellarticolo 48, ed ha preferito una
ritirata strategica, salvaguardando le tre approvazioni già ottenute, per presentarsi
alla quarta votazione con maggiori possibilità. Lavversario, il partito del non
voto, può festeggiare ancora una volta, perché, se badiamo al sodo, la legge non è
stata approvata. Vero è che se fosse stata presentata in aula giovedì scorso,
probabilmente sarebbe stata bocciata e solo nella prossima legislatura se ne sarebbe
parlato ancora. Il partito del non voto quindi ha dovuto accontentarsi con un pareggio,
potremmo dire - se siamo ottimisti - che è stato costretto ai tempi supplementari, per
descrivere la situazione in termini calcistici. I due schieramenti sono trasversali. In
tutti i gruppi parlamentari ci sono esponenti del partito del voto degli italiani
allestero ed esponenti del partito del non voto, anche tra quei partiti che hanno
una posizione definita in questo argomento. La conferma della forza del partito del non
voto è che non esiste ancora la Circoscrizione Estero. Ma il partito del voto degli
italiani allestero, è riuscito almeno ad arrivare ai tempi supplementari, un
traguardo che fino ad oggi non era mai riuscito a conquistare. Come in una partita di
calcio nei tempi supplementari per i campioni come sono quelli del partito del non
voto - una migliore preparazione atletica, una maggiore esperienza e la certezza della
propria superiorità, possono essere larma in più per vincere. Il partito del voto
degli italiani allestero, come uno sfidante inesperto che a forza di lavoro è
riuscito a conquistare un grande traguardo, nei tempi supplementari potrà essere
sostenuto dallentusiasmo, dallappoggio della sua tifoseria, non molto ricca ma
di cuore molto generoso. Forse arriverà un colpo di fortuna e vincerà questa partita.
Come finirà la partita? Ma tornando agli gnocchi, ci viene un dubbio atroce. Non avranno
voluto prenderci per gnocchi? Perché secondo il dizionario, gnocchi significa anche, in
senso figurato, "sempliciotto, uomo sciocco, bonaccione, bietolone, babbeo".
Ripensamenti
e cavilli inutili!
(GRTV) Qualche tempo fa era toccato ad un oscuro funzionario ministeriale, tale Giudo
Bolaffi, giustificare in modo penoso ed imbarazzato su La Repubblica lennesimo
rifiuto di concedere lesercizio del diritto di voto agli emigrati italiani sparsi
per il mondo, sostenendo la curiosa e falsa tesi, secondo la quale gli
emigrati non pagano le tasse in Italia, e quindi non possono pretendere di esercitare il
diritto di voto. Adesso è la volta del senatore Gian Giacomo Migone, già esponente del
PDUP che, dalle pagine de La Stampa (1 agosto 99), si compiace della mancata
votazione del "Disegno di Legge Tremaglia" che prevede lIstituzione della
"circoscrizione Estero", che permetterebbe lesercizio del diritto di voto
agli emigrati. Anzi, si augura che esso non venga mai concesso, in quanto la stragrande
maggioranza di essi si trova allestero da più di quattro anni. E vero che il
sen. Migone ritiene "francamente scandaloso" il fatto che agli italiani
allestero non è stata concessa la possibilità di votare nei Paesi di residenza, di
poter esercitare cioè un loro sacrosanto diritto, ma, secondo lui, questo diritto
dovrebbe essere concesso non a tutti gli emigrati, ma solo a quelli temporaneamente
allestero. Quindi scrive Migone solo ai volontari vari, agli
impiegati, ai soldati, ai marittimi; ma non a tutti gli altri, alla stragrande
maggioranza, a quelli cioè che da quattro anni e più vivono, lavorano e pagano le tasse
(anche quelle italiane!) allestero. Se la tesi dei Bolaffi, quella secondo cui gli
emigrati non pagano le tasse e quindi nulla spetta loro, era falsa e priva di fondamento,
ma sostanzialmente innocua, questa del sen. Migone invece, non solo è anche essa falsa,
ma di più ha qualcosa di subdolo, di maligno, di sprezzante e di offensivo, in quanto
sancisce il principio secondo il quale non si può concedere nessun diritto di voto ai
cittadini italiani, iscritti nei Comuni dellAIRE nelle anagrafi consolari, che hanno
"scelto di vivere stabilmente allestero". A costoro, magnanimamente, si
può concedere solo un poco di cultura, probabilmente sotto forma di libri sulla storia
del glorioso Partito Comunista, in Italia e nel mondo. Veramente, noi sapevamo che la via
dellemigrazione non è mai stata una "scelta", ma una
"necessità", una via duscita obbligata per evitare la fame e, peggio, per
evitare la perdita della propria dignità. Di emigrati che hanno "scelto" di
vivere stabilmente allestero, ai quali si riferisce Migone, noi, che pure di
emigrazione ci interessiamo da trentanni e più, non ne conosciamo nemmeno uno.
Conosciamo solo quello che conoscono tutti, meno il compagno Migone, professore
straordinario allUniversità di Torino. Cioè, liter classico comune a tutti
gli emigrati italiani: la povertà o la corruzione in Italia che costringono
allemigrazione, il perdurare della povertà (non sempre) e della corruzione (sempre)
che costringono a rimanere allestero, in attesa di tempi migliori che non sono
ancora arrivati. nEvidentemente il senatore Migone, che è figlio di un ambasciatore, non
conosce il dolore, le lacrime, il sangue che hanno accompagnato lemigrazione, né
conosce la lotta che ciascun emigrato, anno dopo anno ha dovuto affrontare, e che ha
sistematicamente perduto, fra il desiderio di stare vicino alla madre, alla moglie, ai
figli e il dovere di assicurare loro il sostentamento. Così, e solo così, è potuto
succedere che lemigrato, da vittima, ha visto trascorrere i primi quattro anni di
permanenza allestero: poi gli altri quattro e i successivi quattro ancora
fino ad essere costretto a rimanere in terra straniera persino da pensionato, in quanto la
Madrepatria non è capace nemmeno di accogliere chi non chiede più nulla. Altro che
scelta! Soccomberanno quindi le legittime aspettative degli emigrati ai cavilli
istituzionali ed ai distinguo giuridici, che non prendono nemmeno in considerazione
lattenuante delle migliaia di miliardi di rimesse giunte in Italia da tutto il
mondo, grazie alle quali interi paesi hanno potuto vivere e sopravvivere? Cavilli e
distinguo se ne possono trovare ancora, oltre a quelli già trovati da trentanni a
questa parte, ma che, per quanto raffinati essi possano essere, rappresentano solo il
paravento dietro cui si nasconde il disprezzo, lostilità e la diffidenza di una
buona parte della classe politica italiana nei confronti di una massa consistente di
concittadini, la cui unica colpa è quella di non lasciarsi manipolare. Il senatore Migone
scrive che gli emigrati non sarebbero più al corrente della situazione politica italiana
e quindi il loro voto sarebbe perduto, aggiungendo poi che i 16 deputati ed 8 senatori
eletti da loro sarebbero un "boccone amaro per i cittadini italiani". Veramente,
ad esser distanti e a non conoscere il sistema politico italiano sembrano essere proprio
quei cittadini che risiedono in Italia: tantè vero che un numero di loro sempre
maggiore a votare non ci va proprio più. Tutto questo non dice nulla al senatore Migone?
Infine, riguardo al "boccone amaro" rappresentato dai deputati e senatori degli
emigrati, vogliamo solo ricordare che al popolo italiano, anche a quella parte di esso che
vive fuori dai confini, di bocconi amari se ne servono ogni anno, ogni mese, ogni giorno,
in tutte le variazioni possibili. Anzi, negli ultimi tempi, proprio il governo di cui fa
parte il senatore Migone si è dimostrato particolarmente implacabile ed infaticabile nel
servire bocconi dopo bocconi. Amari ed inutili. Ora, dopo tutte le elucubrazioni che il
senatore Migone ha abbondantemente partorito sulla questione "voto
allestero", ci rendiamo conto che bene ha fatto la Commissione esaminatrice
della Farnesina a bocciare Migone, non ritenendolo idoneo a svolgere il ruolo di
diplomatico. Bisogna riconoscere che una volta tanto al Ministero degli Affari Esteri
hanno saputo fare bene il proprio mestiere. Infatti, dopo trentanni sono giunti
anche gli italiani allestero a bocciare questo "nobile personaggio" dalla
"erre" moscia, che sia lon. DAlema che lon. Veltroni
dovrebbero cacciare a calci nel deretano, per togliersi di mezzo un ostacolo che gli
italiani allestero non possono fare a meno di disprezzare. Bruno Zoratto
Oltreconfine 4/99
Settembre 1999
Passa o non passa i problemi non sono finiti!
Cittadinanza ,residenza, aire saranno i pretesti per ridurre il numero degli
elettori e dei deputati. La comunicazione elettronica il nostro nuovo alleato. Contro gli
avversari fare lobby ed allargare il numero degli amici!
Riflessioni - di
Vitaliano Vita
Sono uno di quelli che si è battuto con determinazione
ed entusiasmo per lesercizio del voto allestero e seguiterò a farlo, se
servirà a qualcosa. Tuttavia sento che è necessario manifestare certi miei convincimenti
e riflettere sopra le esperienze fatte, proprio per evitare che si seguiti a credere a
promesse talvolta illusorie che nascondono manovre dirette a raggiungere obiettivi
opposti. Nel 92 alla Conferenza di Buenos Aires demmo vita ad un documento che esprimeva
la speranza che lItalia ci riconoscesse finalmente quella dignità civica che
circostanze avverse ci avevano fatto perdere. Un documento nato in una atmosfera di
fratellanza e solidarietà tra inni patri e sventolio di tricolori ,che oggi riposa negli
archivi del Parlamento Italiano a testimonianza dellamore e della fedeltà che i
connazionali all estero hanno sempre avuto verso il proprio Paese! Poi nel 93,
qualche giorno prima che il Senato discutesse la proposta Tremaglia per la quarta ed
ultima lettura, con altri Colleghi del CdP andammo a bussare alla porta dei partiti che ci
avevano promesso appoggio, per ricordare il loro impegno. Anche allora sentimmo, come
oggi, le stesse risposte: " state sicuri... il nostro partito sosterrà le vostre
richieste ... precetteremo i nostri parlamentari per farli venire a votare ...
poi...invece ,nei giorni che precedettero la votazione in Parlamento ci infilzarono come
polli ! Alcuni media ci paragonarono ad un orda famelica intenta a mangiarsi l
Italia... Persino la fondazione Agnelli ebbe a sparare contro. Il giorno del dibattito un
ex ministro degli Italiani nel mondo ebbe ad affermare che gli italiani all estero
non esistono come entità etniche organizzate... Altri tirarono fuori la storia delle
tasse... insomma fu una vera umiliazione: una indicibile delusione. Vidi colleghi piangere
di rabbia, gridare e maledire ...Questo pandemonio accadde perché avevamo richiesto al
Parlamento, secondo quanto prescrive la Costituzione, di rimuovere quelle difficoltà che
ci impedivano da 40 anni di esercitare i diritti politici... di farci votare nei luoghi di
residenza! Dissero che la colpa era della Lega... io che ero presente con altri colleghi,
posso affermare che alcuni dei senatori che ci avevano garantito che avrebbero precettato
i propri parlamentari per mandarli a votare a nostro favore, prima della votazione
abbandonarono l aula... Dopo quella sonora bocciatura ,capii che i nostri detrattori
avevano vinto... che erano riusciti a convincere anche i più riluttanti... che i seggi in
Parlamento dovevano rimanere una esclusiva degli italiani dItalia...L
importanza di quella operazione consistette nellaver infranto quella forma di
rispetto a favore del voto allestero... sino allora diffusa tra i parlamentari,
nellaver trovato qualcuno disposto a scontrarsi frontalmente, a tirare il sasso
nello stagno per conto "loro ". Infatti poi, superata quella forma di rispetto
per le nostre richieste la discussione sul voto cadde di tono, dando luogo a polemiche
pretestuose e vuote di contenuto, attraverso le quali si delinearono con chiarezza i veri
interessi: il terrore di alcuni partiti per un voto di ritorno sfavorevole ed il pericolo
per i parlamentari poco votati di rimanere fuori per la riduzione dei seggi a favore della
circoscrizione estero. Interessi convergenti hanno cosi dato vita ad una opposizione
trasversale... sino a formare un movimento anti voto... un movimento contro i diritti
delluomo... contro la parità dei diritti... assurdo ed insopportabile in un paese
sempre più diretto a svolgere un ruolo predominante nel consesso internazionale.
Inizialmente lobiettivo era creare una mentalità politica contraria, poi assicurare
una opposizione consistente (almeno un quinto di una delle camere) tale che , nel caso il
voto venisse approvato, ci fossero i numeri per richiedere una verifica referendaria,
prima della promulgazione della legge... e cè da credere che una iniziativa del
genere sarebbe per noi fatale, considerato il disinteresse della stampa e della opinione
pubblica ai nostri problemi. Questa ipotesi peraltro è già realizzabile dopo l
ultima approvazione della Camera a maggioranza semplice.Ma ammesso anche questo miracolo,
rimane pur sempre da votare altre quattro volte per le proposte di modifica degli artt.
56-57 e anche in caso di secondo miracolo, cè da essere certi che in fase di
regolamentazione verranno imposti tanti di quei requisiti e condizioni che il voto si
ridurrà ad una farsa patetica... Una possibilità concreta? Potrebbe esserci se il voto
entrasse a far parte di quel pacchetto di riforme pre-costituzionali concordate tra
maggioranza ed opposizione !!! Esistono quindi ancora dubbi consistenti? Certamente,se non
avessimo vigilato, se avessimo abbassato la guardia... se, dopo i discorsi di Pezzone e
Lauricella,ritornati in sede dall ultima assemblea del CGIE, non avessimo scatenato
il "finimondo", se la stampa della emigrazione non fosse scesa in campo vicino a
noi ... se non avessimo preso a pettinare gli avversari ed a criticare certi atteggiamenti
passivi e rinunciatari del Cgie... oggi non riparleremo di speranze... ce ne staremmo
rassegnati in attesa del responso... Il governo di DAlema aspira ,a ragione ad una
adeguata considerazione internazionale, l Italia deve entrare a far parte del
Consiglio di Sicurezza dell Onu e ,se non sarà possibile, deve operare comunque
come se vi fosse, ossia ha bisogno di una maggiore peso internazionale. La vicenda del
voto all estero pertanto se portata alla considerazione degli organismi
internazionali di tutela e controllo dei diritti politici, certamente non deporrebbe a
favore del nostro Paese che anche recentemente si è visto escludere dalle classifica dei
paesi piu osservanti. Ormai è chiaro che venderemmo cara la nostra pelle in caso di
bocciatura... anche i nostri avversari sanno che i tempi sono cambiati... che le distanze
non giocano piu contro di noi, mentre la maggior informatizzazione delle nostre Comunità
allestero offre sempre maggior ed efficaci difese. Inutile ,quindi rievocare il 29
luglio 1998, anche se sarebbe opportuno farlo per esortare alla prudenza... né giova
ricordare la sceneggiate dello scorso luglio... E probabile, data la situazione
politica, che il voto passi, anche perchè le difficoltà tecniche opponibili sono tali e
tante che le regole di attuazione potranno essere tirate per le lunghe oltre il termine
previsto per le prossime lezioni politiche, mentre una bocciatura ,oggi, creerebbe una
spaccatura immediata che certo non gioverebbe all immagine del Capo del Governo
anche in sede internazionale. Sul voto dobbiamo vigilare: troppi e diversi gli interessi
contrari...! dobbiamo allargare il numero dei nostri protettori, pregare per la loro
salute e che non cambino opinione !
Lettere aperte a...
Sen. Tonino Di Pietro
Porlamar.- Caro Senatore, Siamo rimasti molto soddisfatti del tuo intervento durante la
discussione al Senato sulla modifica dell art.48 della Cost. Abbiamo apprezzato la
determinazione nell affermare l intenzione tua e dei democratici "... di
votare la proposta di legge e, soprattutto,di farla votare dalla maggioranza... così come
per le motivazioni date nell accogliere la proposta di rinvio: " purché si
arrivi al più presto alla ripresa dei lavori... per approvare definitivamente il
provvedimento sul quale assicuriamo il nostro voto compatto a favore ..." Per noi è
stata una grande soddisfazione rilevare che "un emigrato come noi" sia sceso in
campo in nostra difesa... a ricordare che i diritti fondamentali hanno i mezzi per
venire a votare in Italia),siano Senatori appartenenti a quella sinistra che sino a
qualche anno fa ha combattuto i privilegi di censo; che ad assumere liniziativa
siano due senatori nati all estero, che conoscono le frustrazioni di chi è
costretto a vivere in un altro paese, lontano dalla sua famiglia.Il fatto che lo scorso 29
luglio vari Senatori non abbiano presenziato alla discussione al Senato della modifica del
art.48 ,preoccupa può significare che le iniziative assunte , sono riuscite ad insinuare
il dubbio ... a convincere che il voto agli italiani all estero non deve essere
concesso o limitato al ristretto numero di cittadini temporaneamente residenti fuori
d Italia. Cè da preoccuparsi perchè esistono le premesse per un altra beffa!
Molti di noi sono sfiduciati e ritengono un dovere informare l Opinione pubblica
mondiale di quanto sta accadendo, non è possibile che occoprrano 50 anni per superare le
difficoltà che si frappongono all esercizio del voto all estero...Questa
situazione non è certo allineata a quella leader del paese che si batte per le violenze
etniche, per le parità internazionali...che riscuote tanta considerazione che in ambito
europeo! Faccia conoscere questa vicenda al Parlamento europeo e chieda che l Italia
finalmente si adegui al rispetto dei diritti politici dei cittadini,secondo quanto
previsto dalla Convenzione per i diritti dell Uomo e dall Accordo
internazionale per la tutela dei diritti politici. Grazie! Movimento per gli <Italiani
allEstero>A.C.
Lettere aperte a...
On. Emma Bonino
Caracas - Cara Emma, nelle recenti elezioni gli italiani in Europa hanno dato un concreto e
positivo riconoscimento al tuo Movimento che è stato altamente premiato dalle scelte
espresse dagli elettori italiani all estero, che evidentemente non dimenticano
latteggiamento favorevole che i radicali hanno manifestato verso i loro problemi.
Naturalmente ha fortemente influito anche la qualità del lavoro da te svolto, e ciò a
provare che la maggioranza di loro non vota preconcettamente per questo o quell
altro partito. Da anni seguiamo le attività tue e di Pannella, le denunzie all
opinione pubblica delle irregolarità, degli abusi e delle prepotenze commesse in danno
dei più deboli... ti confesso che più di una volta abbiamo sperato che tra le proposte
di referendum ne venisse inclusa una "....per consentire lesercizio effettivo
dei diritti politici a tutti i cittadini italiani, indipendentemente dalle loro
...condizioni economiche e dalle località di loro residenza. Vorremmo che fosse sancita una norma
che restituisca al cittadino la dignità di poter partecipare alle scelte politiche ed
economiche del proprio Paese e, ti assicuro, che sarebbero tantissime le adesioni dagli
italiani allestero. Per il timore di perdere qualche seggio in Parlamento cè
invece chi rema contro! Recentemente è stata presentata una proposta legge che
subordinerebbe il diritto di voto alla residenza e ciò in patente violazione della nostra
Costituzione (comma 3 art. 48) che stabilisce:" il diritto di voto non può
essere limitato..." Ossia che il requisito della residenza non può essere
inteso come elemento al quale collegare il godimento dei diritti politici... Perciò
riteniamo che si tratti di una provocazione che ha mire precise : condizionare il voto a
requisiti ed eccezioni che di fatto lo rendano (numericamente) inefficace, un privilegio
per pochi ! Linziativa offende e mortifica specialmente quei connazionali che, per
conservare la propria cittadinanza si sono sottoposti per anni a discriminazioni,
rinunziando ai privilegi che molti paesi ospitanti riservano agli stranieri
nazionalizzati... La possibilità, grazie al Vostro intervento, di far partecipare ai
Referendum gli italiani all estero, anche se la notizia non è stata diffusa alle
loro rappresentanze (Comites e Cgie) nella forma che meritava e la raccolta delle firme
limitate ai Consalati generali (uno in Venezuela su un territorio 3 volte l Italia)
costituisce, comunque un prezioso precedente del quale il Parlamento dovrà tenere conto. Passi o non passi la proposta di modifica
dell art. 48 noi riteniamo necessario che le Nazioni Unite e la Corte Europea,
debbano essere informate delle vicende cui sono stati sottoposti i nostri diritti politici
e ciò anche per evitare che si seguiti a rinviarne la applicazione o limitarne
leserczio, subordinandoli a condizioni che ne snaturino il principio partecipativo
ed il diritto medesimo, come recenti iniziative parlamentari fanno prevedere. Certo che
saprai tutelare e sostenere le nostre richieste insieme agli altri Deputati europei che si
sono gia manifestamente schierati in favore del voto all estero, ti saluto e ti
ringrazio. Con i migliori auguri, Massimiliano Simoncini
Lo
hanno detto loro ...
Sen. Toia (Governo): "Sono rammaricata, ma continuo ad avere fiducia.
Limpegno del Governo prosegue con la stessa forza e convinzione." Angius
(capogruppo D.S. Senato): "Niente è cambiato rispetto alle nostre determinazioni di
approvare definitivamente la legge sul voto per gli italiani allestero. Dopo aver
constatato lassenza di molti colleghi abbiamo convenuto di rinviare a settembre
lapprovazione di questo provvedimento, per il quale è richiesta una maggioranza
qualificata". Cimadoro Danieli (Democratici): "A settembre si deve realizzare
finalmente un diritto negato da decenni. Da Ciampi e DAlema ci attendiamo un
messaggio chiaro. Tremaglia (A.N.): "E una vergogna: il Governo si assuma le
sue responsabilità. Questo Governo che dimostra di non saper gestire la propria
maggioranza ed una sinistra che dimostra ancora una volta di non volere questa
legge".De Matteo (P.P.I.): "Noi non mettiamo assolutamente in discussione il
nostro appoggio deciso e sostanziale, tuttavia sentiamo che questo rinvio non è un rinvio
meramente tecnico. Elia (capogruppo Senato P.P.I.): "Ritengo che la perplessità che
si è fatta strada in alcuni ambienti derivi dalla confusione di dare effettività al
diritto di voto degli italiani allestero e i dubbi che a livello di legge ordinaria
possono esserci... Di Pietro (Democratici): "A nome dei Democratici vorrei
ribadire che siamo favorevoli allesercizio del diritto di voto dei cittadini
italiani residenti allestero. Vogliamo votare questo disegno legge. E
singolare che dopo tanti anni ci si possa ancora permettere di chiedere una pausa...
Misserville (UDEUR): Ho sentito esprimere delle scuse allOn.Tremaglia che è il
propugnatore di questa proposta. Mi associo a queste scuse che però dobbiamo presentare
soprattutto ai nostri connazionali a coloro che aspettano dopo aver tanto dato alla Patria
ed alla terra d origine... Non mi piace, Sig. Presidente, questa maniera
ricattatoria con cui si chiede il rinvio. E una forma che non possiamo tollerare che
non è degna della civiltà, della serietà e della onestà intellettuale del Senato della
Repubblica. DOnofrio (C.C.D.): "Noi siamo presenti in Aula con oltre i due
terzi perciò in grado di votare senza difficoltà per il disegno di legge costituzionale
in favore degli italiani allestero. Se i gruppi maggiori hanno problemi di
ripensamento o di presenza, dobbiamo tenerne conto. Siamo favorevoli al rinvio soltanto se
gli altri ce lo chiedono in modo chiaro. In caso contrario siamo presenti ben oltre i due
terzi per votare fin da ora." Pieroni (Verdi): "E noto a tutti che in
questa materia sono emerse nuove proposte e di certo sarebbe intenzione del mio gruppo
lavorare affinché il dibattito sia serio ed approfondito e non frettoloso. Credo quindi
che il rinvio della discussione sia il modo corretto per consentire a tutti i gruppi di
sviluppare un dibattito che sappiamo essere aperto al loro interno." La Loggia
(capogruppo F.I.): "Non abbiamo bisogno di nessuna pausa di riflessione. Siamo pronti
anche oggi stesso in numero consistente ad esprimere in maniera convinta il nostro voto a
questo provvedimento. Vorremmo un impegno concreto del Governo e della maggioranza,
perché si prenda atto della presenza di un intoppo tecnico (chiamiamolo così) ma non
certo di un ripensamento su un disegno di legge per il quale tutte le forze politiche
hanno speso ogni energia possibile e sul quale è stata faticosamente trovata un
intesa." Migone (D.S.): "Bisogna avere il coraggio di respingere ad alta voce
lidea che da sempre si tenta di far passare, secondo la quale allunanimità i
discendenti degli italiani allestero vogliono il voto. Questa è una questione che
deve essere chiarita: tra la cittadinanza e lesercizio del diritto di voto non
esiste automatismo. E il partito che ha deciso di disimpegnarci sul voto. Non è il
caso che dia i numeri (su quanti parlamentari aderiscono alla iniziativa ) e tuttavia non
so valutare quanto sia diffusa questa sensibilità." In contrapposizione al
voto Migone e gli altri dissidenti della maggioranza propongono che il diritto di voto sia
limitato agli italiani temporaneamente residenti allestero. Rosa Russo
Jervolino (P.P.I. Ministro dellInterno): "Partecipare in modo attivo e
reale alla vita democratica del Paese è un diritto dei nostri connazionali
allestero che da troppo tempo attendono questa decisione dal Parlamento. Sono sicura
che con il contributo dei parlamentari appartenenti a tutti i gruppi politici questa
attesa non verrà delusa" Bombarda (Regione Lombardia): "Non cè la
volontà di dare il voto agli italiani allestero. Si è verificato quanto io stesso
temevo. Anche le forze politiche che ultimamente avevano dichiarato di abbracciare questa
causa in realtà hanno cambiato opinione". Il 29 luglio secondo Bombarda sarebbe
mancato in aula un certo numero di senatori Ds. Maria Pia Marcucci (Regione Toscana):
"Spero in un atto di responsabilità del Parlamento. E necessario far capire a
tutte le forze che il voto agli italiani allestero è una risorsa. Non è un
problema né di polo né di Ulivo, ma di sensibilità istituzionali". Franco Bozzolin
(Regione Veneto): "Il rinvio deve essere considerato come una sostanziale mancanza di
fiducia verso la collettività italiana allestero. Cè tutto un mondo della
diplomazia che vuole forse direttamente mantenere la rappresentanza degli italiani
allestero." Assessore allemigrazione Regione Campania: "da tempo i
nostri connazionali aspettano una risposta dal nostro Governo e ormai sappiamo che si
sentono presi in giro; siamo amareggiati e delusi, tuttavia speriamo che per settembre si
sia davvero raggiunto laccordo che consentirà ai senatori di provare la riforma
dellart.48 della Cost.) Cerulli Irelli (Relatore P.d.L. P.P.I.): "Ci sono
ancora Senatori dei Ds (Migone, De Zulueta) che vanno per conto loro. Ma cè una
posizione molto chiara: i cittadini italiani sono tali sia allestero che in Italia e
hanno diritto di voto..." Dini :
Sono pronto a scommettere che ce la faremo..." DAlema (DS): "...i DS non
si rassegnano a questa conclusione inaspettata e grave." Berlusconi (F.I.):
"Rimedieremo senza ritardi". Mattarella (P.P.I.): "Un fatto grave...molto
grave...". Colombo (D.S.): "Un voto che umilia il Parlamento". Pisanu
(F.I.): "Ripresente-remo una nuova P.D.L. e Forza I. farà fino in fondo la sua
parte" Givannardi : "Incidente grave". Chiti (R.Toscana): "Un atto
irresponsabile". Ascani (Acli): "non ci sono parole per qualificare questo
ennesimo tradimento".
Corriere, Repubblica e Stampa snobbano lemigrazione
La grande stampa ha
disertato linvito rivolto dal Segretario generale ad incontrarsi con il CdP del Cgie
per prendere visione del dossier predisposto (?)con il quale si intendeva rispondere alle
eccezioni sollevate da Migone e compagni a proposito della prossima discussione al Senato
della modifica dell art.48 cost. La notizia ha prodotto grande amarezza anche
perchè dopo gli inopinati attacchi del 93, molte questioni erano state chiarite, poi, a
Berlino nel 95 ove si era raggiunto un certo accordo secondo il quale, per il futuro,
avremmo potuto contare sull appoggio incondizionato almeno del Corriere della Sera e
della Stampa e di altri illustri personaggi del mondo della informazione radio televisiva
,tutti coscienti che verso la emigrazione i media italiani non hanno mai
indulto, che è quasi sempre mancato interesse e la dovuta attenzione.L accaduto non
trova una giustificazione plausibile, percio deve piuttosto ritenersi conseguenza di un
disguido: può essere mancata la necessaria concertazione tra gli uffici interessati. Non
ci sono motivi apparenti... per pensare che si tratti di un nuovo atteggiamento negativo
verso il Voto. Riportiamo alcune dichiarazioni ed impegni assunti nel corso della
Conferenza di Berlino : Corriere della Sera- Paolo Mieli (direttore) va riconosciuto che
nel fare i nostri giornali ci si occupava poco degli italiani all estero, ce se ne
occupava solo occasionalmente come categoria...." Stampa Ezio Mauro (direttore)
"... e onesto dire che noi non facciamo i giornali pensando agli italiani
all estero, lo dico sapendo che è un errore perché in questo modo ignoriamo un
capitale culturale economico un capitale sicuramente morale..". Enrico Montana
direttore TG5 "...devo confessare che il problema della informazione agli italiani
all estero me lo ero potuto porre per più di dieci anni lavorando alla Rai..
Conoscevo i sistemi palliativi che per tanti anni erano stati messi in campo dalla
televisione pubblica: servizi umilianti al di là dell impegno del singoli che
spesso a scopo punitivo venivano destinati ai programmi degli italiani all
estero...." Carlo Rosella Direttore TG1Rai " se gli italiani all
estero avessero votato negli anni scorsi probabilmente l attenzione verso di loro
sarebbe stata molto diversa. Siccome non li hanno fatti votare e questi non erano una
massa elettorale a disposizione dei partiti e delle clientele essi sono stati trascurati
anche dalla stampa e dalla Rai..."
Le ultime parole famose...
Paolo Mieli Corriere della Sera "...quanto al
voto degli italiani all estero io penso che la questione nel nostro paese sia già
risolta ed accettata dalla opinione pubblica e da noi che facciamo i giornali, credo che
se si facesse un sondaggio sulla opportunità di concedere il voto agli italiani all
estero il 99% risponderebbe affermativamente ... Purtroppo però questa questione viene
strumentalizzata dai politici ,viene usata dal Parlamento magari per rallentare i lavori
,per prendere tempo...spero che tutto vada liscio ! spero che l impegno da parte dei
nostri giornali ci sarà :Io rispondo per me e vi dico che io una mano mi impegno a
darla....! Ezio Mauro La Stampa "....Nell imminenza della discussione al
Parlamento.... i giornali dovrebbero far intervenire i collaboratori più illustri per
spiegare che quella del voto non è una questione corporativa che interessi soltanto gli
italiani all estero, ma una questione di civiltà ,una questione che interessa il
nostro Paese nel suo insieme.Per quanto mi riguarda cercherò di farlo.......!
Ottobre 1999
Editoriale
- I nodi al pettine
di Vitaliano Vita
Coerenti con lapprovazione della modifica dell art 48, che
introduce nella Costituzione Nazionale il voto in loco e la Circoscrizione estero,
le commissioni affari costituzionali e esteri della Camera dei Deputati hanno approvato il
testo unificato della proposta di modifica degli artt 56-57 della Cost.
Il quale si ripropone di stabilire il numero dei parlamentari. La proposta riportata nel
testo unificato , prevede lassegnazione di 8 senatori e 16 deputati contro le
proposte Tremaglia- Pisanu (10 sen e 20 dep) e quella dell On. Pezzoni
(7 sen.e 13 dep). Proposte che comunque non riflettono i criteri stabiliti
dalla Costituzione la quale prevede :il numero dei deputati è di 630.La
ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni si effettua dividendo il numero degli
abitanti della Repubblica, quale risulta dall ultimo censimento generale della
popolazione, per seicentotrenta e distribuendo i seggi in proporzione
alla popolazione di ogni circoscrizione ... Considerati i dati a nostra
conoscenza il numero dei deputati della circoscrizione estera dovrebbe essere di .... se
si prendono per base i dati dell Aire o di .... se si fa
riferimneto ai dati della anagrafe consolare.In entrambi i casi un numero
considerevolmente maggiore di quello che si vuole assegnare alla circoscrizone
estero. La Costituzione stabilisce inoltre (art.57) che il numero dei senatori
elettivi è di 315 e che nessuna regione, eccezion fatta per il Molise 2 e Valle d
Aosta 1, può avere un numero di senatori inferiore a sette. La ripartizione dei seggi si
effettua in proporzione alla popolazione delle regioni, quale risulta dall
ultimo censimento generale ... il che vuol dire che il numero dei senatori,
comunque, non può essere inferiore a sette... mentre nel caso della circoscrizione
estero dovrebbe salire a .... se si considera come dato il censimento generale dello
Stato ossia lAire (3.300.000) ovvero minore ( ) se dovessero
ritenersi validi i dati dell anagrafe consolare. Come si vede le differenze
non sono cose da poco,sicchè il sen Mingone,cosciente della importanza del
problema, ha tentato con ogni mezzo di affondare il voto una volta per tutte,per evitare
di dover affrontare e superare problemi come quello della diversa valenza del voto,se è
vero che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge (art.3 cost) ... che il voto
è personale ed eguale... che il suo esercizio è dovere civico ... che il diritto di voto
non può essere limitato (art.48) se è vero che l esercizio del voto è un obbligo
al quale nessun cittadino può sottrarsi, senza venir meno ad un suo preciso dovere
verso il Paese...Il problema dei doppi cittadini (un centinaio di migliaia di elettori
capaci di eleggere un paio di deputati ed un senatore al massimo)è stato sollevato per
nascondere il taglio che si vuole operare al numero dei rappresentanti parlamentari che
spetterebbe alla circoscrizione estero, secondo i criteri stabiliti dalla
Costituzione,un tentativo assurdo di introdurre due pesi e due misure nella nostra
Costituzione ,un punto debole che offre il fianco a critiche ed opposizione giustificate.
Appare infatti evidente la incompatibilità del principo con lintero
ordinamento giuridico italiano tutto teso ad assicurare al cittadino eguali diritti ed
eguali opportunità.Questo è il problema vero che si è evitato sempre di affrontare,(e
quando qualcuno ha tentato di farlo è stato lapidato...secondo le regole di
certa demagogia ricorrente).Costituirà infatti un vero problema dover
giustificare perchè i voti di una circoscrizione italiana eleggono ,rispetto ad altra,un
numero quasi doppio di senatori e di deputati!. Appare improbabile poter far quadrare i
conti con le convenienze ! quasi impossibile sostenere una minore valenza
elettiva dei cittadini che votano all estero, magari spiegandolo
con il fatto che tra costoro ve ne sarebbero con doppia nazionalità.Il porvvedimento se
mai dovrà riguardare i doppi cittadini ma non coloro che con tale fattispecie nulla hanno
a che vedere. E un conto che non torna... intanto perchè questi ultimi
saranno al massimo un centinaio di migliaia,ossia con il loro numero possono incidere
quando è tanto per esprime un senatore ed un paio di deputati,mentre il taglio che si
vuole praticare riguarda almeno il doppio dei parlamentari che si vogliono
attribuire alla Circoscrizione estero.
Lo strappo di Veltroni : Comunismo e liberta
sono incompatibili
Queste dichiarazioni contenute in una lettera del
segretario del DS ad un quotidiano italiano hanno suscitato sopresa e compiacimento
,taluni le hanno definite "lo strappo".Nella opposizione Fini le ha giudicate
parole coraggiose, però si chiede come fa allora Veltroni a rimanre con Cossutta?-La
sinistra Ds non vede strappi nellarticolo in cui Walter
Veltroni, sulla Stampa, indica lo stalinismo nella
storia del Pci e sottolinea, che comunismo e liberta sono stati
incompatibili. Infatti spiega Fulvia Bandoli, Non ci vedo niente
di diverso dalla mozione che il segretario ha gia presentato. E aggiunge, però,
che"lo strappo sarebbe un altro. Se,invece di costruire un forte e autonomo soggetto
politico della sinistra,si volesse mettere in piedi un indistinto partito
democratico con tutti i riformismi dentro". Che è esattamente il senso della
mozione della sinistra Ds per il congresso di gennaio.Walter Veltroni al Forum
sullinformazione di Gubbio, apre la stagione congressuale dei Ds con
unautocritica che è già un programma politico,lo dedica a Pierluigi Castagnetti,
neo segretario ppi: "LUlivo,ammette Veltroni è entrato in difficoltà quando i
nostri due partiti, sbagliando, hanno pensato di poter sostituirgli lalleanza fra Ds
e Ppi". Poi insiste sul ritrovato proge-tto ulivista affer-mando che
"LUlivo non era il coronamento del sogno di Moro e di Berlinguer. Veltroni
sembra non aver dubbi quando afferma : "Dobbiamo riprendere lo spirito del 96,
naturalmente nelle condizioni politiche nuove. E il prossimo anno e mezzo di legislatura
dovrebbe essere impiegato alla ricostruzione della coalizione". Ci si chiede di
rinunciare allidentità comunista? Noi abbiamo fatto di più, abbiamo sciolto il
Pci. Perché comunismo e libertà sono inconciliabili",.Lo abbiamo fatto dieci anni
fa, con la svolta di Occhetto. Uno strappo violento". Veltroni riconosce il valore
delle"cose coraggiose" fatte da Enrico Berlinguer, ma critica anche aspramente
altri momenti della politica del Pci. "Lappoggio alla repressione della rivolta
in Ungheria (...) provoca brividi lungo la schiena". Plauso alle sue prese di
posizione arriva dal capo dei deputati Ds, Fabio Mussi che riconosce :Veltroni, ha sciolto
la contraddizione di fondo della storia del Pci e ha chiare le ragioni dello strappo dal
Pcus e poi dello scioglimento del Pci". Apprezzamento al segretario anche dal
ministro per il Commercio con lestero, Piero Fassino. Silenzio dallentourage
di DAlema, che sul rilancio dellUlivo, nei giorni scorsi, era sembrato aver
ritrovato larmonia col capo di Botteghe Oscure, ma mai su toni e progetti così...(A
pag.2) ...radicali.Nei Ds, intanto, di fronte allavanzata di un nuovo partito
democratico , si alza londa di dissenso della corrente Nuova sinistra,la quale
presenta al congresso una mozione firmata, tra gli altri, da Fulvia Bandoli, Anna
Finocchiaro, Gloria Buffo, Marco Fumagalli e Antonio Pizzinato,che dice no a un
superpartito di coalizione:" lEuropa ha bisogno di partiti di sinistra e di
valori di sinistra". Sui temi economici, invece, si afferma il primato dello Stato
sociale sulla flessibilità. E risuonano le critiche formulate da Fausto Bertinotti di
fronte ai 100 mila chiamati in piazza, a Roma, per chiedere lavoro e giustizia che a
proposito delle dichiarazioni di Veltroni assicura : "E una conversione
liberale improvvisata". Critico anche Oliviero Diliberto, ministro della Giustizia,
massimo esponente cossuttiano del governochedichiara : " Io non mi rassegno a questa
visione della storia".Quanto allUlivo, gli esponenti della Nuova sinistra dei
Ds chiariscono: "Non siamo contrari, ma temiamo che leffetto simbolico
dellUlivo copra contraddizioni e problemi irrisolti. La conquista del centro
politico e sociale, da parte della coalizione, non può essere affidata
allindistinzione programmatica e alla confusione dei linguaggi".
Per quanto riguarda l opposizione, infine Veltroni ricorda che "Il Polo ha una
nuova posizione sulla par condicio. "Noi non abbiamo mediazioni da fare, abbiamo
raggiunto lintesa in maggioranza, andremo al confronto in Parlamento". Un
radicalismo quello della sinistra che in un momento estremamente fragile certamente non
giova al Governo di Dalema.
Pericolosi ed inopportuni per la comunità gli
articoli del Corriere della sera su Chavez
Dura protesta all ambasciatore dItalia
contro l insensibilità del giornale che pregiudica pesantemente i rapporti tra gli
gli italiani residenti e la comunita di accoglienza. Il Consiglio Direttivo del CTM del
Venezuela si e rivolto con una lettera allAmbasciatore dItalia Vittorio
Pennarola criticando il recente accordo tra il quotidiano "Il Corriere della
Sera" e "La Voce dItalia". Il CTIM si dice molto perplesso per questo
avvenimento che sancisce lo "sbarco" in Venezuela del noto giornale milanese,
per i suoi atteggiamenti che denotano poca sensibilità e considerazione per gli italiani
che vi risiedono e le lor problematiche.Nella lettera si ricordano tutta una serie di
articoli pubblicati dal Corriere della Sera che non possono essere certamente definiti
favorevoli alla nostra Comunità...a cominciare dal "fondo" di Giovanni Sartori
, pubblicato il 21 settembre , a ridosso della votazione in Senato per la modifica
dellart.48. Articolo, si sottolinea <<che tanta riprovazione ha suscitato nel
mondo dellemigrazione e che ha fatto la sua apparizione proprio nelledizione
del giorno in cui, nella residenza dell Ambsciatore al Country Club, si brindava
all accordo che contemplava lo sbarco del "Corriere" in Venezuela "a
rimorchio" della "Voce dItalia">>. <<Coincidenza che non
poteva essere più infelice e che ha suscitato gravi riserve fra i
connazionali>>.Inoltre sottolinea la protesta che << a coronamento di una
linea editoriale mai smentita ed avversa alla circoscrizione estero>> il Corriere
della Sera ha dato un <<annuncio estremamente freddo,in prima pagina, con
scarso rilievo tipografico, dellesito positivo della votazione a Palazzo
Madama>>. Il CTIM precisa inoltre che <<ad aggravare ulteriormente la
situazione>> il Corriere ha pubblicato , il 29 settembre, un << servizio,
privo di ogni sensibilità giornalistica>> a firma di Maurizio Chierici intitolato
"Il leader Venezuelano a Roma - Chavez in Vaticano, ma non a Palazzo Chigi",
<<in cui la figura del presidente del Venezuela e della consorte,Signora Marisabel
,sono tratteggiate in una forma, è poco definre ,irriguardosa>>. E che dire poi,
<<del tono sprezzante in cui si descrivono le circostanze del mancato incontro con
il Presidente del Consiglio DAlema ,diretto a mettere in evidenza come per la
seconda volta ,nel giro di un anno, "non ha trovato il tempo" di incontrare Hugo
Chavez?>. Per non parlare, infine, dellaccenno al ministro Arcaya ed al suo
comportamento anti-Italia,quando era ambasciatore allOnu>>.<<Se la
memoria non ci tradisce, proprio Lei, Signor Ambasciatore prosegue la lettera - si
diede giustamente da fare perché il Venezuela appoggiasse la mozione dellItalia
sulla ristrutturazione del Consiglio di Sicurezza, chiedendo, tra laltro,
lappoggio della collettività organizzata>>. A questo punto, dice il CTIM due
sono le possibilita e luna esclude laltra : o gli sforzi diplomatici
dellAmbasciatore << non hanno avuto, a sentire Il Corriere della
Sera", il successo auspicato, o Chierici ha preso lennesimo abbaglio
giornalistico>>. Si fa poi osservare che a rendere latmosfera ancora più
pesante vi e che mentre Chierici sul "Corriere" <<faceva del
"colore" a buon mercato sul presidente Hugo Chavez e consorte>>, lo
statista venezuelano, intervistato a Roma dallAISE (v.n.249 del 1 ottobre, ndr.),
dopo aver lodato il prezioso apporto della comunità italiana al suo Paese, spiegava che
"... gli italiani in Venezuela sono cittadini con pari diritti e se il Parlamento
italiano ha deciso di farli votare... non saremo certo noi a frapporre ostacoli ad un
diritto così sacrosanto". <<Frase che scrive il CTIM - oltre a fare
onore a chi lha pronunciata,smentisce nella forma più netta quanto, da sempre,
sostenuto proprio dal giornale che fa da "vettore" in Venezuela al
"Corriere della sera" e cioè che leventuale voto avrebbe creato gravi
difficoltà con le autorità locali>>. Così che l accordo appena stipulato
tra Corriere della Sera e Voce dItalia e di cui << le Autorità italiane tra
laltro sono garanti>> non puo che suscitare <<sempre maggiori
perplessità>>. La protesta conclude facendo presente che un quotidiano italiano
<<che non perde occasione per mostrarsi così poco amico degli italiani
allestero e che pubblica servizi, come quello sul Presidente Chavez, altera
sensibilmente il delicato equilibrio dei rapporti tra la nostra collettività e quella
venezuelana>> e potrebbe dar luogo a più <<complessi riflessi anche sotto il
profilo diplomatico>>.
Formazione:Risposte e considerazioni
di Vitaliano Vita
La legge 205 regola i rapporti tra Consolati e i Comites, definendo il loro ruolo; la 368
e succ. modifiche stabilisce le competenze del Cgie e la obbligatorietà dei suoi pareri
sulle proposte del Governo riguardanti programmi pluriennali e finaziamenti per la
politica scolastica, la formazione, lassistenza, i criteri per la erogazione di
contributi ad associazioni nazionali, patronati, enti di formazione scolastica, organi di
stampa, Rai ecc...; la 845 disciplina la costituzione di corsi di addestramento
professionale e le competenze, precisando allart.18, che queste spettano al
Ministero del Lavoro che si avvale della collaborazione del Fondo Europeo, del Mae e delle
autorità ed organismi esteri in materia di formazione professionale ecc... E
opportuno ricordare che la 845 (dic.1978) è stata licenziata prima che il legislatore
avesse "pensato" i Comites ed il Cgie, circostanza questa che, in alcuni casi ,
da luogo a sovrapposizioni o conflitti di competenza che vanno chiariti e che furono messi
in evidenza, già, dalla "Commissione scuola, cultura e formazione" del CGIE in
una relazione a firma del Pres. Grilli (11.11.93) nella quale tra l altro veniva
auspicato un maggior coinvolgimento dei Comites e del Cgie. Alla documentazione a suo
tempo allegata dalla Commisisone, è inclusa una circolare del Ministero del Lavoro che, a
proposito della obbligatorietà dei Comites ad esprimere pareri sui progetti di
formazione, precisa che "al Console competente non è fatto obbligo di chiedere un
parere formale al Comites". Affermazione che, fatta propria dell Ufficio V del
Mae, è stata trasmessa alle ambasciate interessate, precisando che " non era
obbligatoria la richiesta del parere da parte del Console, pur spettando ai Comites il
compito di promuovere iniziative anche nel settore della formazione professionale..."
Si allegava alla relazione un quadro sinottico dei finanziamenti concessi in tutto il
mondo dal 88 al 92 per i corsi di formazione professionale dal quale si rileva che, su
7.500 milioni annualmente erogati, 5. 500 venivano spesi per finanziare i corsi di
forma-zione in Svizze-ra, 1.300 in Germania e solo qualche centinaia di milioni in
Ar-gentina. Ciò per dimostrare che il problema dei corsi di forma-zione profe-ssionale
era di conoscienza del Cgie essendo stato, largomento, ampiamente discusso e ripreso
anche durante la Conferenza di Montecatini. Il coinvolgimento del CGIE è dimostrato anche
dall assegnazione dei contributi per lanno 1999, dove alcune Comunità ed enti
gestori sono stati oggetto di attenzione e considerazione particolare da parte del
Ministero del Lavoro. Infatti si rileva che sono stati approvati e finanziati per il
Brasile 19 progetti ( 6.200 milioni), per la Svizzera 12 progetti (4.670 milioni) e per
l Argentina 10 progetti (4.180 milioni ) oltre ad altri di minore entità ... che
tra le imprese prescelte a svolgere i corsi il maggior numero è stato assegnato all
Enaip (3.500) , Mathesis (3.100), Consorzio Lo.co.le (4.000), Comeuro (2.500), CCI
(2.100), Ciapi (1.500), Ecap (1.200) e che le comunita italiane "valutate" più
bisognose di formazione, in termini di spesa, sono risultate essere quelle di Buenos Aires
(3.200), Porto Alegre (3.060), Curitiba (2.110), Santiago del Cile (2.500), Rio de Janeiro
(2.100), San Paolo (1.600), Zurigo (1.300) , Timisoara (?) (1.600), Bucarest (1.600
Milioni) ecc... Perciò gli stupori e le sorprese manifestate... a qualcuno sono apparse
esagerate. Giuste invece le critiche, specialmente quelle che rivendicano trasparenza ed
uniformità nei criteri di assegnazione, che sottolineano il coinvolgimento delle
rappresentanze locali, delle associazioni giovanili e degli esperti che operano nei
Comites, che possono contribuire concretamente a dare quelle risposte e quelle
informazioni che i Consoli non hanno dato e che, specialmente nelle grandi aree, non
sempre sono in condizioni di dare in modo informato. Va detto, per correttezza, che in
alcuni casi i Comites, venuti a conoscenza dellinvio di progetti di formazione,
hanno richiesto di prenderne visione e che, poi, hanno addirittura sollecitato l
intervento del Ministero per imporre che venissero emessi dai Consoli i pareri richiesti,
considerata l importanza che queste valutazioni hanno ai fini della ammissione al
contributo, sollevando critiche riprese anche dalla stampa locale (v.Corriere di Caracas).
Va ricordato anche che in alcune casi i presentatori dei progetti hanno sentito il dovere
di recarsi in loco per illustrarli alle Ambasciate, ai Consolati ed alle Comunità
prescelte; che si sono tenute conferenze per illustrarne il significato e la portata delle
ricadute, coinvolgendo anche la Comunità residente, chiamando a partecipare i
rappresentanti delle istituzioni pubbliche locali competenti in materia... Perciò sembra
ingiusto che si seguiti a generalizzare, compromettendo limmagine di una iniziativa
importantissima per la nostra comunità, con il rischio di allontanare linteresse
degli enti gestori che certamente, nei loro trasferimenti allestero devono superare
difficoltà tecniche ed ambientali e talvolta finanziarie. In egual modo appaiono
giustificati certi silenzi di fronte alla confusione generata da interventi esterni
rumorosi, ma di poca sostanza, comunque estemporanei e non pertinenti, di fronte a difese
d ufficio non richieste, convinti che, quando si muovono critiche alle
responsabilità, non si può scegliere il bersaglio! Daltra parte lo scopo delle
polemiche, non è e non era svolgere una indagine di polizia (che qualora ve ne fosse
bisogno sarebbe di competenza di altri...) ma di individuare le disfunzioni , per
suggerire i correttivi, e coinvolgere nel problema le istituzioni ed i soggetti
interessati; infine di richiedere che vengano stabiliti parametri di valutazione e criteri
di giudizio da applicare in modo uniforme in tutti i casi ...Siamo sicuri che la
intenzione dei colleghi che sono intervenuti nella discussione non era e non è di
affossare i corsi di formazione, ma dirichiamare l attenzione dellaAmministrazione
sulla necessità di impedire che si ripetano omissioni o ritardi nella formulazione dei
pareri da parte dei consoli; di individuarne le cause... consapevoli dei disagi e
deipregiudizi che una inadeguatamotivazione o addirittura l assenza di un parere
procura agli interessati, siano essi i partecipanti o enti promotori, i quali ultimi
sonochiamati ad investire nei progettilavoro e somme considerevoli per eseguire gli studi
e le indagini necessarie...E evidente che lo scopo era ed è di evitare di proporre
progetti inadeguati, di prevenire un cattivo impiego del danaro stanziato; di proporre
soluzioni idonee a migliorare il servizio; ed oggi alla luce dei risultati ... di impedire
che questa atmosfera di sfiducia, produca leffetto di ridurre linteresse
dell Amministrazione verso iniziative che favoriscono i bisogni dei nostri
connazionali verso quegli italiani che, all estero, stentano ad inserirsi nel mondo
del lavoro. Non dobbiamo permettere che nella polemica sincera e costruttiva, si
inseriscano forze estranee ed interessi diversi... Evitiamo ingenuità, manteniamo
la discussione nell ambito istituzionale dirigendoci direttamente ai destinatari
delle iniziative; riscattiamo la immagine di questa attività che crea entusiasmo e la
prospettiva, per i giovani, di una alternativa di vita che in molti casi ai loro padri non
fu concessa.
Riforma del Welfare
Tante pensioni, nessuna pensione
di Massimiliano Simoncini
Toccare il tema delle pensioni spaventa un po. Anzi molto!
Spaventa per la complessità dellargomento, per gli enormi interessi coinvolti, per
il numero di quelli che, bene o male, a torto o ragione, hanno maturato il diritto di
ricevere un compenso per gli anni dedicati al lavoro. Ma di fronte alle cifre, pubblicate
in questi giorni da autorevoli organi di stampa italiani, non si può fare altro che
affrontare il problema prendendo posizione, anche se questo é indubbiamente scomodo. In
Italia si pagano più di sedici milioni di pensioni! Lammontare di queste
obbligazioni é superiore ai trecentomila miliardi allanno! Possono le casse dello
stato reggere un peso simile? Crediamo proprio di no. Altrimenti il presidente del
Consiglio Massimo DAlema, sempre attento ai costi politici, non avrebbe mai toccato
il tema per poi rinviare la discussione al 2001. Però il problema di fondo é
unaltro: questa enorme quantità di miliardi é distribuita in una maniera
preoccupante. Proviamo un momento a districarci nel labirinto di numeri che illustrano
matematicamente (se si può) la situazione. Se dovessimo fare la media tra i trecentomila
miliardi ed il numero dei pensionati, avremmo come risultato che ognuno di questi
riceverebbe 18 milioni e mezzo allanno. Ogni mese, cioè, ognuno di loro avrebbe un
ingresso di poco più di un milione e mezzo. Magari fosse così! Invece le cose stanno
diversamente. 5 milioni 105 mila pensionati italiani ricevono una media di 640.000 lire al
mese! Molto poco a nostro giudizio. Ma allora, dirà qualcuno, ci sono 11 milioni di
pensionati che percepiscono un reddito molto maggiore! No! Neanche questo é vero! Infatti
un terzo dei sedici milioni di pensionati, prende due, tre o anche quattro pensioni.
Questi "molti" fortunati, sono allincirca cinque milioni, prendono in
media 24 milioni allanno, due milioni al mese. Cè poi una ristretta fascia di
2.300 pensionati che percepiscono una media di 20 milioni al mese, e qui qualcosa comincia
ad andare male, perché anche oggi 260 milioni allanno (con la tredicesima)
continuano ad essere un bel po di soldini. Pero dove lingranaggio
sinceppa e proprio non va più è con le pensioni da miliardi! Lo sapevate che
Eugenio Coppola, sia chi sia, prende dalle Assicurazioni Generali, dove ha trascorso tutta
la sua attività, un assegno mensile di 86 milioni? LInps sembra convinta che non
sia sufficiente e da una mano con altri 5 milioni e mezzo al mese. Risultato: un miliardo
e qualcosa allanno! Il caso del "povero" Coppola non è certo unico..
Infatti se investighiamo tra le liste delle pensioni doro troviamo decine e decine
di nomi che, eccezione fatta per qualche capitano dindustria, appartengono per lo
più ad alti funzionari dellapparato burocratico statale. Che dire di un certo
Sibani, esponente di spicco del generosissimo sistema bancario italiano, a cui lInps
versa tutti i mesi 54 milioni e mezzo, e la Cassa di Risparmio di Bologna ne aggiunge
altri quattro. Non dimentichiamo Pio Bussolotto, personaggio molto conosciuto, solamente
però tra gli impiegati della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Grazie ai servizi
prestati a questa banca il Bussolotto vanta una pensione di 357 milioni, giusto compenso
dopo aver ricevuto uno stipendio da "fame" di soli 520 milioni allanno.
Come é possibile tutto questo? Cosa é successo per arrivare a questo punto? E
successo che nella profonda giungla del sistema pensionistico italiano ogni settore, o
perlomeno quelli che hanno avuto il potere per farlo, si é costruito la sua comoda
nicchia, si é fatto le proprie leggi, ha inventato le sue regole, e così facendo la
selva si è infittita, diventando praticamente impenetrabile. Lingiustizia va oltre,
chi oggi percepisce pensioni da favola, ha sicuramente percepito stipendi ancora più
lauti. Questo significa che durante la sua carriera ha avuto lopportunità di
accumulare un capitale, arricchito da una liquidazione da capogiro, che oggi dà i suoi
frutti. Frutti che magari rendono superflua una pensione di cui tanto avrebbe bisogno chi,
al contrario, non è stato tanto fortunato come loro ed, a uno stipendio che il più delle
volte non arrivava a fine mese, dopo aver ricevuto una liquidazione striminzita, aggiunge
nella sua vecchiaia, una pensione ancora più magra. Cosa dobbiamo fare? Togliere ai
ricchi per dare ai poveri? Forse, ma non crediamo che la soluzione sia questa. Qui
dobbiamo decidere quale funzione deve svolgere lo Stato nei confronti dei suoi cittadini.
Ha il dovere di assisterli? E uno Stato sociale? Se la risposta è no, non cè
più niente da dire, si salvi chi può e arrivederci. Ma se la risposta è si, bisogna
costruire una struttura che garantisca al cittadino, chiunque e dovunque esso sia, un
dignitoso livello di vita, e, perchè no, anche di morte. Per questo quando sentiamo
parlare di pensione contributiva anzichè retributiva, arricciamo il naso......sentiamo
puzza di bruciato! Ma non sarà che finiremo con premiare ancora una volta chi,
comodamente seduto in poltrona, si è fatto versare lauti contributi dallo stesso Stato da
cui riceve uno stipendio da favola? Ma non sarà che finiremo con castigare ancora una
volta chi, dopo una vita di sacrifici si accorge che i contributi versati serviranno
solamente per fargli fare una vecchiaia di sacrifici? E come la mettiamo con chi i
contributi proprio non li ha pagati? La casalinga che prima ha lavorato, e molto, portando
avanti la casa, amministrando i pochi soldi che arrivano, poi è divenuta madre, ha
educato i figli, li ha fatti crescere. Ed infine da una mano anche con i figli dei figli!
A lei la pensione non la diamo perchè non ha potuto versare i contributi? Ed il falegname
che durante tutta la sua vita ha portato avanti la sua piccola impresa, per cui le cose
più importanti sono sempre state pagare i suoi due aiutanti, acquistare il materiale da
lavoro, mantenere a punto le sue macchine, far mangiare la famiglia, dare ai figli
uneducazione, e se per fare tutto questo non cerano i soldi da versare per i
suoi contributi.....pazienza? A lui la pensione non la diamo? E che dire
dellemigrante, spinto ad andare via per non pesare sullo stato, per lasciare posto
ad altri, per cercare altrove le opportunità che il suo paese non ha potuto dargli? A
lui, che ha dovuto adattarsi ad unaltra lingua, unaltra maniera di pensare, a
lui che ha fatto a meno di qualsiasi tipo di assistenza, a lui che nonostante tutto è
andato avanti mandando anche qualche aiuto a casa, a lui che è stato costretto a lavorare
in un paese dove la previdenza sociale non cera(Venezuela, Brasile, Perù,
Colombia), a lui che è rimasto italiano ed orgoglioso di esserlo, a lui la pensione non
la diamo? E no, questo non ci sta affatto bene! A questo punto il problema non sono i
trecento mila miliardi allanno che lo Stato versa ai pensionati, perchè se questa
somma fosse insufficente per far fronte a un debito che più che economico è etico e
morale, lo Stato ha il dovere di trovare non i trecento mila miliardi, ma, se ce ne fosse
bisogno due o tre volte tanto, anche se per farlo si dovrá limitare ad occuparsi
unicamente degli aspetti fondamentali quali sono lassistenza sociale,
leducazione, la giustizia, la pubblica sicurezza e la difesa.
Pensioni INPS (in convenzione internazionale o autonome) in pagamento
alIestero al 1.1.1997
(importi in lire)
Sentiamo
anche loro...
Una inchiesta su 3000 giovani italiani
allestero per conoscere come vorrebbero fosse attuata la formazione professionale.
Ogni volta che si parla di giovani si fa a gara per offrire
loro appoggio ed aiuti, per garantire: "... che il mondo è loro....che noi ci stiamo
sforzando per garantire:
"... che il mondo è loro....che noi ci stiamo sforzando per edificare la casa ove
dovranno vivere e crescere la loro famiglia nel futuro... che stiamo facendo di tutto per
risanare la Società che abbiamo sino ad oggi gestito e per ripianare le esposizioni
create ... (per evitare di mangiarci anche i loro accantonamenti, destinati alle loro
pensioni) e tutto ciò (diciamo noi o lo lasciamo intendere...) perchè, allatto
della successione naturale, (che avviene sempre troppo tardi...) si possa lasciare una
situazione distesa, meno pesante. Però nella pratica seguitiamo ad interpellarli a cose
fatte, a comunicare loro le decisioni prese, perchè si adeguino!Non ricordo ancora di
averli visti protagonisti di qualcosa... tranne di quelle 3-4 riunioni che a forza di
gomitate abbiamo consentito che organizzassero... non li ho ancora visti partecipare ad
una decisione che riguarda i loro interessi, come nel caso della formazione, della scuola,
dell insegnamento della lingua e cultura italiana, argomenti che hanno sollevato
polemiche vulcaniche, alle quali non abbiamo avuto il buon gusto di farli partecipare per
conoscere il loro pensiero al riguardo, ovvero per metterli a conoscenza che esistono
certe opportunità, perchè, possiamo assicurare, la maggioranza di loro ignora che
esistono i corsi di formazione professionale promossi dal Governo italiano e men che meno
le prospettive che possono aprire alla loro vita... Ai Comites spetta la promozione di
queste iniziative, ai consoli di "dictare" pareri sulla loro fattibilità e di
valutare lutilità delle ricadute sulla occupazione... al Ministero del Lavoro la
competenza dei progetti e la conseguente approvazione del finanziamento... ai giovani, che
ne sono i destinatari, invece spetta ascoltare solo l eco di polemiche, molto spesso
mal riportate, secondo le quali certe iniziative sono delle vere e proprie speculazioni
che taluni enti organizzati predisporrebbero per stornare fondi dello Stato Italiano.
Nessuno si è mai chiesto se non fosse il caso di sentire anche loro... gli interessati,
su quel che vorrebbero venisse fatto per migliorare la loro partecipazione e la
conseguente realizzazione dei corsi che sono stati concepiti per offrire ( loro) migliori
prospettive di vita. Infatti si ha motivo di temere che, dopo le polemiche scoppiate per
"regolarizzarne" landamento, il prossimo anno saranno pochi gli enti
interessati a portarli avanti e non di più gli alunni disposti a frequentarli. Se non
vengono stabilite delle nuove norme, se non vengono coinvolte coerentemente le
organizzazioni rapresentative locali e stabiliti nuovi parametri e criteri di valutazione
uguali per tutti, si corre il pericolo di ricadere nellerrore di valutazione che
viene sistematicamente ripetuto per le approvazioni dei corsi di lingua e cultura italiana
ove, diciamolo pure, molto spesso i parametri non vengono rispettati cosicchè la
assegnazione dei contributi diventa uno strumento di potere ovvero di coercizione, per
imbonire o ridurre a partito... Perciò il nostro giornale ha promosso una inchiesta per
conoscere dai diretti interessati cosa ne pensano della formazione e come vorrebbero che
venisse realizzata, per raccogliere dati ed elementi che consentano di studiare una
offerta mirata, proporre progetti che possano avere delle ricadute occupazionali e magari
risolvere qualche problema locale. I quesiti hanno lo scopo di conoscere le esigenze dei
potenziali destinatari, di fornire dati e notizie tali da costituire una base di
informazioni per gli enti gestori e per i Ministeri del Lavoro e degli Esteri. Il nostro
giornale intende avviare linchiesta tra i suoi lettori compresi nella fascia di età
dai 18 ai 29 anni residenti in diversi paesi delle Americhe: 500 in Venezuela, 500 in
Brasile, 500 in Argentina, 100 in Perù, 100 in Cile, 100 in Uruguay, 100 in Colombia e
100 in Messico, 500 in Canadà e 500 negli USA. I quesiti saranno rimessi ai loro e-mail.
L importante per noi è conoscere, dopo aver sentito gli addetti ai lavori ed i
"padri"... cosa ne pensano i figli, certi che gli interessati, responsabilmente
si concentreranno sulle loro risposte o sui loro silenzi che saranno ugualmente
indicativi. Per dare fede alla nostra iniziativa e per conseguenza ai risultati, abbiamo
rivolto alla Ambasciata dItalia di Caracas linvito a partecipare
allinoltro dei formulari della inchiesta e, alla stampa italiana, di collaborare per
una migliore diffusione. Infatti, quali che siano le reazioni degli intervistati, queste
serviranno a dare un quadro della situazione e potranno suggerire agli esperti indicazioni
pratiche ed utili strumenti di deduzione.
Lo sbarco del Corriere in America Latina, se non è
amore...
Se lo chiede Basti da Tribuna Italiana di Buenos
Aires, che torna sullargomento delliniziativa del Corriere della Sera di
sbarcare qui come supplemento del quotidiano La Nación in Argentina. Come giudicare
questa iniziativa? Crediamo di poter escludere che allorigine di essa vi sia uno
sviscerato amore per noi italiani allestero che, semmai, poteva apparire credibile
negli anni cinquanta, nei primi anni della nostra emigrazione, quando la nostra maggiore
sofferenza derivava dallinsufficiente informazione italiana e il sogno di quasi
tutti noi era il ritorno definitivo in Italia. Ma oggi, dopo che la maggioranza di noi si
è integrata nella società locale e una percentuale maggiore si è fatta assorbire,
assimilare passivamente, crediamo che liniziativa possa avere un obiettivo puramente
economico (o magari economico venato di politica: in fondo 496.000 elettori costituiscono
un pacchetto di voti non trascurabile. Comunque non abbiamo elementi a sostegno di questa
ipotesi). Pertanto obiettivo economico; conquistare lettori, aumentare la tiratura,
trovare magari sponsorizzazioni, incrementare le entrate. E ci sembra che non sia
cervellotico mettere in rapporto questa iniziativa con unaltra di 23 anni fa,
partita, guarda caso, anchessa da Via Solferino di Milano, ove ha sede il Corriere
della Sera. Allora alla guida della società cera Rizzoli, noto per le sue
frequentazioni del venerabile Gelli della P2, che per sensibilizzare (o colonizzare?) la
collettività concretò loperazione con lacquisto del Corriere degli Italiani.
Ma quando vide che loperazione non era così semplice, che la collettività
"non rispondeva" e che il passivo aumentava, cessò le pubblicazioni e così
lunico risultato fu che la collettività perse una testata che era stata la voce
autentica dellultima corrente migratoria. Ora al vertice di Corsera cè un
altro grande operatore economico, lex-numero uno della Fiat Cesare Romiti che ha
rilanciato loperazione, ma in modo diverso, non acquistando una testata della
collettività, ma sbarcando con lo stesso Corriere della Sera, il giornale più diffuso
dItalia. Se lobiettivo fosse quello di far sentire aria di casa a quella
"seconda" collettività, formata dagli italiani qui residenti temporaneamente -
dirigenti, funzionari, tecnici - e magari arrivare a certi settori argentini (quelli che
contano) potremmo augurargli buona fortuna. Ma se lobiettivo fosse la grande
collettività, come può far sospettare il fatto che un rappresentante del grande giornale
italiano sta visitando in questi giorni dirigenti di scuole e associazioni della
collettività per invitarli a comprare pacchetti del giornale da distribuire ad alunni e
soci (un metodo sconcertante - ci sembra - per un giornale così importante) questa
iniziativa appare preoccupante, perché crediamo e temiamo che tutti abbiano a perdere. La
collettività anzitutto perché potrebbe scomparire, dopo il Corriere degli Italiani,
qualche altra testata, come la nostra che da tanti anni non si limita ad informarla, ma ne
documenta le opere e i giorni, ne interpreta le istanze, ne dibatte i problemi, cosa che
non farà certamente il più importante giornale dellaltra Italia, pur rovesciando
una mole di informazioni che noi non possiamo né vogliamo dare. Potrebbe perderci anche
lItalia perché loperazione Corriere della Sera probabilmente causerebbe anche
disorientamento e malessere in tanti italiani di qui che, invece di riavvicinarsi
allItalia, se ne allontanerebbero, non volendo il Corriere e non avendo più i
micro-media della collettività. E chissà che non abbia a perderci anche Corsera
rimettendoci qualche milione, come 23 anni fa ci rimise col Corriere degli Italiani.
Naturalmente vorremmo sbagliarci, preferiremmo che questi pronostici non si avverassero;
comunque ci è sembrato giusto dire la nostra opinione senza mezzi termini, perché i
lettori non si fermino alla prima impressione, ma sappiano che anche unoperazione
che viene presentata come favorevole alla collettività, può invece alla fine risultare
negativa. Come fu negativa 23 anni fa loperazione Corriere degli Italiani. Si vuole
che, dopo quella, scompaiano altre testate della collettività? Si vuole che si senta
soltanto la voce di Roma e non quelle che interpretano la collettività segnalando le
carenze della politica di Roma per noi italiani diversi? Staremo a vedere.
Novembre 1999
Chi
va, chi viene, chi ritorna
Il senatore a vita Amintore Fanfani è morto. Avrebbe
compiuto 92 anni il prossimo 6 febbraio. Fanfani era nato a Pieve San Martino, in
provincia di Arezzo, il 6 febbraio 1908. Lascia la moglie Mariapia e 7 figli. Laureatosi
in economia nel 1930, insegnò alla Cattolica di Milano a partire dal 1936. E proprio alla
CattolicEa nacque lamicizia e la stima con Dossetti. I due, che insieme a Lazzati e
La Pira furono soprannominati"i professorini", studiarono e discussero fin dal
42, il ruolo e i compiti che avrebbe poi assunto la Dc. Ecco alcuni degli incarichi
politici ricoperti: è stato segretario della Democrazia Cristiana dal 1954 al 1959;
Presidente del Consiglio nel 1954, dal 1958 al 59, dal 1960 al 63 e poi ancora
nell82-83. Forte sostenitore della Comunità Economica Europea, Fanfani è stato
Ministro degli Esteri nel 1965 e nel biennio 66-68. E entrato a far parte del
Senato nel 1968 come Presidente, carica che ha poi lasciato per tornare segretario della
Democrazia Cristiana. E stato nuovamente eletto a capo del Senato nel 1976,
rimanendo in carica per oltre sei anni. E stato Presidente dellAssemblea delle
Nazioni Unite, artefice dellapertura ai socialisti che portò alla nascita del
centrosinistra. Con Amintore Fanfani scompare un protagonista della storia italiana del
dopoguerra. Le lotte intestine nella Dc gli furono più volte fatali per la sua elezione a
Presidente della Repubblica. Dopo la sua morte Mariapia Fanfani, prendendo la parola al
termine della commemorazione celebrata in apertura della direzione del Ppi, ha lanciato un
appello affinche quanti, impegnati in politica, hanno una matrice democristiana
trovino il modo di avvicinare le proprie posizioni. "Ai democristiani Amintore diceva
sempre di restare uniti. Vorrei che oggi i democristiani si avvicinassero sempre di
piu fra loro, proprio per rispettare quella che era la convinzione di
Amintore". Mariapia Fanfani, visibilmente commossa, ha voluto ringraziare il Ppi e
quanti hanno preso parte alla commemorazione. "Trovarmi qui, oggi, in questa sala
dove Amintore ha trascorso 50 anni di vita politica, mi commuove.
Da tempo negli ambienti moderati si sussurra : "sino a quando DAntoni accetterá di fare da stampella a DAlema? E possibile che il lider dei lavoratori cattolici non senta il dovere di scendere in campo per rivendicare il passato e la storia delle forze cattoliche? Dopo le assoluzioni di Andreotti e Citaristi, sembra essere arrivato il momento di liberarsi dallabbraccio di quelli che, per tanti anni, con l inganno e la menzogna hanno relegato i cattolici alla vergogna, ricoprendoli di insulti e disonore. Milioni di cattolici sono tornati a sperare, e sperano fiduciosi che qualcuno finalmente scenda in campo a riorganizzare le loro fila. I no di D Antoni a molti sono parsi una speranza, cosi come speranza ve che Andreotti "ritorni " a ricoprire a pieno titolo il ruolo leader, con la foga e la determinazione di chi ha diritto ad essere risarcito delle ingiustizie e delle violenze subite... Dall Argentina, dal Brasile e da varie parti del Venezuela arrivano segnali di riscossa, lettere a Flaminio Piccoli ed ai suoi, rimasti fedeli alla dc di Sturzo e di De Gasperi... Ma anche a Roma si parla di un Movimento popolare pronto a riunirsi intorno a uomini di centro come Andreotti, DAntoni, Piccoli: sono per lo più cattolici che, colpiti nell onore, hanno preferito, durante questi anni, parcheggiare il loro voto nei dintorni ... o attendere un grande ritorno
Corsi di
Formazione
Solo un giovane su cento dice di esserne a conoscenza
Primi risultati dell inchiesta condotta presso le comunita italiane
dAmerica
LInchiesta - Il problema dei corsi di formazione professionale è stato in un
certo qualmodo già affrontato, è stato scritto che data la importanza
dellargomento e delle ricadute sulla occupazione dei nostri giovani dobbiamo essere
cauti, dato che è certezza collettiva che chi si agita lo fa per migliorare un servizio e
non certo per tirare a sopprimerlo. Abbiamo detto e scritto che siamo per la trasparenza,
per stabilire criteri e definire formule che siano valide per tutti, abbiamo detto che
dobbiamo sentire anche loro: "i giovani" coloro che si dovrebbero avvantaggiare
della formazione, che dobbiamo sentire anche e soprattutto i Comites, i rappresentanti
locali della Comunità, coloro che conoscono le realtà locali e che meglio di ogni altro
possono suggerire quale iniziativa formativa possa effettivamnete favorire (localmente) in
temini occupazionali, i nostri connazionali. Abbiamo voluto essere propositivi, dar vita
ad una inchiesta tra 3000 giovani per conoscere direttamente dagli interessati cosa ne
pensano e come ritengono che possono giovarsi di questa grande opportunità.
Linchiesta alla quale è stata invitata a partecipare anche la nostra Ambasciata si
è poi realizzata con la collaborazione di tecnici del monitoraggio, di esperti di corsi
di formazione e di rappresentanti della comunità. I quesiti sono riportati nella tabella
allegata.Il termine per acquisire le risposte è stato fissato per i primi di dicembre,
dopo di che i dati saranno trasmessi ad una società di monitoraggio che provvederà a
ordinarli e ad interpretarli. Dalla analisi delle prime risposte un dato colpisce per la
sua uniformità ed è quello che riguarda la mancanza assoluta di conoscenza da parte dei
potenziali interessati dell esistenza dei corsi. Tra qualche settimana i risultati
saranno noti ed ognuno potrà interpretarli: auspichiamo possano essere utilizzati per
trarne iniziative utili per la comunità.
A proposito di: ".. a quando in
Venezuela?"
La redazione - Qualcuno ha scritto che anche in
Venezuela cè il sospetto che qualcosa non sia chiaro. Noi diciamo che per prima
cosa deve essere chiarita lassegnazione, contro il parere del Console Generale, di
due corsi di formazione a Caracas; la seconda l assegnazione a Maracaibo di un corso
di formazione ad un ente gestore sconosciuto, la cui specializzazione non sembrerebbe
rispondere a specifiche richieste locali... Molti si augurano che il Comites di Maracaibo
voglia aprire una inchiesta e far conoscere risposte concrete alle perplessità sorte tra
la comunità, che voglia approfondire, anche con le autorità locali, le possibili e
concrete ricadute occupazionali che quel corso produce sui partecipanti, che si rendano
noti i nominativi degli aspiranti partecipanti, le materie del corso, gli insegnanti, le
norme e le modalità per potervi partecipare... e ciò anche per non contraddire quanto è
stato richiesto ad altri enti gestori e fare in modo che il rigore imposto ad "uno
" sia quanto deve essere richiesto a tutti gli altri..Daltra parte, quando si
opera con trasparenza, non si devono temere controlli: l importante è farli
rispettando le reciproche autonomie e l altrui dignità.Insomma ci si augura che
finalmente i criteri operativi da seguire siano uguali per tutti, che non si seguiti a
fare due pesi e due misure, che si possa cancellare il sospetto di prevenzioni preconcette
che, fino ad oggi, è prevalso nei confronti di alcuni enti gestori.
Corriere della Sera - I problemi degli
"altri" visti da lontano...
di Vitaliano Vita - Sul Corriere della Sera
uscito il 22 c.m a Buenos Aires, scrive Rocco Cotroneo che "laustero presidente
De La Rua è alla prese con crisi e dollaro...i pesos son finiti, hombre!" annuncia
scherzosamente. "Povera Argentina: adesso i pesos del Governo non bastano più
nemmeno a pagare le bollette delle sedi diplomatiche allestero.Una figuraccia
internazionale a sole due settimane dal cambio della guardia alla Casa Rosada. Mercoledi
10 novembre lAmbasciatore in Bolivia, Zelmira Regazoli si è vista tagliare l
acqua persino a casa sua e si è attrezzata con secchi e bottiglie; altri suoi colleghi in
Francia ed in Gran Bretagna, hanno messo mano al portafoglio per evitare il black out
totale di luce, gas e telefono: il fatto è che le casse dello stato argentino sono
disperatamente vuote... ed è questa la situazione che il nuovo presidente, Fernando de la
Rua, eredita dal suo predecessore Carlo Menem...." Piu avanti spiega ancora l
articolista: "la cura ha avuto effetti devestanti sulla occupazione e sulla
disuguaglianza. Il tasso ufficiale dei senza lavoro è oggi al 14,5%, contro il 6% dei
primi anni 90. Oggi un argentino su 4 è ufficialmente povero... lo stesso è
avvenuto con il deficit pubblico ed i debiti con l estero più che raddoppiati in
dieci anni..." Una situazione seria quella descritta dal Corriere della Sera che non
poche perplessità ha sollevato tra i connazionali che vivono in Argentina, che, non
avendo captato questa triste realtà, vivevano spensierati e pieni di progetti, mentre,
laltro giorno, svegliandosi, si sono accorti che con larrivo del Corriere
della Sera erano diventati poveri e, quel che è peggio, pieni di debiti ... da
ammortizzare nel futuro, da scaricare sulle spalle dei loro figli e delle nuove
generazioni. Una grossa delusione apprendere che da aspirante grande potenza
lArgentina era retrocessa a paese terzomondista, preso nelle spire di una povertà
galoppante immersa nel debito pubblico e asfissiata dallindebita-mento estero. Anche
ai meno eruditi però certe affermazioni non hanno convinto in particolare perchè nella
intervista riportata a ridosso dellarticolo, il Corriere si è lasciato smentire da
un imprenditore di riconosciuta esperienza, che di conti e contabilità dovrebbe
intendersene per gestire gli interessi di migliaia di operai ed amministrare miliardi di
fatturato. Infatti di diverso avviso è Luigi Pallaro, settantenne, industriale, già
presidente della Camera di Commercio Italo Argentina, Presidente in carica del Comites di
Buenos Aires, esponente cattolico, preparato e serio, il quale, intervistato sulle
preoccupazioni manifestate dall articolista circa la situazione economica argentina,
risponde assicurando: "non cè ragione per mollare: questo paese resta un paese
unico... straordinario per risorse ed opportunità..." mentre, circa le
preoccupazioni per linfluenza del legame peso - dollaro nelle esportazioni, Pallaro
rassicura: " lArgentina ha risorse enormi nella vendita dei prodotti a valore
aggiunto (prodotti agricoli)". Una intervista telefonata, quella di Pallaro, che
smentisce quanto affermato nellarticolo principale, sicchè cè da chiedersi
perchè creare tanto allarmismo, se è stato previsto che il tutto deve rientrare?
Larticolo forse contiene un messaggio politico... che forse sarebbe meglio non
giungesse mai a chi governa una comunità che ospita un numero tanto elevato di
connazionali... Anche il taglio dellarticolo, quando descrive le ristrettezze di
Ambasciate e Ambasciatori come se toccasse allo stato argentino il pagamento delle
bollette della luce e del gas dei suoi diplomatici, è sensazionalista, gratuitamente
polemico non favorisce certamente lapproccio tra gli italiani residenti e la
collettività locale. Denota che i problemi delle comunità italiane vengono trattati in
modo superficiale, affidati talvolta a persone che non sempre sono predisposte a trattare
i problemi concreti altrui, problemi che molto spesso richiedono una sensibilità
particolare, un senso di responsabilità che nasce dalla conoscenza profonda delle
situazioni locali, dal viverli in prima persona. Non si tratta quindi di limitare la
libertà di stampa di nessuno, solo di ragionare, di esaminare se certe considerazioni
sono opportune, se effettivamnete rispondono ad una linea giornalistica volta a tutelare e
favorire la posizione dei nostri connazionali all estero...anche perchè non ci
sembra che una strategia del genere sia stata studiata, che siano stati delineati gli
obiettivi ed i risultati che si vogliono raggiungere.
Il nostro
impegno
di Sergio Bindi
Il Governo D Alema scricchiola...qualcuno parla di elezioni anticipate e tutti i
sondaggi vedono in evidenza il polo. Non sappiamo cosa accadra nei prossimi mesi nella
politica italiana: nemmeno con una sfera di cristallo sarebbe possibile prevedere se
lUlivo 2 decollerà; se il Trifoglio imporrà la sua volontà o se Veltroni
continuerà ad insidiare DAlema per rendergli la pariglia di quando era a Palazzo
Chigi con Prodi e qualcuno manovrava per farli fuori dal Governo. Comunque che il Polo sia
in salute lo dicono in molti compresi i quotidiani non certo amici di Berlusconi. Che
DAlema, invece, abbia accentuate sofferenze lo accenna anche il Corriere della
Sera...Quindi é probabile che alle prossime elezioni politiche in Italia vinca il Polo
che ha visto il suo gruppo ampliarsi con la ricostituita Democrazia Cristiana di Flaminio
Piccoli. Consigliamo perciò di essere cauti nello sposare acriticamentecerte cause. Per
esempio gli indirizzi del prossimo Governo potrebbero cambiare e certi matrimoni
potrebbero risultare poco fortunati se non addirittura dannosi. Intanto noi continueremo a
tutelare in tutte le sedi ed in tutte le occasioni gli interessi degli italiani residenti
allestero. Ognuno quindi, faccia la sua parte, con... juicio.
Dicembre 1999
Impossibile valutare il numero dei morti e dei
sinistrati nello Stato Vargas
Isolati tutti i municipi della Regione per lo
straripamento di 22 fiumi e trenta canaloni. Nellordine di miliardi le perdite
materiali. Episodi di sciacallaggio nelle prime ore del mattino.
Incuantificable la cifra de muertos y de damnificados en el estado Vargas
Apenas al inicio de la autopista Caracas-La Guaira puede apreciarse
la magnitud de la tragedia. Más de 24 horas de lluvias continuas acabaron prácticamente
con el estado Vargas. Se desbordaron 22 ríos y más de 30 quebradas y, así, de un sólo
golpe, murieron cientos de personas y otras miles quedaron sin hogar. Las pérdidas
materiales, producto del colapso, se calculan en varios millardos de bolívares. Para los
organismos de rescate y seguridad, es prácticamente imposible estimar con precisión el
número de personas que perdieron la vida o sus hogares, pues todas las parroquias de la
región, desde Catia La Mar hasta Caruao, están incomunicadas. No hay contacto alguno
entre los grupos de rescatistas que trabajan desde la madrugada de ayer para atender la
emergencia. Voceros del cuerpo de bomberos informaron que desde la noche del miércoles no
hay servicio telefónico ni de energía eléctrica. Paradójicamente, tampoco hay agua en
las redes de tuberías.
Dallinizio dellautostrada Caracas La Guaira le dimensioni della
tragedia appaiono in tutta la loro immane gravità. Più di 24 ore di pioggia continua
hanno spazzato via lo StatoVargas. Lo straripamento di 22 fiumi e di 30 canaloni ha
causato la morte di migliaia di persone. Superiore la cifra dei senza tetto. Le perdite
materiali prodotte dal collasso sono nellordine di miliardi di dollari. Per gli
organismi della sicurezza e della protezione civile è praticamente impossibile fornire
con precisione il numero delle persone che hanno perso la vita o le loro case, in quanto
tutte le vie di comunicazione ai municipi della zona, da Catia la Mar a Carua, sono
rimaste interrotte. Non vi è contatto alcuno tra i gruppi di salvataggio che lavorano fin
dalla notte di ieri per far fronte allemergenza. Interrotti anche i servizi
telefonici ed elettrici. Paradossalmente manca anche lacqua. La rete in fibra ottica
della Cantv (Compagnia dei telefoni) è stata distrutta sui tratti autostradali che hanno
ceduto sotto limpeto delle precipitazioni: in conseguenza le comunicazioni
interurbane, con alcune eccezioni, si sono interrotte, mentre le chiamate internazionali
si effettuano via satellite. Paralizzata anche la rete dei telefoni portatili. In Viale
Soublette, principale arteria stradale dello Stato Vargas, si contano decine di
smottamenti e crolli, dovuti allo straripamento dei fiumi e dei canali. Stando alle
informazioni somministrate dalle autorità dei vigili del fuoco i ponti di Piedra Azul,
Tanaguaremos e La Guzmania sono crollati. Testimoni oculari fanno risalire linizio
della tragedia a poco dopo la mezzanotte, ma nessuno è in grado di dire quale sia la zona
maggiormente colpita. Solidarietà anche dalle comunità italiane. Toccante messaggio del
Segretario Generale del CGIE, Franco Narducci ed appello ai membri del CGIE per
contribuire ad alleviare i danni subiti in Venezuela. Parole di solidarietà anche da
Antonio Macrì Vice segretario CGIE, area America Latina, che auspica una pronta ripresa.
Sebbene si osservino vari elicotteri e velivoli della Forza Aerea e della Guardia
nazionale sorvolare la zona, questi sono impossibilitati ad atterrare presso il
distaccamento della Guardia nazionale di Maiquetìa, una delle basi di operazione degli
organismi di sicurezza, a causa della scarsa visibilità. E la pioggia continuava a cadere
ancora ieri pomeriggio. Almeno una dozzina di container di merci giacenti nei piazzali del
porto di La Guaira sono stati spazzati via dalla crescita dei fiumi e trascinati fino al
mare dove varie famiglie di sinistrati si sono dedicate durante tutta la giornata a
raccogliere qualsiasi oggetto di valore nonostante la pioggia persistente. In serata circa
1000 sinistrati sono stati portati via aerea a Valencia (Stato Carabobo) ed alloggiati in
un rifugio.
Gennaio 2000
Ore drammatiche nello Stato Vargas
Inondazione!
Il disastro di fine secolo
Non possiamo aggiungere molto a quanto è stato scritto nella precedente edizione, solo
aggiornare qualche dato per tranquillizzare almeno familiari parenti ed amici dei
connazionali che vivevano nello stato Vargas, la località piu colpita dall
alluvione. Stando alle dichiarazioni della nostra Ambasciata tra i moltissimi dispersi,
circa 40 mila, pochi sarebbero gli italiani residenti di cui non sia hanno notizie. I
connazionali censiti come residenti abituali, nello stato Vargas, sarebbero circa 1500,
ma, secondo il nostro rappresentante consolare locale, molti di più. La verità si saprà
presto, quando si saranno ultimati i riscontri che le nostre autorità cercano di portare
a termine nel più breve termine. Comunque tra i 200.000 rimasti senza tetto, consistente
sarebbe il numero dei connazionali e delle imprese italiane rimaste danneggiate. Il
presidente Hugo Chavez, nella sua divisa di comandante dei paracadutisti dirige
personalmente, "in loco", le operazioni di soccorso, controllando l
assistenza ai sinistrati ed il loro trasferimento in altre località, mischiandosi con la
gente e portando loro il conforto e la promessa di aiuti ed interessamenti sostanziali.
Importanti sedi militari e civili a Caracas ed in altre località del paese sono state
messe a disposizione dei sinistrati, mentre è stato istituito un ponte aereo per
trasferire i superstiti nelle località dove parenti ed amici si sono offerti di
ospitarli. Il presidente Hugo Chavez ha rivolto un messaggio ai proprietari di terreni
incolti, perchè li pongano a disposizione degli alluvionati in cambio di una adeguata
indennizzazione da parte dello Stato. Lo spettacolo è desolante, con il ritiro delle
acque una coltre di terra e detriti ricopre le località alluvionate dalle quali emergono
di tanto in tanto case diroccate o i tetti di quel che furono le accoglienti case del
litorale. Vargas è sepolta sotto una spessa coltre di terra pietrificata dal sole. I voli
civili sono stati interrotti e gli aereoporti, nazionale ed internazionale, destinati ad
ospitare i superstiti sino al dislocamento per il quale è stato istituito un ponte con le
diverse località del paese. Con il passare delle ore è sempre minore la
possibilità di trovare in vita i superstiti. In alcuni casi rimane la speranza che gli
assenti allappello possano essere scampati al disastro perchè fuori dal paese.
Scene di dolore strazianti seguono al riconoscimento dei cadaveri da parte dei parenti:
grida sconsolate di chi vede morire l ultima speranza! Sul volto della gente si
legge la disperazione di chi si sente solo, di chi ha perso la famiglia ed ogni suo avere,
di chi si chiede: "perchè proprio a me doveva capitare questa tragedia?" In
verita la gente scampata alla inondazione ha aperto le porte della propria casa alle
vittime del disastro in ogni modo, con donazioni, con aiuti in danaro, offerte di lavoro
ed ospitalità. Una catena di solidarietà sentita a dimostrazione che il peso della
tragedia è stato grande e nessuno è rimasto insensibile al disastro. Dal canto nostro la
comunità si sta attivando per raccogliere aiuti sia a favore del paese che dei
connazionali rimasti maggiormente colpiti, mentre Comites, Cgie ed altre istituzioni hanno
aperto una campagna di sensibilizzazione verso politici e parlamentari perchè siano presi
provvedimenti adeguati a favorire una ripresa del paese e per evitare che le conseguenze
del disastro possano creare altri danni alla salute pubblica. Il Presidente Chavez ha
raccolto e trasferito nella residenza del palazzo presidenziale il bambino rimasto senza
genitori e parenti (scomparsi nellalluvione). Intanto, dopo i telegrammi di
solidarietà pervenuti da tutti i capi di stato del mondo, si è aperta una specie di gara
per far pervenire aiuti concreti al Venezuela. Fidel Castro ha inviato aerei con beni di
prima necessità, gli Stati Uniti hanno messo a disposizioni danaro, derrate e mezzi
tattici; anche lItalia ha disposto un primo aiuto di mezzo milione di dollari,
mentre il Papa e la Cei, per mezzo del Cardinale Ruini, hanno stanziato un milione di
dollari. I nostri rappresentanti Comites e Cgie, si stanno adoperando perchè gli aiuti
del nostro paese siano proporzionati al numero dei connazionali residenti in Venezuela ed
alla generosità che questo paese ha sempre avuto nei confronti degli emigrati italiani.
Una delegazione di trenta stagisti italovenezuelani, in Italia per ultimare un corso di
specializzazione in agricoltura biologica condotto dallEfal e lOdici di
Porlamar, ha chiesto di esser ricevuta dal Presidente del Consiglio DAlema e dal
Capo della opposizione Berlusconi, perchè il Parlamento italiano predisponga aiuti
straordinari per il Venezuela. Il nostro rappresentante nel Cgie, Vitaliano Vita, in
Italia per lavoro, a conoscenza della tragedia, si è tenuto costantemente in contatto con
la nostra redazione per avere notizie dirette e per conoscere lo stato dei nostri
connazionali, sollecitando i colleghi dei Comites ad assumere iniziative in favore dei
connazionali sinistrati. Ha poi richiesto al Segretario Generale Narducci ed ai colleghi
del CdP del Cgie di destinare a favore dei danneggiati, gli esuberi del bilancio 99 del
Consiglio Generale degli Italiani all Estero. Ha richiesto inoltre ai membri della
VI Commissione del Cgie di voler intervenire presso i presidenti delle Regioni italiane,
perchè predispongano interventi straordinari a favore dei corregionali sinistrati che
volessero ritornare in patria. Linvito ad una raccolta è stato rivolto dal Comites
di Caracas ai colleghi degli altri Comites sparsi nel mondo, perchè, in nome della
solidarietà, suggeriscano mezzi ed iniziative per alleviare il dolore e i danni subiti
nel disastro di fine secolo dai nostri connazionali. Il Comites di Caracas in persona del
suo Presidente, Moceri, ha richiesto ai Comites di Tutto il mondo un contributo di mezzi e
suggerimenti per alleviare la tragedia che incombe sui nostri connazionali.
Emigrazione e solidarietà: è lora
della verità
Cgie e Comites di Caracas attivi nella tragedia.
Molte le risposte istituzionali, scarse quelle del Cgie agli appelli ed ai messaggi
inviati. Una delegazione di giovani italo - venezuelani, in Italia per uno stage di
formazione Odici - Efal, fa appello al presidente del Consiglio dei Ministri ed al capo
dellopposizione perchè lItalia si mostri generosa con un popolo che ha sempre
privilegiato gli emigrati. italiani.
Una delegazione di italiani residenti in Venezuela composta da Marco Porta,
responsabile dellOsservatorio per la Diffusione dellInformazione e della
Cultura Italiana (ODICI), da Massimiliano Simoncini, Coordinatore dei corsi di Formazione
Efal, dallarchitetto Tamara Coppola, presieduta da Vitaliano Vita, membro del
Consiglio Generale degli Italiani allEstero, ha chiesto un incontro, urgente, con il
Presidente del Consiglio On. Massimo DAlema, con il capo dellopposizione, On.
Silvio Berlusconi, e con i Presidenti di Camera e Senato, Violante e Mancino, per
illustrare la drammatica situazione determinatasi in Venezuela a causa della tragica
alluvione. La delegazione, che opera in coordinamento con il Comites di Caracas ed altre
organizzazioni del Volontariato, ad iniziare dalla Caritas, intende sollecitare sia
linvio di aiuti per lemergenza, sia concreti atti di solidarietà da parte
dellItalia per contribuire al ritorno della normalità nelle zone
colpite."Prendiamo atto - ha dichiarato Vitaliano Vita - del primo pur modesto
intervento da parte italiana. Ci auguriamo sia solo linizio. Il Venezuela infatti ha
ospitato ed ospita ancora centinaia di migliaia di italiani che, non trovando lavoro 0
concrete prospettive per il futuro, in Patria, emigrarono in un tempo non lontano .
Aiutare quindi il Venezuela significa aiutare chi ha accolto ed accoglie tanti nostri
connazionali, molti dei quali possono riacquistare la cittadinanza grazie alla nuova
Costituzione varata la scorsa settimana dal Governo del Presidente Chavez, in accoglimento
di una antica richiesta degli italiani residenti."
Nasce o non nasce la sinistra riformista?
Il congresso dei DS è stato fortemente condizionato dalla
crescita del Polo (stimato oltre il 50%) e dalla richiesta provocatoria di Parisi di
sciogliere i partiti della maggioranza per fare il partito unico della sinistra
progressista, un partito per rimettere in discussione "tutto": leader ship
politica, governativa e sindacale, che accomuni le risorse strutturali ed economiche,
sindacati compresi ed incluso Prodi e Tonino: insomma i democratici. Un congresso
condizionato dallo spirito del Cavaliere e dalle picconate volpine di Cossiga che,
prevedendo il "redde rationem", ha preferito al freddo del lingotto "altre
riunioni interessanti..." Invece del partito unico è nata la triplice (Cofferati,
Dalema, Veltroni)! Gli ammonimenti di Cofferati hanno richiamato all ordine
Governo e politici ai quali è stato ricordato chi è il "padrone del vapore",
(delle risorse e delle strutture, della macchina che produce consensi). Perciò altro che
partito unico, al massimo una triplice (Cofferati Dalema Veltroni,) ma per scendere in
piazza a contrastare "i referendum di Pannella". Inatti per come si sono svolte
le cose dopo il richiamo di Cofferati, si è avuta la sensazione che proprio quello fosse
il messaggio: insieme ,uniti a noi ed alle nostre strutture ma per scendere in piazza a
difendere "il bene comune!" e l ha capito il Ministro del Lavoro Cesare
Salvi che si è affrettato a rassicurare che il Governo difenderà le libertà
sindacali... Chiarita la questione del partito unico,il resto è stato un tentativo di
regolar conti dentro e fuori il congresso .Poi, fiutati gli umori e le reazioni si è
preferito ricercare equilibri (matematici), necessari al mantenimento delle posizioni
acquisite. Tanto che a fine congresso Cofferati, notevolmente rafforzato, ha commentato
riferendosi un pò a tutti ..."è stato un buon congresso dove si sono confrontate le
opinioni di tutti", come dire sono state ascoltate anche altre opinioni! Per il resto
abbiamo assistito a tecniche ed arguzie politiche, ma non sono mancate ingenuità
clamorose che hanno favorito il più scaltro, che, è riuscito a rimontare in sella
chiudendo il congresso sentenziando (alla stregua dei Grandi) che rimarrà al suo posto
(Governo) sintanto che diversamente, non lo disporrà il popolo Ds. Quindi per Parisi ed
altri ...le risorse Ds non si toccano, ad ognuno il "suo"... se mai una
federazione politica dei partiti che sostengono la sinistra, ma solo per ridimensionare,
per valutare le singole posizioni sulla base dei rispettivi apporti...Un congresso che fa
contento Veltroni, che conserva il suo posto, che indebolisce la coalizione governativa,
ma che consente a DAlema unaltra proroga. Allesterno il Congresso dei Ds
lascia pensosi Asinello e Popolari mentre il Trifoglio di Cossiga rimane in attesa di
vedere corriposte le sue richieste, e poter quindi definire la durata dellappoggio
al Governo. Non ha convinto limmagine descritta da Veltroni di un Berlusconi nella
veste di mostro ovvero di pubblica calamità, anche perchè troppo note sono le ragioni
che lo indussero a scendere in campo. Non convince e crea perplessità il sistema politico
scelto per alimnetare la polemica democratica. Il congresso ha riconfermato il consenso
alla istituzione di una commissione su mani pulite che può costituire un elemento della
ripresa del dialogo politico soltanto se non verrà sottreatta al Parlamento la competenza
e se non sarà privata delle prerogative che caratterizzano le commissioni parlamentari.
Infine se si vorrà cancellare il sospetto che tale decisione è stata formulata solo per
tenere buono il trifoglio, si dovrà renderla operante in tempi brevi, diversamente il
congresso di Torino avrà promesso molto, detto poco e risolto meno.
Fuori il Rospo - commenti di Gaetano Cario
Il mistero delle grandi testate italiane allestero.
Lassalto allinformazione diretta alle comunita
italiane di Venezuela ed Argentina portato da alcune grandi testate italiane, seguita a
sollevare perplessità e preoccupazione da parte di alcuni organi dinformazione
della emigrazione, preoccupati per la loro sorte, ma anche da quel che effettivamente può
nascondere questo improvviso amore per gli italiani allestero, (un patrimonio
culturale loro, coltivato per anni, sviluppatosi all ombra della loro informazione,
delle loro opinioni e delle loro critiche...) La diffidenza creata da questo
incomprensibile, improvviso interesse per i loro lettori, è causa di gelosia e di
umano risentimento, aggravato dalla consapevolezza delle immani differenze, dalla diversa
considerazione, dagli aiuti che ora, per loro, sembrano arrivare da ogni parte e
propiziato da autorità e politici sempre interessati ai buoni rapporti con la stampa
importante. Immani differenze:da un parte professionalità milionarie e mezzi
miliardari,dall altra stenti e precarietà. Da una parte alchimie per quadrare i
conti,salti mortali per catturare pubblicità ed abbonamenti,dallaltra onori senza
oneri, abbonamenti pronti e niente spese, niente tasse , niente investimenti!Bella è la
vita sembra gridar loro il direttore dell Eco d Italia di Buenos Aires,
Gaetano Cario, in un articolo letto per voi dalla agenzia Inform del 21 u.s. Il lancio
sulla piazza argentina de "La Repubblica" scrive Cario, è avvenuto nel Circolo
Italiano. Un declassamento rispetto a quello de il "Corriere della Sera" che,
invece, si è svolto nientemeno che nella nostra Ambasciata davanti al doppio di invitati
fra i quali moltissimi esponenti della nostra collettività che hanno brillato per la
loro assenza in quello del quotidiano concorrente. Eppure "La Repubblica"
è, praticamente, il portavoce di quella maggioranza che oggi governa lItalia ed è
uno dei sostegni mediatici più battaglieri del governo bis di DAlema. Non solo, ma,
secondo le informazioni fornite dallo stesso quotidiano, vende molto di più del giornale
milanese: il secondo giorno è andato letteralmente a ruba, fino allesaurimento di
tutti gli esemplari in edicola, venticinquemila contro i poco più di diecimila venduti
dal "Corriere". Perché allora, una così fredda accoglienza da parte del nostro
associazionismo e delle autorità diplomatiche? Lambasciatore, infatti, è rimasto
zitto, a differenza del discorso pronunciato in occasione del lancio del quotidiano di via
Solferino. Per dovere di cronaca, diremo che la riunione svoltasi al Circolo Italiano ha
visto la partecipazione di circa duecento persone a fronte delle quattrocento accorse per
la presentazione del "Corriere" nella nostra sede diplomatica. Cerano,
sì, il nostro ambasciatore, come abbiamo detto, il console generale in Buenos Aires e
alcuni imprenditori italiani, ma non i massimi calibri della nostra collettività. In
compenso era ben nutrita la rappresentanza del mondo politico argentino, dal
vicepresidente della Repubblica, "Chacho" Alvarez, al capo del governo della
città di Buenos Aires, Enrique Olivera, dal presidente del Consiglio della capitale,
Anibal Ibarra, allex ministro dellEconomia, Domingo Cavallo. Dice Cario"
nel corso di questa cerimonia alcuni amici mi hanno chiesto se noi, editori di periodici
di collettività, soffriamo per questa "invasione" di prestigiose testate
italiane e se questa concorrenza finirà per obbligarci a chiudere i battenti. La loro
curiosità ci ha offerto lopportunità di rassicurarli. Se abbiamo pubblicato delle
critiche per la loro apparizione non è a causa della concorrenza sul piano strettamente
giornalistico dato che noi e loro operiamo, almeno finora, su piani ben separati: noi
informiamo sulla vita della collettività, su quella delle associazioni e dei singoli
componenti della comunità, facciamo da ponte con le autorità diplomatiche e consolari
mentre loro, grazie al maggior numero di pagine di redattori e opinionisti raccontano con
maggiore profondità ciò che succede nel nostro Paese. Le nostre critiche hanno come
bersaglio la concorrenza sleale sul piano economico perché questi giornali vengono
praticamente regalati cosa che noi, per ovvie ragioni, non possiamo assolutamente fare. Ed
è proprio questa "generosità" che desta un sospetto: quello che questa
operazione, in pura perdita, sia finalizzata non tanto a informare la nostra comunità
bensì a ottenere dal governo dei contributi miliardari che lo stesso governo ha sempre
elemosinato a noi stampa italiana nella diaspora. Ci duole che, dopo una vita dedicata,
con grandi sacrifici e considerevoli sforzi finanziari, a mantenere informati i nostri
connazionali, essere stati snobbati sia da queste aziende editoriali che avrebbero dovuto
avere almeno il tatto di informarci ed, eventualmente, consultarci su una possibile
collaborazione, sia da parte del governo che ci ha sempre trattati come dei paria.
Nella riunione al Circolo Italiano, qualcuno, vicino a "La Repubblica", ci ha
raccontato che nei primi giorni di vendita il successo è stato superiore alle
aspettative: nelle edicole non è rimasta una sola copia delle venticinquemila stampate.
Anche al "Corriere" squilli trionfalistici di tromba, di copie ne vendono
ventimila. Di fronte a queste cifre, che rivelano linizio di una lotta
allultimo sangue per la conquista della magra clientela, abbiamo espresso i nostri
dubbi. Fra i due quotidiani si venderebbero, in Argentina, quarantacinquemila copie. Più
delle quarantamila che la sola "Repubblica" vende a Milano, la metropoli
lombarda con più di un milione di abitanti e che, ogni giorno feriale riceve centinaia di
migliaia di pendolari dalla provincia. Cifre esagerate, secondo noi, se pensiamo che il
"Corriere degli Italiani", il quotidiano fondato dal compianto Ettore Rossi e
stampato qui a Buenos Aires, quando fu acquistato dalla Rizzoli, alla fine degli anni
settanta e, cioè, quando la collettività era, numericamente, tre volte quella di oggi,
quando non cera ancora RAI International, riusciva a vendere solo poco più di
diecimila copie. (Gaetano Cario* ). Per svelare il mistero, tra le cose
dette e non dette, rimane da chiarire se nel numero delle copie denunziate in Italia, gli
editori inseriscono anche le copie stampate allestero, allora si che sarebbe un
"buen negocio", altro che operazione a perdere come qualcuno ha dichiarato.
Si ricorderanno, poi, dei nostri connazionali?
di Ottavio Pattarino - Corriere di Caracas
CARACAS - LItalia è sensibile al
momento di difficoltà in cui si dibatte il Venezuela. Lo confermano non solo gli ingenti
stanziamenti disposti dal governo italiano per far fronte alla grave emergenza che
affronta il paese dopo il cataclisma che lo ha colpito, ma anche la missione che il ministro degli Esteri italiano Dini ha affidato
allambasciatore Ludovico Incisa di Camerana, già rappresentante del governo
italiano presso quello venezuelano nel lontano 1985 ed al consigliere dambasciata
Paolo Legnaioli, che in Venezuela ricoprì lincarico di console generale. Mentre il
primo, pur non ricoprendo allinterno del ministero alcun incarico specifico, è
persona che gode della fiducia del ministro degli Esteri, il secondo opera oggi nel campo
della Cooperazione, settore attraverso il quale verranno canalizzati gli aiuti disposti
dal governo italiano ed i cui lavori saranno materialmente affidati alle Ong
(organizzazioni non governative). Si tratta, per chi non lo sapesse, di strutture senza
fini di lucro che operano principalmente attraverso il volontariato, fiorite
rigogliosamente (chissà mai perché) allombra di patronati, sindacati ed
organizzazione politiche. La missione dellAmbasciatore Incisa e del consigliere
Legnaioli è finalizzata ad individuare, da una parte, in sintonia col governo venezolano,
le aeree di intervento e dallaltra sondare opinioni e suggerimenti della
collettività organizzata. In tale contesto si è svolta nella sede del Comites
unassemblea straordinaria presieduta dal dr. Michele Moceri alla quale hanno
presenziato, oltre ai due diplomatici, il console generale dr. Trabattoni, il console
Cutillo, il primo segretario dr. Curcio, membri del Comites, il presidente della Faiv
(Federazione dei centri sociali in rappresentanza di varie decine di migliaia di
associati), quella di Fedeciv (organizzazione sportiva della Faiv), rappresentanti della
stampa ed altri invitati speciali. Il dr. Incisa ha svolto un articolato intervento per
illustrare i termini ricognitivi della missione affidatagli. Lintervento è stato
seguito da un dibattito durante il quale è emerso, in prima istanza, il patente disagio
della collettività a fronte dellinsufficiente visibilità che gli ingenti aiuti
italiani hanno avuto nel contesto dellinformazione venezolana, a fronte di quelli
erogati da altri paesi che, pur avendo dato parecchio di meno, sono assurti con maggior
rilievo e clamore agli onori delle prime pagine. Senso di disagio ammesso, sia pur con
molta.... diplomazia, anche dalle nostre autorità che si sono comunque dette certe che
lapporto italiano troverà, quanto prima, una giusta collocazione nella gara di
solidarietà verso il Venezuela, beneficiario ultimo come nazione delle diverse donazioni.
Benché nel messaggio di solidarietà che il ministro Dini ha inviato a mezzo
dellambasciatore Incisa si facesse menzione di "una particolare attenzione nei
riguardi della collettività italiana", in concreto si è dovuto constatare che non
è stato stanziato dal governo alcun aiuto specifico, se non il normale sussidio una
tantum previsto dalla legge per i connazionali in stato di bisogno.Specificatamente il
Consolato per gli italiani di passaporto ha erogato lequivalente a Bs. 330.000 per
ciascuno dei nuclei familiari alluvionati che ne hanno fatto richiesta (120 circa in
totale), Con lesercizio finanziario del 2000 sussidi di pari importo potranno essere
erogati, in caso di bisogno, ad ogni componente del nucleo familiare. Eventuali sussidi
straordinari aggiuntivi, previo assenso del ministero, potranno essere erogati in casi
particolari sempre e quando riuniscano caratteristiche tali da giustificare tale
intervento. Facendo quattro conti, una famiglia alluvionata di quattro persone può al
massimo aspirare allequivalente di 1.650.000 bolivares (pari a circa 5 milioni).Un
po pochino per chi ha perduto magari casa, fonte di lavoro, suppellettili e capi di
abbigliamento. Tenendo conto che il costo della vita venezuelano equivale oggi ad almeno
due volte quello vigente in Italia ci si rende conto dellinadeguatezza di un aiuto
che dovrebbe essere invece considerevolmente più consistente. Ma a quanto ci è stato
fatto capire questo è quanto prevede la legge in materia di sussidi (anche se poi vengono
spese sul medesimo capitolo decine di milioni per pagare la cauzione al governo americano
per liberare la terrorista Baraldini dalla grinfie della severa giustizia americana).
Esaurite le erogazioni diciamo "di legge" questi nostri sfortunati connazionali
potranno realisticamente solo sperare nellaiuto degli altri connazionali qui
residenti. E diventato ormai un luogo anche troppo comune, che gli italiani
allestero costituiscano "una risorsa per lItalia", che siamo gli
insuperabili ambasciatori del Made in Italia, che siamo bravissimi, che siamo
insostituibili, che abbiamo fatto meraviglie ovunque siamo presenti, che siamo
"indispensabili" per il successo della politica italiana nel mondo, e via
sviolinando. E nessuno perde occasione per venircelo a ripetere. Ma quando alle parole
debbono seguire i fatti, allora fanno capolino una miriade di leggi, leggine, legacci e
legacciuoli che limitano e circoscrivono gli interventi del governo di turno. Per cui i
numerosi esponenti della collettività organizzata convenuti nella residenza
dellambasciatore Pennarola - pur apprezzando i complimenti dellambasciatore
Incisa per loperato della nostra collettività - avrebbero maggiormente gradito
lannuncio di più concrete e più soddisfacenti interventi a favore dei nostri
sinistrati. O sarà che a loro dobbiamo, come al solito, pensarci noi? Se così fosse
avremmo gradito maggior franchezza senza tante ... caramelline. (Ottavio
Pattarino/Corriere On Line)
Febbraio 2000
Finalmente e ripartito alla Camera il voto
agli italiani allestero.
Sarà il tempo lalibi per chi non vuole il voto!
Anche se il principio del voto allestero è entrato nella nostra costituzione è
sempre più probabile che non ci sarà il tempo materiale per farci votare. Arriveremo a
un passo senza toccare il traguardo, con buona pace di tutti coloro che diranno di aver
fatto il possibile... e con rassegnazione nostra che, per dignità, saremo costretti a
crederci. Alle eccezioni del partito trasversale si aggiungono quelle di parlamentari
della maggioranza esperti dei problemi della emigrazione... che fanno rilevare come il
numero di 24 parlamentari sia esagerato, vada rivisto, senza però attardarsi sulle cause
di questa eccezione che certamente non sono giuridiche, ma di opportunismo politico, posto
che, se dovessimo rispettare le proporzioni e attenerci ai parametri stabiliti per i
parlamentari eletti in Italia, altro che 24 sarebbero quelli che spettano agli italiani
allestero sulla base dei dati sia del MAE che del Ministero degli Interni...
daltra parte la circoscrizione estero, ormai riconosciuta dalla costituzione, per il
numero dei suoi abitanti (!) è una delle più numerose tra quelle del nostro Paese. Così
per esempio proporre una riduzione del numero dei senatori al di sotto di quello minimo
previsto per le regioni italiane meno popolate (sette) sarebbe una vera forzatura, come
prevaricante la riduzione del numero dei deputati (16) indicati dalla Commissione
parlamentare che come detto è di gran lunga inferiore a quello che invece possono
esprimere i cittadini in Italia. Insomma in periodi di "par condicio" sembrano
assurde e pretestuose le richieste di limitazione avanzate da qualche parte... a meno che
il numero più ridotto suggerito, sarà fisso, ossia non sarà ulteriormente ritoccato in
caso di riduzione del numero dei parlamentari. Già da qualche settimana il ritardo con il
quale stavano procedendo le cose.... aveva destato preoccupazione e più di una voce si
era levata a denunciare i ritardi. E certamente una amara soddisfazione che anche
altri comincino a dubitare che si possa votare nel 2001, la preoccupazione della
emigrazione sembra ampiamente condivisa anche da alcuni parlamentari che hanno esortato i
colleghi a recuperare il tempo perduto e soprattutto a non sollevare problemi che
impediscano di sovvertire il principio del voto agli italiani allestero, appena
entrato a far parte della Costituzione. La proposta di sottrarre al numero esistente dei
parlamentari, quello da destinare agli italiani allestero, genererebbe ripercussioni
gravissime anche tecniche, dato che impone la necessità di riformulare i collegi
nazionali, con conseguenze che potrebbero stravolgere le disponibilità al consenso sino
ad ora espresse. Il numero dei parlamentari da destinare allestero è da sempre
considerato lostacolo vero da superare, proprio per questo pericolo latente! Ragion
per cui taluni ritengono provocatorio, in fase di arrivo, a tempi quasi scaduti, cambiare
le condizioni e le premesse sulla base delle quali il Parlamento aveva recentemente
approvato il voto allestero. Ce allora da chiedersi a cosa sono
approdati gli incontri con il partito del no ,prima della ultima approvazione del Senato.
Quali accordi hanno sottaciuto? Allarmi autorevoli anche per le proposte di attuazione
della legge perché dal progetto messo in circolazione messe in circolazione, è chiaro
che gli obiettivi di avere una rappresentanza diretta non verrebbero rispettati. Insomma
comincia a farsi strada la convinzione che se il voto ce lo devono dare... ce lo daranno a
modo loro... ossia in maniera che comunque giovi alla propria bottega! Ormai mancano circa
200 giornate parlamentari alla data fissata per la presentazione delle liste delle
prossime politiche. La prospettiva del voto diventa sempre più remota per la scarsezza di
tempo, per la moltitudine di atti e procedimenti da compiere. Perciò cè da credere
che linserimento di un problema così importante come la riduzione dei seggi
parlamentari darebbe corpo allultima beffa. Dalla approvazione della modifica
dellart. 48 sono trascorsi quattro mesi e poco si è fatto per avviare a soluzione
le riforme degli artt. 56 e 57, mentre sembra si sia lavorato abbastanza a rafforzare il
partito del no, ad organizzare le file di quelli che ci aspettano al varco... qualcuno
più sincero ha respinto possibili manovre dilatorie e lo stesso Governo per bocca di
Danieli ha fatto intendere che non si lascerà influenzare da richieste volte a creare
problemi che possano rendere impossibile il voto. Perciò sono giustificate e legittime le
perplessità affiorate. Dal canto nostro da qualche anno andiamo preavvertendo che il voto
agli italiani allestero ha poche possibilità di arrivare in porto e, man mano che
si avvicina la data stabilita... dobbiamo tuttavia convincerci che sembra essere sempre
più lontano! I motivi sono molteplici e non staremo a rivangarli: li esponemmo con
chiarezza ad un plotone di senatori venuti in Venezuela nel 98 per celebrare la festa
della bandiera e per avvertirci che il voto era e sarebbe rimasto lontano...: non presero
bene la nostra replica, la esortazione a non creare altre aspettative deludenti, ma,
invece, di affrontare con sincerità i problemi da noi denunciati che, in buona sostanza,
sono quelli dei quali ci si dovrà occupare nei prossimi mesi. Reazioni furiose da parte
di qualcuno che si vide sfasciare la festa... reazioni furiose che ancora oggi non
accennano a diminuire... poi ci pensò Migone a chiarire le cose ... a dire che eravamo
nel giusto... a dirci, senza ipocrisie, che sono pochi quelli che sinceramente vogliono
farci votare e ancora meno quelli disposti a far qualche sacrificio per noi...
Manifestammo allora le nostre perplessità sulla sincerità della cordata che patrocinava
il voto, poi, a luglio scorso, dopo gli avvertimenti di Pezzone e Lauricella, scendemmo
ugualmente in campo per protestare contro la beffa che si stava riprofilando... beffa che,
con laiuto di pochi, riuscimmo ad evitare e che vorremmo non fosse stata
semplicemente rinviata. Da qui, pur conservando certe perplessità, la nostra
disponibilità ad accettare linvito a non deflettere, a riprendere le azioni in
difesa dei nostri diritti politici... ad opporci al pericolo di rallentamenti voluti. Da
qui la necessità di organizzarci per evitare, dopo cinquantanni di lotte per
ottenere il voto e una rappresentanza parlamentare diretta, che a cose fatte, un politico
venuto da "lontano", che dei problemi nostri nulla o poco meno conosce, sia il
candidato che saremo costretti a scegliere come nostro rappresentante. Ma il nemico da
debellare è il tempo "a disposizione" ormai ridotto a 200 giornate parlamentari
se è vero che, a marzo 2001, dovranno essere presentate le liste che concorreranno alle
prossime elezioni politiche. In questo lasso dovranno essere approvate da ciascuna delle
Camere (a distanza di tre mesi) le modifiche degli artt. 56 e 57 della Cost. Inoltre
dovranno trascorrere i prescritti 90 giorni per dare luogo ad eventuali richieste di
referendum nel caso di approvazione a maggioranza semplice (art.135 Cost.) e infine dovrà
essere affrontato il dibattito per lapprovazione delle "leggi di
attuazione" che, certamente, da quanto preannunciatoci, dovranno superare moltissime
eccezioni: saranno caratterizzate da decine di emendamenti e richieste di intervento.
Insomma nella migliore delle ipotesi una legge che non passerà subito e che potrebbe far
cadere il voto a qualche metro dal traguardo. Cosa fare? Attivarci ,ognuno a casa sua e
"dintorni", per rimuovere le perplessità dei parlamentari ostili, per indurre
le forze politiche a superare le difficoltà temporali che, a questo punto sono evidenti.
In quanti parteciperemo a questa iniziativa? Certamente vi parteciperanno, come dice
qualche fiero pensante, tutti coloro che, ideologia e partito a parte, avranno la dignità
di rappresentare se stessi e le istanze dei connazionali che vivono allestero. Il
vero nemico? Lalibi del tempo, la giustificazione che è mancato il tempo ... Il
nostro sforzo deve dunque essere mirato a debellare ogni tentativo di rinvii, di volute
perdite di tempo, coscienti che anche da parte nostra qualche rinunzia si dovrà fare, per
evitare di rimanere come don Falcuccio... vitvit
Stampa italiana all estero
A.A.A. 15 miliardi cercasi
Pagine - Limprovviso amore delle grandi testate
italiane per i connazionali allestero ha sollevato molte perplessità; anche in
Venezuela sono state manifestate preoccupazioni perché si osservava che certi articoli
scritti in Italia e diffusi localmente a proposito del Governo venezuelano,
contenevano critiche non sempre obiettive (anche perché espresse da persone che non
vivono la realtà del paese), e potevano per conseguenza avere ricadute negative sulla
nostra Comunità (Questo popolo si rispetta - ha detto il presidente Chavez con
esplicito riferimento a quei settori politici e della stampa internazionale che da qualche
tempo vanno criticando la sua politica e le decisioni assunte dal popolo democraticamente.
Non accettiamo ingerenze esterne, né nel settore político ne ,economico ne in nessun
altra area, che sia le componenti politiche del paese a fare critica...ma questo sia che
sia chiaro, devono essere venezuelani... ). Perplessità anche dal punto di vista
sostanziale, per le responsabilità giuridiche che simili circostanze possono comportare
(p.e. in corso di campagna politica, quali possono essere le reali responsabilità del
giornale vettore nei confronti di un candidato o di un partito? In quale misura
linteressato si potrà rivalere sul giornale vettore o sul suo direttore
responsabile, il quale, nella migliore delle ipotesi, nulla o poco sa del problema
specifico politico? Daltra parte è accertato che il giornale confezionato in
Italia, giunge al vettore al momento di andare in stampa, con il testo degli articoli già
impaginati ed in altro idioma, con scarse possibilità di interventi modificativi).
Altrettanto delicata la situazione dal punto di vista dei rapporti tra paese e paese, per
esempio quando gli articoli editi in Italia dovessero alludere in maniera forte al Capo
dello Stato o ai suoi familiari, al Parlamento ed alle altre istituzioni, come per altro
è stato ricordato a Rio nella riunione CGIE dellarea Latino americana (Non
accettiamo né accetteremo ingerenze da parte di chicchessia - ha ricordato recentemente
il Presidente Chavez. Che sia chiaro ,lo dico con molta fermezza :si sbagliano coloro che
pensano che possono intimorirci....o manipolarci .... no, questo sistema ora qui è finito
!). Altri hanno collegato questo amore improvviso, con la possibilità per le testate
italiane di incrementare i contributi pubblici loro destinati sia in patria che
allestero... E stato ipotizzato anche che vi possa essere un interesse
politico in vista della concessione del voto allestero... Le reazioni sono state di
genere diverso: la stampa locale italiana ha denunciato lo stato di privilegio che si è
creato favorendo lo sbarco allestero di alcune testate italiane in forme che hanno
consentito la loro distribuzione a costo carta, (assenza di spese generali, del personale,
di redazione, di tasse ed imposte); mentre i partiti politici che non si vedono vicino
alle testate interessate, hanno obiettato che lo Stato non può intervenire quando la
posta in ballo è di carattere politico. Particolare allarme ha destato infine la notizia
della iniziativa assunta dal Console generale di Stoccarda il quale, allo scopo forse di
favorire la diffusione della informazione italiana in quella Regione, ha ritenuto di poter
proporre linserimento di pagine di notizie italiane provenienti da una ben
determinata agenzia... in un giornale locale in lingua tedesca, ritenendo che il servizio
di informazione svolto da ben quattro testate italiane locali esistenti non fosse
sufficiente... allarme per la interpretazione politica che si dà alla iniziativa, ma
anche per il conseguente finanziamento pubblico: la iniziativa comporterebbe, come si
legge in una nota del giornale... lo stanziamento di una forte somma. Ma è il commento
della Direttrice di News Italia Press, Peracchino, ad accendere la miccia. Sono i dati
diffusi da "Prima Comunicazione", relativi alla distribuzione dei finanziamenti
destinati alla informazione italiana allestero che fanno agitare la Peracchino: è
la notizia che sono stati stanziati 15 miliardi per la diffusione di notizie italiane
allestero. Sicché si chiede il Direttore di New Italian Press, chi ne sa qualcosa ?
A chi è andato tutto questo danaro ? A chi ed in che misura e per quale specifico
servizio ? Perché il CGE non è stato interpellato? La Peracchino, che già si era
battuta contro la esclusione del CGE dalla competenza sui corsi di formazione
Professionale, rivolgendosi al Presidente, al Segretario Generale ed alla Commissione
Informazione del CGE, chiede se non è il caso di intervenire, di reclamare con la stessa
forza per questa ennesima violazione... Poi rivolgendosi al Presidente della Fusie
(Federazione della stampa italiana allestero) ed ai colleghi, non risparmia
responsabilità a nessuno, concludendo che in definitiva abbiamo ciò che meritiamo
perché poco o nulla si è fatto per migliorare la nostra situazione, per fare in modo che
le nostre istanze si traducessero in provvedimenti... mentre è fondato il sospetto che
tutte le guerre sin qui condotte... le conferenze di N.Y, San Paolo, Berlino e Milano,
alla fine saranno servite solo per assicurare ai più furbi finanziamenti miliardari...
Post-alluvione
Appoggio del Presidente Chavez alle iniviative italiane.
Gran interés y satisfacción en los ambientes italianos por el respaldo del
Presidente Chávez a la reunión predispuesta por la Comisión de Asuntos Internacionales
del Consejo Nacional Legislativo, presidida por el Diputado José Vielma Mora, con
representantes de nuestra comunidad. Durante la reunión del día 3 de febrero, fueron
manifestadas intenciones de creciente colaboración en los programas para la
reconstrucción del País. Ha destato grande interesse e soddisfazione negli
ambienti italiani per lappoggio del Presidente Chavez alla riunione predisposta
dalla Commissione affari internazionali del Congresso, presieduta dal Deputato Jose Vielma
Mora, nella quale sono state manifestate intenzioni di crescente collaborazione con la
nostra comunità nei programmi di ricostruzione del Paese. Caracas 03 Feb. - Si è
tenuta presso il Congresso del Venezuela una riunione della Commissione Rapporti
internazionali , presieduta dal deputato Jose Vielma Mora alla quale sono stati invitati a
partecipare il rappresentante della nostra comunità Dr. Vitaliano Vita ed il Dr. Porta
legale rappresentante dellOdici, lente che ha realizzato la formazione di
numerosi agronomi e tecnici del settore agrobiologico. Alla riunione erano presenti
i rappresentanti della Commissione sinistrati dello Stato Vargas, il Dr. Vladimir
Martinez, rappresentante del Centro Estudios Alternativos (CEA) personalità
dellUniversità centrale del venezuela, del mondo scientifico accademico e
dellla equipe tecnica della direzione affari internazionali dellAssemblea Nazionale.
Sono stati esaminati tra gli altri alcuni progetti presentati per la ristrutturazione del
territori colpiti dalla inondazione e il riattamento di comprensori agricoli, ed è stato
esplicitamente richiesto allOdici di partecipare alla formazione di tecnici del
settrore agricolo, elemento propedeutico a qualunque iniziativa che si volesse avviare. In
proposito ha fatto presente il Deputato Vielma che il il Presidente Chavez, informato
della riunione, ha manifestato il suo totale appoggio alla iniziativache coinvolge la
comunità italiana nei progetti di ricostruzione del Paese. Il Venezuela ha detto
Vielma - ha bisogno di realizzare un piano paese nel settore della formazione diretto alla
creazione di esperti nei diversi settori della vita economica e sociale, progetto questo
al quale certamente può collaborare lItalia già presente in molti paesi con
qualificate iniziative di formazione professionale. Con riferimento agli aiuti offerti dal
Governo Italiano (credito aiuto per lammontare di 15 miliardi), ha sottolineato il
iniziative di formazione professionale. Presidente Vielma la importanza di un
coinvolgimento della comunità italiana, non solo nella fase di esecuzione, ma anche in
quella di progettazione, considerato lalto grado di specializzazioone raggiunto
dallItalia nelle tecnologie e nei materiali utili per la realizzazione dei progetti.
Quanto alla proposta italiana riguardante la cancellazione dei debiti dei Paesi in via di
sviluppo, il deputato Vielma si è riservato di esaminare in che misura la lodevole
iniziativa dellItalia possa interessare il Venezuela per sottoporre in conseguenza
programmi di opere sociali per leventuale utilizzo delle risorse corrispondenti al
debito verso il nostro paese. Il Prsidente della commissione ha richiesto ai nostri
rappresentanti di voler ricercare collaborazioni e soluzioni che favoriscano la
realizzazione di progetti per la ricostruzione delle zone danneggiate anche
nellambito della cooperazione internazionale e della imprenditoria privata. In
riferimento a questultima richiesta sono stati sottoposti dai presenti alcuni
progetti agricoli e per il riequilibrio ambientale riguardanti lo Stato Miranda ed altri
progetti abitativi concernenti insediamenti rurali. Il deputato ha auspicato che
nellambito del consolidamento e rafforzamento dei rapporti tra i due paesi, gli
sforzi e i sacrifici che sta compiendo il Venezuela per uscire fuori dalle sue difficoltà
siano resi noti alla opinione pubblica italiana e costituiscano motivo di una corrente di
informazione costante e continua.
Voto:
è finita la farsa
di Vitaliano Vita -
Ecco le novità: ridurre il numero dei parlamentari,
sottraendoli alla circoscrizione estero; se la legge non passa si vota come prima...!
Per la maggioranza la battaglia che in questi cinquantanni lemigrazione ha
combattuto per ottenere lesercizio del voto allestero, in buona sostanza, è
stata una questione di principio: è quanto con toni suadenti, pacati e caramellati ci
siamo sentiti dire nella adunanza di Roma ,che ha visto riunita lassemblea generale
del Cgie. Limportante - è stato ribadito era affermare il principio
che anche gli italiani allestero possono votare
; verificare che anche loro
possono farlo
che erano e sono in grado di riempire una scheda
; di esprimere
un proprio giudizio
Cè stato detto poi che , alla distanza, sono venuti fuori
i veri limiti di questa operazione : gli italiani allestero non sanno votare o
meglio non hanno capito per chi votare! Sono mancate e mancano garanzie concrete
tali da assicurare a "chi" ha in mano le leve del voto, un ritorno ripagante.
Neanche la penetrazione avanzata della sinistra nelle nostre comunità attraverso una
informazione a senso unico (Rai International) e lo sbarco di grandi testate nelle
Americhe
riesce a convincere che dallestero verranno anche voti per la
sinistra. Ma chi conta si chiede :perché farli votare se non hanno capito per chi votare?
Un ragionamento questo che abbiamo letto nelle parole e nelle azioni di alcuni degli
addetti ai lavori che sono intervenuti allultima assemblea del Cgie. Il Senatore
Lauricella, al solito un amico sincero degli italiani allestero, ci ha tenuto a far
sapere dopo le polemiche insorte in proposito : "tanto io alle prossime elezioni non
mi ripresento" . Ma la sorpresa vera è venuta dal Cgie: sono stati proprio alcuni
colleghi del Cgie, quelli che con noi da anni si battono per avere il voto, a premere
sullacceleratore, a mettere in onda il recital. Sono stati proprio quelli che,
magari una speranza in più per un posto al sole
se la sono già assicurata, a dirci
che il giuoco è fatto, che si tratta di prendere o lasciare e che conviene accontentarsi.
Argomento questo che ha creato non pochi screzi e contraddizioni anche nellambito
della sinistra del Cgie. Abbiamo assistito infatti ad un ping pong di accuse e
chiarimenti; a giornate avvilenti, ad una penosa passerella di discordie. Ci è stato
ripetuto che il voto è una questione di principio, che il numero ha poca rilevanza:
"limportante era ed è...poter votare
che almeno uno di noi,
(simbolicamente) riesca ad essere eletto in Parlamento!" Quasi dello stesso tenore il
relatore Cerulli Irelli e la presidente della Commissione affari costituzionali Rosa Russo
Iervolino che, per anni ,si era battuta per il voto allestero. Il primo si è
prodigato a dire: "...mi sono sentito in dovere di sbloccare la situazione di impasse
che si era creata in Parlamento le scorse settimane, proponendo una diminuzione del numero
dei parlamentari (diverso da quello fissato il 29 settembre u.s. ossia prima della
approvazione delle modifiche allart.48 Cost.) ed ho accettato (?) di includerne un
numero ridotto (6/12) , piuttosto che quello maggiore (8/16) per evitare altre
strumentalizzazioni
" come dire ho dovuto accettare: o poco o niente, perché a
niente si approderà se, come preannuncia Tremaglia, per dignità, gli italiani
allestero respingeranno una siffatta offesa e cè da credere che il
"guerriero di Bergamo" proponga al suo partito di votare contro una proposta
così degradante, come già avvenne qualche anno fa. Né Cerulli né gli altri hanno
voluto affrontare il vero nodo del problema, che è quello di sottrarre agli attuali
parlamentari il numero di quelli destinati alla circoscrizione estero, circostanza questa
che, come andiamo dicendo da anni, se si verificasse, comporterebbe la fine di ogni
speranza di poter votare per una nostra propria rappresentanza. Infatti diminuire il
numero dei seggi comporta la necessità di ridisegnare i collegi, ossia diminuirne
lattuale composizione... Da quali collegi saranno tolti i 12 deputati ed i 6
senatori? Una prospettiva del genere colpisce potenzialmente almeno 54 parlamentari
attuali, ossia, almeno tre (tra i più incerti) per ognuno dei 18 parlamentari che devono
essere sottratti agli attuali collegi, per destinarli alla Circoscrizione estera. In una
prospettiva del genere, cè ancora qualcuno disposto a credere che le modifiche
degli articoli 56 e 57 della Cost., che comportano le quattro letture tra Camera e Senato
a distanza di 90 giorni, trovino le condizioni per essere approvate da un Parlamento
(sottoposto a decimazione) che si è già dimostrato incerto e titubante, presso il quale
vigila in agguato un agguerrito "partito del no" mal predisposto verso i nostri
diritti politici ? Ma, anche se venissero approvate le modifiche, quanti sono coloro che,
nelle poche giornate parlamentari utili (170), che rimangono da qui a marzo del 2001, sono
disposti a giurare che si farà in tempo per varare le leggi ordinarie di attuazione e i
rispettivi regolamenti? Se poi viene fatto di ipotizzare che le modifiche costituzionali
non saranno approvate in ultima lettura con i 2/3 dei voti favorevoli, dovremo considerare
che si dovrà attendere il decorso anche dei 90 giorni previsti per il ricorso al
referendum, prima della promulgazione in legge. Quella del voto per molti è stata una
brutta esperienza che si doveva evitare di farci vivere. Che ci ha mostrato miserie e
opportunismi di un mondo che avremmo preferito seguitare a sopravvalutare! In altra
circostanza abbiamo cercato di spiegare che se si fa un discorso di diritto non si può
prescindere da valutazioni di contenuto: agli italiani che vivono allestero spettano
gli stessi diritti politici di quelli che vivono in patria (stesso numero di
rappresentanti in Parlamento, stessa capacità elettiva). Riaffermata questa parità, si
potrà poi trovare la forma per giustificare come da 40 deputati si possa passare a 16 o
addirittura a 12; si dovrà chiarire perché alla circoscrizione estero (la terza
dItalia per numero di abitanti) si vuole assegnare un numero di Senatori inferiore a
quello minimo previsto dalla Costituzione (7). Se queste "compressioni" vengono
imposte perché la circoscrizione estero è una circoscrizione atipica, virtuale, priva di
territorio e comprendente anche doppi cittadini, insomma di povera gente, queste verità
devono essere dette, deve essere affermato coram populo, in modo da escludere, in futuro,
altre "compressioni" se il Parlamento decidesse di ridurre anche il numero dei
parlamentari eletti in Italia... Agli italiani dItalia, deve essere detto che non
sarà per colpa dei connazionali allestero che il Parlamento italiano non ha
diminuito il numero dei suoi membri... perché infatti il numero dei parlamentari
spettante loro per le leggi in vigore in Italia è stato ridotto almeno dell 80%.
Andrà spiegato che una riduzione parlamentare è stata fatta, ma a danno di quelli
spettanti agli italiani allestero. Per gli altri, per contra, vi è stato un
aumento! Argomenti speciosi sono stati usati per raggiungere questi risultati. Una riforma
costituzionale giusta e perequata poteva essere il fiore allocchiello di questa
legislatura! Mentre una "riduzione" imposta ancor prima della definitiva
concessione del diritto di rappresentanza politica ai connazionali allestero, suona
proprio male: o così o niente. - Vitaliano Vita
Circoscrizione estero: scontro sui numeri
Nellimminenza del voto alla Camera sul
provvedimento di modifica degli art. 56 e 57 della Costituzione, il voto allestero
ha costituito largomento di fondo della plenaria del Consiglio Generale degli
Italiani allEstero riunito a Roma dal 14 al 17 febbraio. Le preoccupazioni del CGIE
riguardo i tempi di approvazione del disegno di legge, la riduzione del numero degli
eletti nella circoscrizione estero, il requisito dell residenza allestero per gli
eleggibili, i temi principali espressi dal dibattito e sui quali con diversi accenti
sonointervenuti consiglieri ed esponenti delle forze politiche e di governo in Parlamento.
E stato lOn. Franco Danieli sottosegrtario per gli italiani nel mondo ad
aprire i lavori supplendo allassenza giustificata del Ministro Dini (in missione
allestero): Danieli sottolinea come sia questa per lui la "prima occasione
dincontro con lorganismo rappresentativo su scala mondiale delle collettività
allestero" . Al centro dellinter-vento il tema del voto , "il più
rilevante per le nostre collettività e per gli impegni presi dal governo",
auspicando un esame spedito del testo predisposto dalla
Commissione Affari Costituzionali della Camera per la modifica degli articoli 56 e 57
della Costituzione. Sempre in tema di voto il sottosegretario ha ricordato "le
positive aperture manifestate dalle autorità del Canada e dellAustralia, le quali
hanno accolto con favore la creazione di ununica circoscrizione globale ed hanno
assicurato conseguentemente che non porranno ostacoli allesercizio del diritto di
voto in loco da parte dei cittadini italiani e dei doppi cittadini ed al loro eventuale
elettorato passivo. Analoghe assicurazioni sono state espresse circa la possibilità di
svolgimento di campagne elettorali per le elezioni italiane, beninteso nei limiti delle
locali legislazioni".Lon. Danieli ha poi indicato gli "importanti
appuntamenti che ci attendono per il 2000": la prima Conferenza degli italiani nel
mondo (che sarà preceduta dalla riunione presso la Camera dei deputati dei parlamentari
di origine italiana) e la Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-CGIE. Il disegno di
legge per lindizione della prima Conferenza degli italiani nel mondo è alla Camera
e dovrà tornare al Senato per lapprovazione definitiva, e solo in una fase
successiva si potranno organizzare le preconferenze continentali che dovranno precederla.
Al centro del dibattito che ne è seguito la questione, divenuta pregiudiziale del numero
degli eletti nella Circoscrizione Estero. Dalla Jervolino e da Cerulli Irelli è venuto
lannuncio di una intesa a livello parlamentare per ridurre gli eletti della
circoscrizione Estero, rispetto al testo della Commissione Affari Costituzionali, da 16 a
12 deputati e da 8 a 6 senatori; hanno precisanto inoltre che detti parlamentari saranno
in diminuzione e non in aggiunta agli attuali 630 deputati e 315 senatori. Contrario
allintesa lon. Tremaglia che si è detto amareggiato per quello che ha
definito un diktat. Contrario anche lon. Niccolini (esponente di Forza Italia) il
quale ha sostenuto che con la riduzione dei parlamentari eletti nelle circoscrizioni
nazionali sarà necessario ridisegnare i collegi uninominali; circostanza peraltro esclusa
dalla Jervolino, su assicurazioni ricevute dallufficio studi della Camera e
dallIstat. De Matteo ha proposto di introdurre nella Costituzione il concetto che i
parlamentari della circoscrizione Estero devono provenire dalle comunità, onde evitare
successive eccezioni di incostituzionalità. Sia De Matteo che in precedenza la Jervolino
hanno contestato la "subordinata" indicata dal senatore Lauricella, e cioè
leventualità di elezioni suppletive per la circoscrizione Estero nel caso in cui
non si faccia in tempo a votare per le elezioni del 2001. Lombardi ha detto che
lintesa raggiunta non è un diktat ma un richiamo al senso di responsabilità: il
rischio, già sperimentato per larticolo 48, è che il Senato non approvi. Cè
una diffusa preoccupazione - ha spiegato - che il voto degli italiani allestero
determini degli squilibri rispetto al complesso e difficile confronto politico ed
elettorale. Farina ha proposto lapprovazione di un ordine del giorno in risposta
allappello del relatore Cerulli Irelli che aveva chiesto al CGIE il conforto di un
"consenso" sullintesa raggiunta a livello parlamentare. Proposta
contestata da Ferretti e da Zoratto.
Il commiato dell ambasciatore Pennarola tratto
da un intervista della Voce dItalia.
News Italia Press ha riportato il testo di una
intervista rilasciata dallAmbasciatore dItalia in Venezuela Vittorio Pennarola
ad un giornale italiano locale, in occasione del suo "rientro" in Italia, dopo
quasi tre anni di permanenza in Venezuela. Lintervista voleva far luce su alcune
situazioni controverse, ma, sinceramente, molti nelle risposte non hanno trovato le
spiegazioni che si attendevano. Riportiamo alcune delle domande poste e delle risposte
date.
D: Dovendo tirare le somme della sua missione in Venezuela, quali ritiene che possano
considerarsi le realizzazione che meglio lhanno caratterizzata?
R: Comincerei dai rapporti dellItalia con il Venezuela che ho trovato ottimi e ho
cercato di migliorarli...
D: In alcuni settori, in quello circoscritto alle realzioni tra i due paesi, in quello
soprattutto imprenditoriale, fino alleconomia in senso più vasto, si fanno rilievi,
si dice che si poteva fare di più...
R: Non capisco a cosa si riferisce.
D: mi riferisco a quanto si dice negli ambienti interessati e cioè che durante la sua
missione è mancata una politica più incisiva, un maggiore calore nellimpegno per
superare situazioni di stallo che, da sola, la collettività, con tutta la sua buona
volontà, non può rimuovere.
R: Io non sono daccordo e ritengo che i rapporti tra lItalia ed il Venezuela
sono andati molto bene. Se loro, quelli che si lamentano, pensano che si poteva fare di
più, anche loro potevano fare qualcosa...
Ci consenta, Ambasciatore, dei riferimenti diretti a un paio di avvenimenti dei
quali è stato tra i protagonisti ed al centro di più di una critica. D:Si commenta
tanto a Caracas che a Roma, la sua assenza tra le personalità che, nella prima visita del
Presidente Chavez, erano a riceverlo a Fiumicino, mentre in Germania e in Spagna erano ad
accoglierlo gli ambasciatori (in Venezuela) dei rispettivi paesi. Si è detto che in
quella circostanza lei era a Margarita.
R: E bene puntualizzare che il Presidente Chavez è stato in Italia due volte. Nella
prima è stato ricevuto come Presidente eletto. La seconda visita del Presidente Chavez a
Roma occupava appena mezza giornata ed ebbe solo il tempo, dopo ludienza con
Giovanni Paolo II, di un incontro al Quirinale con il Presidente Ciampi. Sono state due
visite lampo...
D: E la sua assenza alle due visite di Chavez in Italia e la sua vacanza a Margarita?
R: Falso che io ero a Margarita
D: Come si spiega che nè la prima volta nè la seconda, nella sua visita a Roma, il
Presidente della Repubblica Chavez Frias non è stato ricevuto dal Premier Massimo
DAlema?
R: Io ho fatto la mia parte. Se poi DAlema ha deciso diversamente non sta a me
disporre in altro modo le cose...
D: Si è pure commentato, variamente, che quando si scatenò lalluvione lei,
anzichè stare qui, era in crociera che dovette interrompere. Nè le sue dichiarazioni
diffuse nei notiziari della Rai causarono migliori impressioni. Lei in quelle
dichiarazioni asserì che non cerano da lamentare nè vittime nè danni tra i
connazionali.
R: Quando rilasciai le dichiarazioni a cui lei si riferisce non si avevano ancora notizie
di vittime e di danni nella nostra comunità... Io mi sono allontanato dal paese quando mi
sono assicurato: primo che la nostra comunità in quel momento non aveva vittime; secondo,
che lItalia si stava muovendo con gli aiuti per la cooperazione; terzo, dopo aver
fatto in quei giorni tutto il possibile per rispondere alle richieste che arrivavano
dallItalia... Lho fatto forse in un momento sbagliato perchè, dopo, si è
avuta notizia anche di qualche vittima italiana....
D: La coincidenza tra lalluvione e la partenza?
R:...Se la catastrofe ha accelerato un po i tempi non lo so; la scelta di un nuovo
Ambasciatore o il commiato si decidono molti mesi prima.
Marzo 2000
Riforme...
Di Vitaliano Vita -
Alla Camera passa la riduzione del numero dei parlamentari - ripassa il voto
allestero con la clausola di salvaguardia :" se l iter legislativo non si
compie per tempo si vota come prima: gli italiani all estero non votano!
martedì grasso- Evviva, allegria! Unaltra buona notizia arriva nel giorno di
Carnevale: la Camera ha approvato la riduzione del numero dei parlamentari eletti in
Italia, assottigliando il numero di quelli assegnati a settembre alla circoscrizione
estero. Infatti la quota fissata in occasione dellapprovazione definitiva dell
art. 48 è scesa a 12 deputati e 6 senatori in luogo dei "16 e 8 " previsti. Che
è accaduto nel frattempo? "Lopinione pubblica"... ha deciso di ridurre i
parlamentari ... perciò si comincia da chi non li ha mai avuti: gli italiani all
estero! Così il numero dei parlamentari eletti in Italia è stato ridotto a 618 deputati
e 309 senatori,in quanto la differenza è stata ceduta alla Circoscrzione estero, che in
forza dei propri numeri avrebbe dovuto averne almeno il triplo. Da sinistra si commenta
favorevolmente il risultato raggiunto e si sottolinea come "...decidendo di non
aggiungere alla forza parlamentare attuale... il numero dei parlamentari fissato per la
circoscrizione estero, ...si è evitata una pericolosa collisione con il sentore diffuso
dei cittadini italiani e con l impegno di quasi tutte le forze politiche di ridurre
il numero dei parlamentari..." Il relatore della modifica degli art.56-57 della
Cost.(On Cerulli) ci ha tenuto a spiegare che si è deciso di non mettere mano ai collegi
italiani per non attivare procedure complesse e macchinose...ben comprendendo che da parte
della opposizione e non solo... si sarebbero preferiti numeri piu alti ... "mi sono
preoccupato, ha detto Cerulli,di ottenere il massimo consenso possibile da parte dei
gruppi, sia della Camera che, per quanto possibile prevedere, di quelli del Senato, con i
quali per ragioni, credo doverose, si sono avviati dei rapporti informali....".
Vittoria quindi del Senatore Migone che, pur non scendendo in campo personalmente, ha
visto realizzato il progetto di ridurre al minimo la rappresentanza parlamentare dei
cittadini italiani che risiedono allestero. Una riduzione che potrebbe essere
maggiore se, come è stato ricordato, in un giorno non lontano, questa maggioranza, per
meglio governare, "per poter disporre di un governo più snello e meno
vincolato", decidesse di assecondare... il desiderio della opinione pubblica e delle
forze politiche(?), di ridurre veramente il numero dei parlamentari... In questo caso
potete star certi che si metterebbe mano nuovamente alla forbice, che il Parlamneto,
dimentico degli ingiusti tagli apportati alla rappresentanza estero, sicuramente
procederebbe ad una ulteriore potatura! Ma la risata piu amara ce la faremo il prossimo
marzo, quando, con tutte le buone intenzioni di Cerulli e del Sottosegretario Danieli, si
arriverà alle politiche del 2001 a tempi scaduti, ossia senza leggi di attuazione, senza
regolamenti, ovvero nelle more della promulgazione della legge costituzionale, se, come si
prevede, non sarà approvata in seconda lettura con maggioranza qualificata. Allora, come
previsto...scatterebbe la norma transitoria: si voterà come prima,ossia non si voterà
... ed arrivederci al 2200! Pessimismo? La riunione della Commissione affari
costituzionali del Senato,che avrebbe dovuto riunirsi in questi giorni per esaminare le
norme di attuazione per il voto degli italiani allestero, è stata ancora una volta
rinviata...!
Aprile 2000
Conferenza Mondiale Italiani nel Mondo
Messaggio ai partiti: "non ricusate le responsabilità...". A Roma solo per
festeggiare i nostri eletti in Parlamento o per denunziare i torti subiti.
di Vitaliano Vita
Vitaliano Vita interviene en la polemica abierta entre Comites y
CdP. Este ultimo se encuentra en plena tempestad por sus designaciónes de los miembros
del Comité Organizador de la Primera conferencia Mundial de los italianos en el Mundo,
consideradas arbitrarias y no representativas. Vita exhorta los partidos politicos a no
eludir responsabilidades y dice: a la Conferencia Mundial solo para celebrar el voto de
los italianos al exterior o para protestar por un nuevo atropello a nuestros derechos.
- Alcune settimane fa la Segreteria del CGIE inviava un messaggio a firma del Ministro
Plenipotenziario Torquato Cardilli, addetto alla segreteria esecutiva , con il quale si
informavano i membri del Cgie che Forza Italia, aveva ritirato la sua adesione a discutere
in Commissione la proposta di legge per la realizzazione della Conferenza degli italiani
nel mondo, facendo intendere che tale azione avrebbe potuto compromettere lesito
della conferenza stessa. La notizia, ripresa dalle nostre agenzie di informazione, sollevo
reazioni diverse. FI, accusata di boicottare la Conferenza, fece sapere che,
nellinteresse degli Italiani nel mondo, la proposta di legge doveva essere rivista,
infatti non erano chiari alcuni aspetti della organizzazione e le ripartizioni dei settori
partecipanti, ma anche la composizione degli organi addetti alla amministrazione ed alla
gestione, le loro competenze e ciò non soltanto con riferimento ai partiti ma anche ai
Comites, al Cgie, al volontariato, ai settori dellimprenditoria, della cultura
,dello sport ecc.timori e prudenze poi dimostratesi fondate... Una equa e proporzionata
partecipazione delle forze politiche avrebbe assicurato alla Conferenza, argomentavano
alcuni, trasparenza e democraticità. Diversamente commentavano altri cè il
pericolo che questa manifestazione si trasformi in una passerella politica, in uno show
ben pagato ,in una adunanza elettorale miliardaria per le elezioni di giugno 2001. Quindi
qualche prudente ben pensante deluso ed amareggiato dalle fregature ricevute in questi
ultimi anni ha cominciato a chiedersi : "e se attendessimo il risultato del voto
prima di fare questa benedetta Conferenza? perché tanta fretta improvvisa dopo tanti anni
di rassegnata attesa? non sarà che qualcuno preferisca farla prima delle politiche
sapendo che il voto non ci sarà e che sarebbe " durissimo " fare una conferenza
degli italiani allestero dopo averli fregati per la ennesima volta? Alla
conferenza dovremo partecipare in modo dignitoso da protagonisti, dobbiamo essere presenti
organizzati con tutte le nostre coorti ed i loro comandati, possibilmente con in testa
quelli eletti in parlamento che avremo votato a seguito di programmi ben definiti e patti
indissolubili. Alla Conferenza dovremo parteciparvi come forza parlamentare, come regione
autonoma, in grado di esprimere un programma ed una filosofia politica certamente diversa
da quella che conoscono gli italiani dItalia ...Prima della conferenza , in questi
mesi, dobbiamo "far politica" , non possiamo essere distratti ... fare la figura
dei gonzi! La conferenza dobbiamo farla con un Governo che duri , con i vincitori della
prossima contenda, dobbiamo parlare e far programmi con chi può assumere impegni
,duraturi e portare a compimento le nostre istanze. Dobbiamo andare allappuntamento
armati di idee e di programmi realizzabili, ma soprattutto sapendo quanto valiamo, quanto
possiamo offrire e quanto ricevere. Si apprese poi, ma non certo dal Ministro
Plenipotenziario Torquato Cardilli, .responsabile della segreteria del Cgie, che i
deputati di FI avevano rivisto la propria posizione, aderendo alla possibilità di una
approvazione della proposta legge per le vie brevi. Tanto è vero che nella riunione del
consiglio di Presidenza di febbraio, questi che aveva decifrato il messaggio di FI,
fregandosene delle preoccupazioni e delle opposizioni da questa manifestate, deliberò
contro la volontà suprema della assemblea di arrogarsi esso stesso il diritto alla
designazione dei quadri organizzativi della conferenza, ignorando le raccomandazioni
avanzate in fase di opposizione e quindi escludendo i rappresentanti di FI da ogni
possibile partecipazione organizzativa, programmando la costituzione di un comitato
organizzatore privo dei necessari requisiti democratici ed al contrario composto da
funzionari di partito alle dipendenze addirittura del responsabile dellufficio
politico... ci si sorprende poi se FI arrivata la proposta in Senato revochi ancora una
volta il suo consenso ad una discussione in Commissione della legge sulla Conferenza degli
italiani nel Mondo.. sembra un discorso logico ed un comportamento obbligato quello di FI
di chiedere che la legge venisse discussa in aula e che venissero introdotti emendamenti
diretti ad assicurare una partecipazione democratica degli aventi diritto, cercando di
coinvolgere quanto più possibile gli italiani allestero a discapito delle
organizzazioni politiche e di partito che secondo questo primo sondaggio si vorrebbero
privilegiare... dovranno essere stabiliti i criteri partecipativi cosi come desumibili
dalle indicazioni scaturite dai risultati per le nomine dei membri del Cgie, deve essere
stabilito il ruolo dei Comites ed i criteri da seguire nelle scelte dei delegati che
parteciperanno alla grande adunanza, insomma si dovrà contenere larrembaggio dei
partiti, depoliticizzare al massimo la manifestazione che non può diventare la passerella
di partiti o personaggi. Il Governo vi dovrà partecipare per ascoltare le nostre istanze
e possibilmente impegnarsi a realizzarle. Il programma non può essere fatto dal Comitato
di Presidenza , composto in buona parte da persone ,per un verso o per laltro a
stipendio dei partiti o delle organizzazioni parapartitiche
Secca sconfitta della sinistra
Supponenza e arroganza non pagano: dAlema KO!
torna a casa ?
Porlamar, La prima prova elettorale dopo la riforma che vede i presidenti delle
regioni eletti direttamente dal popolo, si è conclusa con una secca sconfitta della
coalizione di Governo del premier DAlema ad opera del centrodestra ( Berlusconi,
Casini, Fini e Bossi). Nello scontro elettorale di domenica scorsa che vedeva interessate
15 regioni oltre ad un numero rilevante di enti locali tra comuni e provincie, il Polo si
è aggiudicato otto presidenze regionali su 15 e una maggioranza schiacciante di consensi
nel Paese. Piemonte Lombardia, Veneto, Liguria, Lazio, Abruzzo, Puglia e Calabria saranno
governate dunque dai presidenti governatori del Polo mentre Emilia, Toscana,
Umbria, Marche, Campania, Molise e Basilicata da coalizioni di centrosinistra. Da rilevare
che la vittoria del polo in tre delle quattro regioni del nord è avvenuta con divari tali
che persino senza lapporto della lega (12% in media, con punte del 15.5 in
Lombardia), i candidati della casa delle libertà Formigoni (Lombardia), Galan (Veneto), e
Ghigo (Piemonte) ce lavrebbero fatta senza difficoltà. Ma la casa delle libertà si
è dimostrata anche la casa del Buon Governo considerato che i tre presidenti menzionati
escono riconfermati dalle urne agli incarichi già ricoperti nel precedente periodo. Solo
in Liguria lapporto di Bossi è stato importante per la vittoria del candidato
polista Sandro Biasiotti la cui vittoria tuttavia acquista meriti particolari considernado
che la Liguria, del presidente uscente Mori, era stata sempre considerata una roccaforte
dei Diesse. Sconfitti i Radicali di Pannella e Bonino (dal 13% delle Europee al 2.7 di
queste regionali), mentre sono giudicati positivi i risultati dei cattolici del PPI, pur
nella sconfitta del centro sinistra.In franca flessione anche i democratici di Parisi
Prodi. Veltroni dal canto suo può vantare, al di là delle sorti della coalizione,
una crescita della Quercia di circa tre punti rispetto alle Europee, che porta i Ds
intorno al 22 per cento. Primo partito è comunque ancora Forza Italia, con il 26 per
cento dei suffragi. An (13 per cento) è in netta ripresa. Daltra parte il leader di
An non si fa sfuggire loccasione per sottolineare come dopo la vittoria di domenica
nelle aree più popolate e avanzate del Paese, gli italiani "governati da
amministrazioni regionali di centrodestra sono 32 milioni contro i soli 16 amministrati da
giunte di centrosinistra". Per quanto riguarda le coalizioni in lizza, il
centrodestra, assieme alla Lega, sale al 52,4 per cento e il centrosinistra, con
Rifondazione, rimane staccato di 8 punti al 44,5. La lista Bonino, come si diceva non è
andata oltre il 2,7. Agli "altri" il residuo 1,5 per cento.
Tuttinsieme
Comites, Cgie e associazioni per risolvere i problemi dellemigrazione
di Vitaliano Vita-
Forse sfugge al Segretario Generale del Cgie Narducci, il senso della protesta
sollevata dai Comites e da alcuni membri del Cgie o non ne vuole prendere atto, rendendo,
in questo modo, piu pesante la situazione. Nè sembra voler comprendere lutilità,
nellinteresse di tutti, di avvalersi, in un momento di riconosciuto bisogno, della
collaborazione di quelle forze politiche che militano su fronti opposti, ma che possono
giovare e risultare determinanti per la soluzione dei problemi comuni. In questo momento
limportante è cercare solidarietà, collaborazione collettiva, considerato che
involuzioni politiche potrebbero annullare di un solo colpo il lavoro di anni e i
risultati raggiunti a un passo dal traguardo. Invece, stando alle reazioni, non hanno
trovato soddisfazione le proteste di alcuni Comites e membri del Cgie che chiedevano un
riesame delle designazioni e di alcuni criteri seguiti nelle delibere assunte dal CdP
nella riunione dello scorso febbraio.Vale la pena riassumere, di seguito, alcune delle
eccezioni sollevate, anche per valutare quanto queste siano fondate e se effettivamente le
soluzioni prospettate concorrono a porre ordine nel CGIE, un organismo giovane, ancora
alla ricerca di se stesso. Si obiettava dunque al CdP : -se poteva ,questi, in contrasto
con quanto deliberato dallAssemblea, anteporre la Conferenza degli italiani nel
mondo a quella "Stato, Regioni, Cgie"; -se poteva decidere circa la
rappresentatività di area senza tenere conto di criteri e dati obiettivamente desumibili
dalle consultazioni popolari avvenute e senza tener conto del parere delle rappresentanze
locali (Comites, associazioni e Camere di Commercio);-se poteva modificare, di propria
iniziativa, le decisioni assunte da un Assemblea di area e le designazioni degli
esperti indicate dai suoi componenti, secondo accordi e criteri espressamente convenuti. Quanto
al primo punto si è rilevato che lart.17 bis della legge istitutiva della
Conferenza permanente tra lo Stato, le Regioni, le Provincie autonome e il CGIE,
stabilisce al comma 6 che "...la Conferenza ha il compito di indicare le linee
programmatiche per la realizzazione delle politiche del Governo, del Parlamento, delle
Regioni, delle Comunità italiane allestero" e che, "...le linee
programmatiche indicate dalla Conferenza (c.7 stesso art.), costituiscono lindirizzo
politico-amministrativo della attività del CGIE". Se ne deduce pertanto che soltanto
dopo aver tracciato i principi generali delle politiche a favore degli italiani
allestero con le Istituzioni interessate, il Cgie potrà dar corso alla Conferenza
degli Italiani nel Mondo che dovrebbe essere la sede naturale di un dibattito ampio,
democratico ed allargato a tutte le categorie sociali e ciò per evitare che la Conferenza
Stato, Regioni e Province, possa disattendere, nel tracciare le linee politiche
programmatiche della emigrazione, le conclusioni e le attese degli italiani
allestero.Sicchè, posto che il CGIE abbia deciso di anteporre questa conferenza
alla prima, la decisione comunque sembra inopportuna per opporsi anche allart.17 bis
menzionato. Cè il rischio concreto infatti che possano essere proprio queste stesse
istituzioni a dover disattendere le richieste degli italiani nel mondo proprio per motivi
legati alla ridisegnatura delle competenze ed ai ruoli che le Regioni sono chiamate a
svolgere con la nuova legislazione. Quanto alla seconda eccezione, senza voler mettere il
dito sulla piaga, ossia su quella gaffe di voler anticipare la costituzione del Comitato
Organizzatore allapprovazione della legge in Senato, si osserva che il segretario
Generale non ha soddisfatto, affermando che le designazioni comunque rispondevano a
criteri di obiettività e democraticità, fatto questo che ha scatenato reazioni di
"rabbia ed impotenza" da parte di alcuni Comites, proprio perchè nella risposta
si lascia intendere che le designazioni, cosi come effettuate, saranno, in prosieguo,
mantenute, ossia che non sarà rivisto il criterio di scelta, che non sarà consultata la
base. Infine per quanto concerne la decisione di modificare la sede a suo tempo fissata
dalla Commissione Continentale di America Latina per la riunione di settembre, si ritiene
che tale decisione è lesiva della autonomia di questo organo e comunque contraria alle
decisioni dallo stesso assunte, sollevando così un problema importantissimo: quello della
gerarchia delle competenze, che non può essere ignorato, come ha fatto il segretario
generale nella sua risposta. Così oggi si apre unaltra riflessione circa le
potestà del CdP ed in paticolare sulla decisione (art.9 c.4 L.368-198) del CdP ,che ha
modificato la scelta della sede (Montevideo invece di Lima). Sembra, anche in questo caso,
che il Cdp si sia pronunziato non sulla priorità della spesa, come vuole la legge, ma
sulleventuale risparmio. Risparmio che per altro non cè , dato che Lima
rispetto a Montevideo rappresenta per buona parte dei partecipanti, una tratta più breve.
La decisione poi del Consiglio di presidenza di tenere le proprie riunioni in località
diversa da Roma (Barcellona, Montevideo e Berlino), in contrasto con precedenti decisioni,
certo non rappresenta una economia, mentre pone a rischio la partecipazione del Ministro o
del Sottosegretario (presidenza del Cgie) per l insorgere di impegni di Governo che
potrebbero impedirne la partecipazione. Daltra parte, il CdP in quanto organo di
coordinamento con le istituzioni dello Stato, ha lo specifico compito di ricercare e
sviluppare proprio a Roma i rapporti con le istituzioni italiane , con i nostri
interlocutori politici, fatto che non affiora in queste decisioni,al contrario... Anche
questa presenza del CdP alle riunioni di area deve essere regolata così come deve essere
regolato il loro funzionamento e la loro struttura. Infatti nella indeterminatezza
attuale, i vice segretari darea possono, anche involontariamente, esercitare ruoli e
competenze che non gli sono attribuiti dalla legge, possono indurli ad assumere decisioni
non dovute, per esempio in presenza di votazioni, nella determinazione dei quorum, nella
compilazione degli OdG, ecc. Quale deve essere il comportamento dei membri del CGIE non
appartenenti allarea nel corso delle riunioni delle Commissioni continentali?
Saranno legittimati e pertinenti i loro interventi sui problemi che riguardano i processi
dintegrazione delle comunità italiane residenti in aree diverse dalle loro? lo
stato dei diritti delle stesse? I contenziosi aperti tra governo italiano ed i rispettivi
paesi di residenza? Accadrà unaltra volta come a Rio che membri del CGIE non di
area, potranno intervenire su problemi tipicamente e strettamente locali, prendendo la
parola per spingere i partecipanti a votare in una piuttosto che in unaltra
direzione ? Questo è quanto accadde a Rio e che potrebbe ripetersi. Perciò sembra
opportuna la richiesta avanzata da piu di uno, di un parere al Contenzioso diplomatico
sullinterpretazione delle questioni poste. Infine si segnala come sui problemi di
carattere funzionale ed operativo del CGIE, sia stato affermato, nella riunione di
febbraio 2000 del CdP, che: "il funzionamento di un organismo come il CGIE, per
consentire una vera funzionalità operativa, che non sia solo un mero passaggio di carte,
che punti alla razionalizzazione delle risorse, delle energie e delle riflessioni,
affinchè queste ultime soprattutto divengano patrimonio di tutti e possano trovare
opportuna collocazione nei lavori di tutti gli organi, dipende dalla capacità di
coinvolgere e delegare". Un enunciato di principio - diciamo noi - che
risponde ai criteri generali di un organismo democratico nel quale "coinvolgere e
delegare" costituiscono elementi fondamentali della partecipazione e del
decentramento. Mentre, poi, nella pratica dobbiamo rilevare che il CdP designa, deroga,
modifica e partecipa anche là dove la Legge specificamente non lo prevede e
lAssemblea non lo delega nè lo autorizza. In una situazione tanto confusa e
politicamente instabile, sarebbe opportuno far quadrato intorno al Cgie, evitando
polemiche e clamori, però affrontando i problemi per quel che sono, dando le risposte
necessarie e cercando di individuare le priorità e le iniziative da intraprendere per
tutelare il funzionamento del CGIE e salvaguardare gli interessi degli italiani
allestero. Si potrebbe richiedere ai membri del CGIE che risiedono in Italia, di
farsi portatori di queste inquietudini, anche nellambito politico, intervenendo a
fianco del Segretario Generale, per trovare soluzioni ai problemi segnalati ed a quelli
ulteriori, determinati oggi dalla elezione di un nuovo Governo o dalla possibilità di
dover ricorrere alle urne anticipatamente.
Bindi "autorizza"gli infermieri extracomunitari
ROMA Primo intervento del ministero della
Sanità per fare fronte allemergenza infermieri: il ministro Rosy Bindi ha trasmesso
ai ministeri interessati e alle Federazioni nazionali degli ordini una circolare per
autorizzare allesercizio delle professioni sanitarie gli stranieri extracomunitari.
Lautorizzazione permette liscrizione allalbo dellordine o collegio
professionale provinciale e quindi la possibilità di esercitare la professione sanitaria
richiesta. Chi già soggiorna regolarmente in Italia o possiede un visto dingresso
per motivi di lavoro, può presentare la necessaria documentazione direttamente al
ministero della Sanità o tramite il datore di lavoro. Chi, invece, è ancora
allestero può rivolgersi anche alle ambasciate italiane "Come avremmo votato
se avessimo potuto farlo?" E innegabile che questa volta abbiamo ricevuto una
informazione molto maggiore, rispetto a tutte le precedenti campagne elettorali, perché
il governo ci ha messo a disposizione, attraverso Rai International, il Corriere della
Sera e la Repubblica, notizie, servizi e commenti a non finire. Così Eabbiamo potuto
apprezzare anche noi residenti a Buenos Aires o a New York o a Sidney, gli stessi animati
dibattiti a distanza conditi da insulti fra il capo del governo DAlema e quello
dellopposizione Berlusconi, che certamente hanno deliziato i cittadini di Canicattì
e di Solferino. Vero è che a Canicattì e a Solferino avevano la possibilità di leggere
anche altri giornali e di sintonizzare, non soltanto la Rai che controlla il governo, ma
anche i canali televisivi di Berlusconi. Insomma, potevano sentire le due campane. Noi una
soltanto. Ma Basti insiste e torna a domandarsi : "se il Parlamento avesse varato la
legge sul nostro voto e il Governo dal canto suo avesse fatto cancellare i morti
dellanagrafe, noi avremmo votato?...Se ci mettiamo a supporre, dice Basti ,forse
siamo portati ad ammetere che sarebbero stati in misura maggiore gli astensionisti.
Daltra parte di tutto si è parlato in questa campagna elettorale, meno che di noi
italiani allestero che, pure, per lItalia abbiamo fatto e facciamo qualcosa.
Anzi, per essere esatti, qualcuno ne ha parlato, ma solo per paragonarci agli immigrati
che oggi sbarcano in Italia: specialmente dalla sinistra si è detto che bisogna
accogliere gli immigranti, perché in tempi difficili altri paesi hanno accolto gli
emigranti italiani. Quindi solidarietà per solidarietà. Daccordo, ma il confronto
vale fino a un certo punto. LArgentina che forse più di qualsiasi altro paese,
aprì generosamente le porte agli emigrati, voleva però che venissimo a lavorare,
pretendeva che portassimo anche un "certificato di non accattonaggio". I
politici italiani che oggi stanno al governo sono molto più generosi, accolgono anche
quelli che "lavorano" nel traffico di droga e di prostituzione. Non è dunque la
stessa cosa. Invece sarebbe bene che la solidarietà nei confronti degli immigrati, la
sentissero e concretamente anche nei confronti degli italiani emigrati, e dei loro figli
disoccupati. E eccessiva la nostra pretesa? (Mario Basti-Tribuna Italiana, Buenos
Aires/Inform). Caterina Zuccaro, sul Cittadino Canadese di Montreal scrive che "I
risultati delle elezioni amministrative che si sono svolte in Italia sono una vera e
propria Caporetto per la sinistra..." Il centro-destra ha vinto in tutte le
regioni del Nord: in Lombardia, dunque, dove la vittoria del suo candidato (Formigoni) era
data per scontata, ma anche in Piemonte, in cui per contrastare la riconferma di Ghigo, il
centro-sinistra aveva schierato la ministra DS Livia Turco; in Veneto, dove al forzista
Galan, presidente uscente, si contrapponeva con grandi speranze, il sindaco di Venezia
Cacciari, e in Liguria, regione matricola del centro-destra. Ma il Polo conquista anche la
Puglia, lAbruzzo e la Calabria, e, a sorpresa, il Lazio e osserva Zuccaro la dove
non vince, nelle regioni storicamnete rosse, guadagna tertreno sensibilmente. La sinistra
ha molto da riflettere sulle cause della catastrofe. In effetti, il centro-sinistra paga
cara la propria rissosità interna, lessersi presentato agli elettori come
unarmata Brancaleone, senza una leadership riconosciuta... con al suo interno forze
della coalizione che non hanno ancora perdonato a DAlema il suo vizio
dorigine, lessersi insediato a Palazzo Chigi con una spregiudicata operazione
di palazzo.I partiti del centro-sinistra, conclude la Zuccaro, si raccolgano a meditare
sul vecchio adagio, mai così attuale: «chi è causa del suo mal, pianga se stesso!».
Le elezioni viste da noi...
In queste elezioni ancora una volta l elettorato
italiano ha utlizzato la partecipazione come elemento regolatore del consenso, dimostrando
considerevole autonomia ed indipendenza dal messaggio politico di parte. A queste reazioni
hanno concorso anche altre cause quali il carattere italico degli elettori che non perdona
certi comportamenti. Si deve convenire infatti che la campagna elettorale è stata
particolarmente pesante, forzatamente individuale insomma una specie di referendum nel
quale la ragione elettorale è passata in secondo piano. Così che poi i voti ,espressi e
non espressi, devono essere interpretati non soltanto come manifestazioni di
disapprovazione politica, ma anche di rimprovero,di critica al sistema:in particolare
verso chi si è lasciato andare al pettegolezzo ed alla maldicenza ... dando vita a
spettacoli ove la rivalità personale è prevalsa sulla ragione politica, sul contenuto
della contesa... inducendo l elettore a riflettere sui programmi che non sono stati
espressi e quindi sulla circostanza che le proposte per il futuro sarebbero state una
continuazione del passato: ossia una corsa al consolidamento delle proprie posizioni
personali, una lotta ad indebolire l avversario, per assicurarsi potere e privilegi
... e ciò mentre l Italia, confusa, voleva capire cosa stava accadendo nella nuova
Europa e cosa sarebbe accaduto "nellItalia delle regioni dopo il 16
aprile...Invece non una parola sull ordine pubblico, sulla sicurezza sociale, sulla
occupazione,sullimmigrazione... non un gesto verso la gente preoccupata per le
rapine, per le stragi del sabato sera, per l aumento della disoccupazione e per
l invecchiamento irreversibile del nostro Paese. La gente avrebbe preferito
ascoltare programmi rassicuranti...e lunica proposta concreta se la è sentita fare
proprio dal Polo sul problema degli immigrati. In una situazione tanto confusa i toni di
disprezzo e le battute "alla de Curtis" ... usate per lapidare sempre
ununica persona, il non candidato, hanno provocato reazioni negative: non hanno
convinto, al contrario hanno messo in evidenza che il vero avversario della maggioranza
era e rimane Berlusconi! che Berlusconi (che paga 3 miliardi al giorno di tasse) è il
mostro da abbattere per risolvere i problemi italiani...Mentre poi ci si è accorti che le
battaglie sulla par condicio, sullo spot politico, erano argomentazioni strumentali ...
non erano i problemi della emergenza come ci hanno voluto far credere. Questa è stata una
operazione sbagliata ... un boomerang. E stato un flop per chi potendosi giovare
della TV di Stato, non è riuscito a trarne profitto ,dimostrando cosi che,non bastano i
mezzi di comunicazione... se le cause sono sballate: la gente vota per quello che si fa e
non per quello che si dice! Il risultato di Formigoni a Milano è un forte messaggio: i
cattolici esistono e sono tanti, determinati anche a riprendere il potere quando trovano
personaggi capaci ed onesti. La Lombardia è un esempio significativo del valore
dell accoppiata liberal cattolica...i cui principi , in fondo, rimangono legati
all educazione ed alla cultura di ognuno di noi. In Lombardia sono riaffiorati nel
voto e l affermazione poteva essere ancora piu consistente se l avversario non
fosse stato Martinazzoli, l ex segretario DC e fondatore del Partito Popolare
Italiano.
Elezioni: i commenti dellEspresso
Domenica nera per il centro-sinistra. ![]()
di Giampaolo Pansa.
Un grande del giornalismo americano ha detto: nessun articolo deve puzzare di
"io lavevo previsto, io vi avevo già spiegato tutto". Ma questa volta,
per dirla alla Storace, me ne frego del consiglio di quel grande e voglio sporgermi chi mi
ha seguito nel Bestiario e in Adesso marrabbio sa che il sottoscritto sapeva, o
immaginava, la catastrofe elettorale del 16 aprile. Carta canta, villan dorme, dice Pansa.
Anche se, naturalmente, avrei preferito sbagliare le previsioni e oggi poter celebrare la
vittoria del centro-sinistra. ...Ma Berlusconi ha fatto man bassa anche al Centro-Sud
,sè pappato il Lazioe e la Puglia, che già possedeva. Comanderà in Calabria e in
Abruzzo. Regioni che si affiancano alla Sardegna (giunta del Polo) e alla Sicilia (dove la
maggioranza degli elettori, anche se non il governo, pende verso il centro-destra).
Insomma, il Berlusca ha stravinto, ha fatto filotto, ha messo sotto DAlema & C.
anche in zone lontane dal Nord. Così sarà per il fu Ulivo. La campana a morto sta già
suonando anche per le prossime elezioni del 2001, se non di qualche mese prima. A meno che
non intervenga la santa degli Impossibili, temo che ci toccherà di assistere a una lunga
agonia, piuttosto che a un lavoro efficace di rimonta. Tutto questo vale ancora di più
per il personaggio di Massimo DAlema. Il vero sconfitto del 16 aprile è lui. Ha
sbagliato le previsioni (ancora sabato sui giornali cerano i suoi incredibili
bollettini di vittoria... un bluff e nientaltro). Ha sbagliato a tendere la mano ai
radicali proprio allultimo momento (e senza nemmeno avvisare i suoi candidati
presidente, per esempio Livia Turco in Piemonte). Ha sbagliato a impostare la campagna
elettorale soprattutto al Sud (Baffo dAcciaio ci ha davvero rotto con la faccenda
che lui è il deputato di Gallipoli!), a meno che non sapesse già di aver perduto tutto
il Nord. Ha sbagliato a presentarsi in giro con la sua solita arroganza, quella che lo ha
spinto a dire negli ultimi anni ai critici che pure votavano per la Quercia: non capite un
c... di politica, lasciate fare a me che ce lho più lungo di tutti e metterò nel
sacco Berlusconi. Per sovrammercato, e per unironia della sorte, lunico dei Ds
ad aver vinto e bene in Italia è Antonio Bassolino, che al congresso del Lingotto non
l avevano nemmeno fatto parlare!Ma se DAlema deve sentirsi male (anche se,
visto il personaggio, non è detto), pure gli altri capi del fu Ulivo non stanno meglio.
Veltroni è latitante da almeno due giorni. I democratici dellAsino sono al lumicino
(a parte il Molise di Tonino Di Pietro) e possono pure chiudere bottega. Nel Ppi,
immagino, ci sarà una brutale resa dei conti e qualche DAntoni prenderà il posto
di Castagnetti. Il resto sono frattaglie.
maggio 2000
La cerca e non la trova...Italiani allestero. I
morti votano i vivi no! ![]()
di Vitaliano Vita -
E uno slogan che scandiamo da anni, senza raggiungere alcun risultato positivo.
Da anni chiediamo di bonificare lanagrafe degli italiani all estero
denunciando che soltanto in Europa, in occasione delle elezioni europee, sono state decine
di migliaia le cartoline. E uno slogan che scandiamo da anni, senza raggiungere
alcun risultato positivo. Da anni chiediamo di bonificare lanagrafe degli italiani
all estero denunciando che soltanto in Europa, in occasione delle elezioni
comunitarie, sono state decine di migliaia le cartoline elettorali tornate indietro non
soltanto perché "indirizzo errato" ma anche perchè "destinatario
deceduto". Un bel giorno autorizzati dal Mae abbiamo fatto una prova di bonifica
degli iscritti nella anagrafe consolare di Caracas dimostrando che con i programmi
informatici giusti si potevano,in pochi minuti rilevare i campi mancanti di informazione,
individuare per classi di età i censiti (ossia gli ottuagenari...) insomma circoscrivere
gli errori ed i fenomeni più ricorrenti per predisporre le necessarie verifiche manuali,
ossia quelle che non si possono fare senza essere degli indovini...(i cambiamenti di
domicilio o le morti non denunciate... tutte operazioni a carico della rete consolare). A
qualcuno ha sempre fatto comodo lasciar credere che il numero degli elettori
allestero fosse tale da poter condizionare la politica italiana... percio si
è preferito lasciar correre, lasciare lanagrafe con gli errori, perchè così
facendo si rinviava laggiornamento delle nuove iscrizioni, una situazione che ha
fatto comodo soprattutto ai nostri detrattori. Oggi qualcuno saccorge che il
problema esiste... perchè le conseguenze toccano in un senso o nell altro i
"propri" interessi: perciò scoppia il problema ! E noi ancora una volta nel
mezzo come cause dirette o indirette con il rischio di alienarci le simpatie politiche
degli uni e degli altri, con il rischio di chissà quali reazioni... Infatti se il
Referendum non passa per questione di quorum, la colpa è degli italiani all estero,
se invece viene effettuata la bonifica e il referendum passa per effetto della diminuzione
del quorum :ugualmente la colpa e nostra ! La gravità della situazione per alcuni
sta nel fatto che "il Governo pur sapendo della esistenza di questa
irregolarita non si affretta a correggerla per garantire la corretta partecipazione
elettorale dei cittadini...!" E la stessa cosa che accade da anni con il voto
agli italiani allestero, che, è risaputo, nella quasi totalità, non possono
tornare in Italia a votare. Più o meno la stessa cosa accade per la determinazione dei
seggi parlamentari nei collegi, la quale viene fatta sulla base di un numero di cittadini
che si sa non potranno votare e che non sono residenti... A noi, per dirla franca, se la
bonifica dellAire, anzichè avvenire domani avverrà dopo il Referendum, sul piano
dei contenuti non sposta nulla..! Circostanza che vorremmo risultasse chiara, che venisse
registrata "a futura memoria" contro ogni possibile coinvolgimento! Fa invece
piacere parlarne e notare che i commenti sono forti, che il problema fa gridare allo
scandalo... (anche se sappiamo che tutto ciò avviene certamente non per amore di
giustizia per i problemi nostri). Noi quello che potevamo fare lo abbiamo fatto
giaqualche anno fa, quando il comites di Caracas denunzio prima le
irregolarità dellAnagrafe, dimostrando poi, con prove di laboratorio, che con
sistemi informatici appropriati si poteva contribuire fortemente alla bonifica
dellAire. Questa circostanza ci fu offerta dalla Direzione generale della
emigrazione che ci autorizzò a fare prove presso il Consolato Generale di Caracas,prove
che vennero eseguite posi-tivamente. Poi suggerimmo (a Rio) che per sensibilizzare
lopinione pubblica sullaggio-rnamento dellanagrafe (cambi di domicilio)
si doveva fare una campagna assidua possibil-mente un lancio, una stringa mobile
giornaliera, sotto i programmi di Rainternational.
Incompatibilità sì ed
incompatibilità no! ![]()
Risposta: Dipende da chi!.
Lincompatibilità secondo taluni (la maggioranza) va giudicata caso per caso. Se
lincompatibile non è allineato al partito o magari pesta i calli a qualcuno...
l incompatibiltà va interpretata e può essere dedotta anche da atteggiamenti
esterni, la simpatia o l interessamento per un proprio rappresentato secondo i
casi... può costituire la prova di un rapporto sottostante di interessi inconfessabili.
Perciò va interpretata come una prova di incompatibilità. Non danno luogo a
incompatibilita manifesta nè provata gli enti nei quali sono coinvolti gli amici
degli amici. Per esempio, se il caso riguarda enti gestori di corsi di lingua italiana
simpatizzanti della opposizione ,cè incompatibilita assoluta, mentre se il
fatto ,pur essendo manifesto, dovesse riguardare proprie cellule o enti formatori amici,
lincompatibilità non si pone, in quanto in presenza di casi "apparenti",
ma sostanzialmente estranei alla corresponsabilità amministrativa e giuridica. E
quanto lascia dedurre la circolare Ferretti contenente un articolo apparso su Rinascita
che riporta un caso abbastanza similare al quale sarebbe interessato il Segretario
Generale del Cgie, Franco Narducci: Questi poi ha naturalmente replicato ammettendo che
certe situazioni di fatto si sono verificate pero sino a gennaio del 2000. Poi però
sono venute meno per espressa rinuncia... perciò tutto è passato! Narducci puo
tornare a respirare a pieni polmoni , a rappresentare il mondo della emigrazione e a
giudicare gli altri anche per quel che non fanno! Non vogliamo credere una riga a quello
che ha scritto Rinascita sul caso Giuliani, ma se così non fosse... dovremmo convenire
che ha ragione Ferretti quando dice " io, per molto, molto meno, meno avrei
sparato!"
Domande dobbligo:ma quanti sono gli iscritti
ai sindacati?
Referendum n.7 - Se su 15 milioni di
elettori che hanno votato ai referendum soltanto il 35%, ossia 5.200.000 elettori hanno
votato a favore del quesito che prevedeva la estinzione della raccolta alla fonte delle
trattenute sindacali....ossia l abolizione di un meccanismo che garantisce la vita e
la funzionalità del sindacato , viene fatto di chiedersi: "ma quanti sono gli
iscritti ai sindacati? I Ds hanno veramente votato in blocco "no"?
Referendum n.6 - dopo le sconfitte di Modena e Reggio Emilia sullabrogazione
del reintegro del posto di lavoro in caso di licenziamento,i sindacati possono dire di
averla scampata bella : 40% si 60% i no, è stato il risultato totale della votazione dei
15 milioni di elettori, fatto che dimostra ampiamente che lappello alla
mobilitazione promosso da DAlema, Uil e Cgil non è stato raccolto. E stata
l astensione promossa dal Polo a salvare i sindacati da una pesante sconfitta e
Larizza a caldo conferma: "avrei preferito un trionfo dei no!" Per il Prof
Biagi, ordinario di diritto del Lavoro all universita di Modena, inserire una
questione cosi delicata in un referendum è stato un errore ed in proposito dice che
chiedere ai cittadini , che sono anche lavoratori dipendenti, di votare contro il proprio
interesse, è pretendere molto.... La legislazione sui licenziamenti va rifatta, ma
perchè abbia meno flessibilità mentre altri lavoratori sono iper garantiti. Bisogna
offrire possibilità di lavoro ai giovani ed ai più anziani che sono usciti dal mondo
della produttività e questo lo si può fare attenuando le garanzie ai più fortunati...
che hanno un posto fisso nella pubblica amministrazione o nelle imprese medio grandi...
LE LEGGI NELLA PATRIA DEL DIRITTO:
40 anni per non farci
votare e pochi secondi per farci morire! ![]()
di Vitaliano Vita
400.000 italiani cancellati dallanagrafe
da un decreto che equipara gli irreperibili ai morti, mentre elude le garanzie della
notifica annullando diritti fondamentali: voto e cittadinanza.
Ci sono voluti pochi giorni per cancellare dallAire,lanagrafe degli italiani
allestero e da quella comunale, centinaia di migliaia di connazionali: morti o con
dati sconosciuti o non indirizzabili. Mentre per quanto riguarda i primi loperazione
sembra giusta, anche se doveva essere eseguita tempo prima, per i secondi, invece, più
che di un provvedimento il decreto rappresenta una provocazione, in quanto confligge non
solo con il diritto, ma anche con il buon senso e la realtà, essendo noto che non si
tratta "dirreperibilità voluta" quella contestata alla maggior parte
degli esclusi, ma di irreperibilità determinata, dalla incapacità dello Stato di
comunicare con il cittadino ovvero di creare strutture e normative in grado di raccogliere
ed aggiornare i dati dei cittadini con i mezzi a disposizione. Invero il decreto non tiene
conto che le irregolarità erano note da tempo all Amministrazione ed alle forze
politiche senza che alcuno avesse provveduto ad eliminarle. Noi abbiamo, personalmente
effettuato prove di bonifica e sono anni che andiamo dicendo che l80-90 % dei dati
dellAnagrafe degli italiani in Venezuela va corretta e bonificata. (Vedasi cambi di
domicilio non aggiornati, il voluto mancato inoltro degli avvisi elettorali nel 97 da
parte del Consolato generale di Caracas, circostanza quella che avrebbe costituito , come
denunciammo, una insostituibile verifica dellesattezza degli indirizzi... le cui
conseguenze oggi colpiscono lintera collettività; infine molti sono gli errori
materiali compiuti nella trascrizione dei dati in lingua straniera). Considerati i danni
che ne sono derivati e che ne deriveranno all intera comunità in caso di voto
all estero, molti si chiedono: perchè a pagare dobbiamo essere sempre noi? Sono
bastati "pochi" giorni per metter su ed approvare quel decreto "salva
faccia" che stabilisce le condizioni per la cancellazione dai registri anagrafici dei
cittadini cosiddetti "irreperibili", ma, considerate le conseguenze che produce
nella sfera dei diritti altrui ( perdita del diritto di voto e di cittadinanza), noi siamo
convinti che durerà poco, e ne avremo la riprova quando saranno resi noti i nomi dei
cittadini "esclusi" e verificate le cause che hanno prodotto la loro
cancellazione... allora ne sentirete delle belle! Dato che il pericolo di irregolarità
nel processo referendario è stato superato, non sarebbe opportuno porre rimedio a questo
decreto, ridisegnando una proposta che tenga conto, per la bonifica dellAire, non di
principi astratti e norme aleatorie, ma delle realtà esistenti, dei mezzi concreti a
disposizione (informatica e nuove forme di comunicazione) già a disposizione
dellAmministrazione (televisione, strutture informatiche, radio), delle esperienze
della rete diplomatica e della collaborazione degli Organismi rappresentativi delle
comunità italiane all estero? Signori parlamentari e membri del Governo lasciate
scadere questo "decreto"! noi da Voi ci attendiamo ben altro trattamento !
Infatti abbiamo preso atto che Governo e politici, quando vogliono, sanno fare miracoli,
anche quando i margini di tempo sono ristretti o stanno per scadere ... è quello che Vi
chiediamo di fare (un miracolo) per far passare il "voto allestero" per
tempo... ossia prima delle prossime elezioni politiche, se veramente questo voto ce lo
volete dare.
Giugno 2000
Ds, è giunto il momento della
"riflessione"
Carlo Fusi sul Messaggero commenta la sentenza che
ha favorito Berlusconi nella annosa vicenda del Lodo Mondadori. Niente è più sbagliato
in occasioni come questa dice Fusi - che trasformare le decisioni di un giudice in
occasioni di polemica politica. Il rispetto della magistratura vale sia quando indaga sia
quando giudica: la strumentalizzazione è un male da evitare come la peste. Tuttavia
sarebbe davvero impossibile non considerare limpatto che la sentenza del Gup può
avere sullopinione pubblica e sulla dinamica politica tra centro-sinistra e Casa
delle libertà. Ed infatti nota Fusi anche da sinistra si comincia a
riflettere sul significato di unintera stagione politica e di una strategia che ha
puntato su una presunta - e tuttavia a giudizio di tanti, conclamata - diciamo così,
"inadeguatezza etica" del leader del Polo a governare proprio a causa delle
vicende giudiziarie in cui era coinvolto. Così Emanuele Macaluso mette il dito nella
piaga spiegando che «i Ds hanno sbagliato in maniera clamorosa perché pensavano che
quello che la politica non era riuscita a fare lo potevano fare i magistrati. Poi una
certa correzione cè stata, ma tardiva». Mentre ancora Pellegrino ricorda come la
fase iniziale di Mani Pulite «fosse caratterizzata da un appiattimento dei Gip e della
magistratura giudicante sulle ipotesi dellaccusa: era fatale e ampiamente
prevedibile che latmosfera nel Paese e nelle aule giudiziarie sarebbe mutata».
Insomma «se cera ancora bisogno di un segnale che il vento è cambiato ora quel
segnale è arrivato», chiosa il veltroniano Fabio Evangelisti, il quale però mette in
guardia sul fatto che non si passi «dal giustizialismo degli anni 90
allimpunità del 2000». E Sergio Chiamparino è netto: «Mi auguro che questa
vicenda serva a mettere una pietra sopra luso politico e la strumentalizzazione
della magistratura». Dunque la riflessione è avviata. Anche su quello che Rebuffa bolla
come «ruolo di supplenza» esercitato da una parte della magistratura. Pur se
lobiettivo è sempre la sinistra: «E colpevole di aver fatto come suor
Gertrude. "La sventurata rispose", scrive Manzoni. E infatti la sinistra ha
"risposto", cedendo alla tentazione di usare politicamente larma
giudiziaria». Ma bisogna anche stare attenti a non cadere nel rischio opposto, proprio
perché si vuole chiudere lepoca della strumentalizzazione. E dunque conclude Fusi:
è corretto dire che Berlusconi ora è politicamente più saldo? Forse a ben vedere no.
Nel senso che la forza che il Cavaliere aveva, mantiene.
Luglio 2000
Ultimissime dal Venezuela
Hugo Chavez riconfermato Presidente
Grossa affermazione anche del partito del Presidente
LMVR si è assicurato la stragrande maggiornza dei membri del Congresso ed il
governo in quasi tutti gli stati. Dopo la riforma costitu-zionali con le megaelezioni
quasi 12 milioni di elettori venezuelani sono stati chiamati ad eleggere il nuovo
presidente della repubblica, i membri del congresso, i governatori di 23 Stati e numerose
cariche locali le avverse condizioni atmosferiche non hanno impedito una partecipazione
soddisfacente.Grazie al sistema di votazione elettronico a lettura ottica è stato
possibile conoscere il risultato in poche ore.
Agosto 2000
Il
trionfo di Chavez ![]()
Dopo cinque consultazioni
elettorali susseguitesi durante i 18 mesi del suo mandato, il presidente Chavez è
riconfermato nel suo incarico e nella fiducia del popolo venezuelano sulla sua gestione.
Con la vittoria schiacciante nelle megaelezioni del 30 u.s., si chiude la fase politica e
costituente del programma inaugurato nel 98.
Scrive il Nazionale, uno degli organi dinformazione
piu seguiti in Venezuela dopo il risultato delle elezioni del 30 luglio scorso: "Hugo
Chávez se mantiene en el poder tras aplastante triunfo". I venezuelani hanno
appoggiato il progetto di "revolución social" del presidente Hugo
Chávez, al rieleggerlo al governo e al rilegittimarlo alla guida del Paese
nellincarico al quale era stato già eletto nel dicembre 98. Un vittoria senza
precedenti se si considera che dei 23 stati che compongono il Venezuela, 14 sono stati
conquistati dal Partito di Chavez (il Movimento Quinta Repubblica MVR), mentre in
parlamento la maggioranza acquisita è tale da escludere qualsiasi sovvertimento. Ma se si
considera che ciò che non è andato a Chavez è andato al suo delfino di ieri, a quel
comandante Cardenas che con lui guidò il colpo di stato del 92, allora si comprenderà
che, indipendentemente dal successo personale di Chavez, quello che ha voluto negare il
popolo Venezuelano è la legittimazione dei partiti appartenenti al passato sistema
bipartitista, appostato su concentrazioni di sinistra e di centro (Accion democratica y
Copei). Chavez poteva governare per altri 4 anni, ma ha preferito con coraggio insolito
per "un recièn electo", fare le riforme e riproporre al popolo una conferma,
accettando di concorrere ad una nuova elezione, rimettendo in gioco cosi il potere già
ottenuto con il voto del 98. Chavez, dopo aver riscritto la costituzione e scardinato le
preesistenti strutture dello Stato, ha preferito ripresentarsi al popolo per un nuovo
consenso che, per usare le parole del Nacional, un giornale che verso Chavez non è stato
mai indulgente, è stato "aplastante", Ora che lo Stato ha una sua
struttura rispondente ai desideri del popolo, ora che gli amministratori che dovranno
gestire la cosa comune ci sono, in quanto eletti ed espressione diretta del popolo,
"ora dice - Chavez, dobbiamo pensare alla economia, a scrivere una costituente
economica" con tutto ciò che implica e comporta questa tendenza alla
globalizzazione. "Dobbiamo stabilire le regole per assicurare efficienza e
produttività al Paese, per mettere a valere le risorse di Venezuela" - ha detto
Chavez - e non si riferisce soltanto al petrolio, allalluminio, al ferro,
alloro, ai giacimenti metaniferi, ma anche alla Agricoltura ed al turismo
"...de este hermoso pais benedito de Dios " che può contare su un clima ed un
paesaggio unici al mondo. Ma linteresse precedentemente mostrato verso i problemi
legati al petrolio, che hanno dato al Venezuela risultati economici straordinari, fa
pensare che Chavez darà grande importanza a quel prodotto che probabilmente costituirà
un argomento fondamentale anche di politica estera. Daltra parte Chavez sa che,
proprio ai fini della auspicata ripresa e per la ricostituzione della fiducia interna ed
internazionale, il petrolio continua ad essere la garanzia economica del Paese, che grazie
al petrolio il Bolivar, in tempi non lontani, è riuscito a raggiungere valutazioni
cambiarie eccezionali e crediti internazionali sproporzionati, consentendo di mantenere
per anni la parità cambiaria con il dollaro. Chavez sa anche che per la realizzazione dei
suoi piani di riforma economica e sociale sono necessari tempo, risorse e stabilità,
tutte cose che hanno un solo nome: petrolio, almeno fintanto che il paese non avrà
ricostituito strutture produttive e finanziarie adeguate.
Extraeuropei
o extracomunitari? ![]()
di Vitaliano Vita -
In questi giorni si è tornato a parlare con insistenza del problema della
manodopera straniera da impiegare nel processo produttivo italiano. Varie le soluzioni
prospettate, ma nessuna di queste sembra abbia soddisfatto gli uni e gli altri, anche in
considerazione che la soluzione di un problema comporta in alcuni casi laggravamento
di altri ,come lordine pubblico che per molti ha un valore prioritario. Noi vorremmo
rilanciare la proposta fatta lanno passato nel corso della III Conferenza della
Regione Lazio e successivamente durante la riunione della commissione Stato e Regioni del
Cgie riguardo la possibilità di impiegare nelle diverse Regioni e nei diversi settori,
anche i figli e nipoti degli italiani allestero che hanno difficoltà ad inserirsi
nel processo produttivo dei paesi in cui risiedono. Questi, in buona parte bilingui o di
lingua madre italiana, sarebbero ben disposti a far ritorno nel paese dei loro padri,
dove, la quasi totalità, peraltro, può contare su parenti ed amici, ossia in caso di
trasferimento, su una ospitalità provvisoria ,senza creare problemi di integrazione
etnica e religiosa, di lingua e di cultura, quasi sempre acquisita ed approfondita su
programmi e sistemi di studio italiani. Una manodopera di cui si conoscerebbe tutto, dalla
provenienza, alla traiettoria personale e familiare che sarebbe orgogliosa di sottoporre i
propri requisiti alla analisi ed al vaglio degli uffici consolari. Una manodopera disposta
a trasferirsi per lavorare in Italia secondo schemi previsti e programmati, sulla base di
contratti e di impieghi integrali . Lo scorso novembre, insieme ad un importante patronato
italiano, promovemmo una inchiesta tra 3000 giovani residenti in America latina ed America
del nord per verificare il loro interesse a partecipare ai corsi di aggiornamento e
formazione professionale promossi dallItalia. In particolare si richiedeva di
conoscere la loro disponibilità a trasferirsi in Italia a fine corsi, se fosse stata loro
offerta una possibilità di lavoro. Il 90% delle risposte fu positivo ossia confermò
linteresse a far ritorno in Italia qualora se ne fosse presentata anche una ragione
di lavoro. Ma allora diciamo noi, se è vero che il fenomeno della denatalità italiana
sta mettendo a prova le forze lavoro esistenti nel paese e se è vero che vari settori
della economia nazionale sono carenti di manodopera (con grave pregiudizio per la
produttività delle aziende) non sarebbe il caso di estendere lofferta lavoro anche
agli italiani allestero che al contrario vivono un fenomeno di natalità opposto? In
America latina dove si stima una comunità di origine italiana composta da oltre 45
milioni di individui le fasce dei giovani tra i 18 e i 29 anni sono le più numerose,
costituiscono una riserva preziosa per un paese come lItalia che è destinato, nel
2005 a vedere gli anziani in sorpasso rispetto alla forza lavoro del paese. Un fenomeno
irreversibile, che si può sanare solo attingendo là dove esistono queste realtà
(perché i figli non si inventano ne si prendono in prestito). Perciò noi chiediamo ai
Presidenti delle Regioni Italiane di farci pervenire, per categorie e per province, il
numero dei posti lavoro a disposizione, per diffondere a mezzo posta elettronica tra i
nostri connazionali (scuole, università, consolati, istituti di cultura, enti per la
formazione, patronati ed organismi rappresentativi) le disponibilità esistenti. Siamo
certi che in pochi mesi potremmo dare le prime risposte concrete e stabilire finalmente se
i giovani italiani allestero possono costituire una soluzione al problema
demografico delle forze lavoro.
Pronti a
tornare... ![]()
Lettera aperta della Redazione di Pagine alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai Ministeri del Lavoro, degli Interni e degli
Esteri, ai Presidenti delle Regioni.
Il nostro giornale, insieme a molti lettori, segue con interesse il problema della
immigrazione in Italia, rilevando gli sforzi che vengono compiuti per cercare di
equilibrare la domanda di occupazione interna con lofferta esterna, e per
armonizzare le nuove realtà alle esigenze dellordine pubblico e della
organizzazione dello Stato. Il fenomeno della denatalità ha prodotto una contrazione
delle forze lavoro che può essere superata soltanto con la immigrazione che a sua volta
crea problemi non meno delicati, come quello della integrazione e della assistenza agli
immigrati e ai loro familiari. Presso alcune nostre comunità dAmerica Latina, ove
al contrario la presenza giovanile è prevalente, le difficoltà di occupazione per i
nostri ragazzi sono sempre maggiori e non sembrano migliorare anche in vista di
sfavorevoli congiunture economiche. Tempo addietro abbiamo eseguito una inchiesta sui
giovani italiani residenti in questi paesi per conoscere il loro interesse a trasferirsi
in Italia per lavoro, se se ne presentasse la occasione, e la risposta è stata
affermativa nella stragrande maggioranza dei casi. Siamo convinti che tale intenzione non
è soltanto dettata dalla necessità di trovare un lavoro, ma anche dal desiderio di
riscoprire le loro radici, di ricongiungersi con i loro parenti , di approfondire la
conoscenza delle loro tradizioni e della lingua dei loro genitori. Qualche anno fa si
calcolava che sono almeno 30 milioni gli italiani che mantengono buone relazioni con i
parenti allestero, oggi dopo lavvento di internet, la frequenza dei contatti
è quasi giornaliera e durante le vacanze il numero dei parenti ed amici in visita ai
connazionali allestero si è triplicato. Ciò per ricordare che nelle "riserve
estere" lItalia ha preziose forze lavoro da poter impiegare nel proprio ciclo
produttivo senza dover affrontare problemi di integrazione ed ordine pubblico, forze
lavoro per altro fornite di una specifica preparazione e di referenze che i nostri
Consolati possono accertare e verificare in fase di contrattazione. Insomma tornare in
Italia, come ne partimmo, con un contratto di lavoro e referenze che attestano chi siamo,
che cosa sappiamo fare e dove andremo a lavorare. Chiediamo a tutti gli enti interessati
di farci avere al più presto il numero e le specializzazioni delle richieste di lavoro
attualmente pendenti nella Regione o provincia.Su queste basi promuoveremo una
"nuova" inchiesta per individuare gli "interessati a trasferirsi" non
soltanto per specializzazione, ma anche per regione e provincia di destinazione.
Disponiamo di una struttura informatica che ci consente di diffondere le nostre inchieste
per via elettronica su un rilevante campione di giovani appartenenti alle comunità
italiane più numerose e siamo disponibili a mettere la nostra organizzazione a
disposizione di una tale iniziativa.
Tra Intoccabili e
perseguitati arrivano le verità ![]()
Una pioggia di accuse e calunnie su gli organismi
di rappresentanza e gli enti della Circoscrizione di Caracas non allineati, annunciano
come al solito che le squadracce sono scese in campo e che si è aperta la campagna
elettorale! Le stesse accuse, le stesse calunnie affiorarono qualche anno prima delle
elezioni dei Comites e durante quelle del Cgie, chi non le ricorda... risultato i
delegittimandi furono rieletti a colpi di stragrande maggioranza sia nel Comites che nel
Cgie. Infatti ciò nonostante anche lultima elezione è andata come la
precedente: 34 da una parte e 6 dallaltra. Per intenderci laltra parte è il
gruppetto di sinistra che nonostante gli aiuti di certa stampa e delle grandi testate
nazionali oltre non riesce ad andare, anzi "certo modo parziale di fare, non
convince, indigna e viene pagato a colpi di lettori. Tanto che oggi è diventato
difficoltoso collocare anche solo un migliaio di copie... altro che 20 mila abbonamenti al
giorno! La colpa? I meriti degli altri, ma certamente anche gli errori dei perdenti che
non vogliono capire che larroganza del potere, labuso e la calunnia non
ripagano! Qui da noi è diventato come in Italia, proprio come suggerisce Pansa nel suo
decalogo del giornalista di sinistra: lavversario va fermato non importa come; i
suoi amici colpiti ed ogni giorno bisogna dargli in testa senza scrupoli e indulgenze. Ma
se questi metodi sono recriminandi per dei giornalisti, figuriamoci per chi va in
Parlamento per fare le leggi. Stupisce che personaggi di esperienza, cultura
amministrativa e politica, possano scendere in campo, correndo fuori pista, per indagare
su lerogazione di qualche decina di milioni di contributi allinsegnamento,
contributi dati dallo stato ad enti privati stranieri, inventati per scaricare su di loro
le responsabilità ed i costi di gestione: contributi previdenziali, liquidazioni di fine
rapporto del personale docente, fitti ed assicurazioni, sugli alunni ed il personale
dipendente. Stupisce ancora che siano stati riconosciuti grandi meriti al Console Generale
di Caracas Trabattoni che per 550 alunni ,14 insegnati e 22 corsi annuali, contro il
parere del Comites, ha assegnato dieci mila dollari allente gestore.... e che poteva
fare quellente che è venuto a conoscenza che la sua richiesta era stata annullata
soltanto a corsi ormai ultimati, ossia un anno dopo la presentazione della sua richiesta?
E un grande merito questo? Senza peli sulla lingua, alle interrogazioni di alcuni
parlamentari fatte sulla vicenda in questione, aveva prontamente risposto il Corriere di
Caracas, con un tagliente articolo a firma del suo direttore Ottavio Pattarino. Né
mancarono le critiche di altri esponenti della collettività.
Il
conflitto di interessi è più facile dietro le quinte che sotto i riflettori ![]()
di Antonio Martino
- Un detto tedesco recita: "Un professore universitario è uno che la pensa in
modo diverso". Ho sempre considerato questo uno dei pochi privilegi della mia,
peraltro malpagata, professione ed intendo avvalermene. Sosterrò una tesi sul conflitto
che non piacerà, temo, non solo allon. Veltroni, al professor Giovanni Stranamore e
a molti esponenti di sinistra, ma persino a un gran numero di benpensanti, di tutti i
partiti. E opinione diffusa che sia necessaria una legge che disciplini il
conflitto di interessi fra Berlusconi proprietario di un "impero economico" e
Berlusconi possibile prossimo presidente del Consiglio, onde evitare che egli faccia uso
del potere per avvantaggiare i suoi interessi economici. La tesi è talmente plausibile
da essere accettata persino dal centro - destra. Infatti, fu proprio Forza Italia a
presentare un progetto di legge alla Camera, che venne approvato allunanimità,
finendo poi insabbiato al Senato, dove giace non discusso da oltre due anni. Sorvolo sul
fatto che le sinistre, al potere da cinque anni, non hanno titolo per lamentare la mancata
regolamentazione, avendone impedito il varo al Senato, dopo averla votata alla Camera. Mi
sembra superfluo, infatti, insistere sul carattere strumentale della loro scandalizzata
quanto tardiva richiesta di regolamentazione: se era così urgente perché non hanno fatto
nulla prima, ed hanno anzi impedito che venisse approvata la legge da loro votata alla
Camera? No, la mia posizione è più radicale. Il fatto è che in un Paese democratico
quale lItalia, malgrado tutti i noti limiti, senza dubbio lattività del
governo è sottoposta al vaglio del Parlamento, specie dellopposizione, del
presidente della Repubblica, della magistratura, degli organi di informazione e,
soprattutto, dellopinione pubblica. Tutti questi soggetti mettono in essere un
controllo costante sugli atti del governo ed è a questa loro attività che noi affidiamo
la tutela delle nostre libertà. Siamo democratici perché convinti che
quellattività di controllo, tipica di una democrazia, ci tuteli nei confronti
dellabuso del potere politico. Per questa ragione la possibilità che il
presidente del Consiglio abusi del suo potere per vantaggio personale è molto meno
credibile della possibilità che persone che non hanno la visibilità connessa a quella
carica facciano altrettanto. Il senatore Gianni Agnelli non è mai stato capo del Governo,
ma sarebbe difficile negare che la Fiat abbia ottenuto "favori" di varia natura
dai governi che si sono succeduti nellultimo mezzo secolo. Chi vuole lucrare
"rendite politiche", in altri termini, può farlo molto meglio se sta dietro le
quinte, anziché al centro della scena, sotto la luce dei riflettori.
Non basta. Il fatto è che se non dovessimo davvero eliminare per legge tutte le
possibili occasioni di conflitto di interessi, cadremmo in una situazione fortemente
paradossale. Dovremmo vietare ad un professore universitario di fare il ministro
dellUniversità, ad un medico il ministro della Sanità, ad un tributarista il
ministro delle Finanze, e così via. Tutte queste persone, infatti, potrebbero fare uso
del loro temporaneo potere di governo per elargire favori alle categorie da cui
provengono, curando così un loro interesse personale. La politica sarebbe in mano degli
incompetenti, di chi, non sapendo fare nulla, non ha interessi privati che possono
confliggere con la propria carica politica. Questi ultimi, tuttavia, per le ragioni più
svariate, come ampiamente confermato dallesperienza, potrebbero far uso del potere
loro conferito per avvantaggiare "amici", sostenitori e benefattori, un classico
ed ampiamente dimostrato esempio di conflitto di interessi.Voglio dire che la
regolamentazione costituisce condizione né necessaria né sufficiente per scongiurare
luso "privato" del potere politico. Per chi occupa una posizione politica
preminente, bastano gli innumerevoli controlli tipici di una democrazia cui accennavo
prima. Per gli altri, per chi opera dietro le quinte della politica e si avvale della sua
influenza sui politici per fare affari a spese della collettività, nessuna legge sarà
mai sufficiente. Lunico rimedio efficace contro la possibilità di usare la politica
per fare affari è il divorzio della politica dalleconomia. Un potere politico
esteso, illimitato, assoluto, infatti, conferma inesorabilmente la saggezza di Lord Acton:
"Il potere corrompe sempre: il potere assoluto corrompe in modo assoluto".
Settembre 2000
Scongiurato o rinviato il blocco dei
Tir?
Caro petrolio tasse e trasparenza
Anche in Belgio e in Gran Bretagna la
situazione sembra avviarsi verso un ritorno alla normalita nonostante che nelle ultime
ore, il petrolio è arrivato al livello record di 1.845 lire al litro dopo gli aumenti
decisi da Fina e Tamoil. Il negoziato tra governo e camionisti è andato avanti ad
oltranza fino a tarda notte, prima con riunioni tecniche seguite dal sottosegretario
Angelini, poi al tavolo comune con il ministro dei Trasporti, Pierluigi Bersani. Alla fine
- dopo aver ascoltato la posizione delle compagnie petrolifere - lintesa è stata
raggiunta attraverso limpegno del titolare dei Trasporti a varare un decreto legge
che prevede la riduzione del prezzo del gasolio attraverso compensi fiscali per 120 lire
al litro, nonchè una clausola per garantire che leffetto della riduzione stessa
resti invariato fino al 31 dicembre del 2000. Nel protocollo di accordo sarebbe prevista
poi una prima verifica per il 29 ottobre e un monitoraggio continuo sui prezzi. Inoltre,
sarebbe prevista una riduzione forfettaria per lanno fiscale 2000 per i veicoli di
portata inferiore ai 35 quintali. E ancora un impegno delle compagnie petrolifere a
ridurre il prezzo del gasolio extra rete, ovvero quello venduto allingrosso,
ripristinando in pratica i valori del giugno scorso. Un griglia di interventi, dunque, che
dovrebbe garantire agli autotrasportatori di recuperare margini di guadagno erosi
dallaumento della materia prima senza dare troppo nellocchio e soprattutto
senza appesantire prodotti più «sensibili» rispetto al livello di caro-vita, come
quello del gasolio da riscaldamento. Una griglia, in definitiva, che permetterebbe alla
categoria di tornare ad un «range» di prezzi del gasolio più basso, cioè sui livelli
che le compagnie praticavano a giugno di questanno : intorno alle 1.689 lire.
Lintesa prevede un pacchetto di misure fiscali e sociali per un totale di 180
miliardi di lire per compensare gli oneri del caro-petrolio ed è stata firmata alla fine
anche dai padroncini francofoni dellUptr, il sindacato più oltranzista e
responsabile della maggior parte dei blocchi intorno a Bruxelles. Anche in Gran Bretagna i
blocchi ai cancelli delle raffinerie sono in gran parte finiti, le autocisterne hanno
ricominciato a caricare il carburante, anche se il paese per quanto riguarda
lapprovvigionamento delle benzine è ancora lontano dalla normalità. Saranno
necessarie almeno due settimane -dicono i tecnici- per poter ultimare i rifornimenti dei
distributori rimasti a secco dopo una settimana di camion-selvaggio. E resta la minaccia
che se il governo non ridurrà le tasse che rappresentano il 75 per cento del costo al
consumo della benzina entro i prossimi sessanta giorni la protesta potrebbe
riprendere,come in Spagna, dove camion, autobus, trattori, taxi e ambulanze invaderanno le
città di Barcellona e Merida per ottenere dal governo di Aznar un piano di riduzione
delle tasse sui carburanti sullesempio di quanto ottenuto finora in Francia e in
Belgio.
Il petrolio ignora lOpec e vola a 36 dollari
Nuovo massimo negli Usa.
ROMA - Laumento produttivo di 800 mila barili al giorno deciso dallOpec viene
giudicato insufficiente dai mercati e così il prezzo del greggio torna ad infiammarsi
toccando i 35,75 dollari a barile a New York mentre in Italia il gasolio segna un nuovo
massimo storico raggiungendo le 1.835 lire al litro. Il quadro internazionale tornato
di nuovo in fibrillazione per la minacce di paralisi che incombono su vari settori
economici, ha spinto ieri i governatori del G10 a mettere in allarme le economie
occidentali (in particolare la zona di Eurolandia dove si allarga a macchia dolio la
protesta di camionisti, agricoltori, pescatori e tassisti) dai rischi di una discesa in
tempi lunghi del prezzo delloro nero. Per quanto riguarda più da vicino
lItalia, mentre il ministro Bersani si prepara ad incontrare le categorie più
colpite dal caro-benzina, a scendere in campo è stato lo stesso presidente della
Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, che ha proposto al presidente nigeriano Olusegun
Obasanjo in visita in Italia, un meccanismo di stabilizzazione dei prezzi petroliferi
attraverso un monitoraggio dei mercati dei paesi produttori e consumatori. Ma il
vero problema dei produttori non è puntare su un prezzo alto, ma avere la stabilità,
ovvero un livello di prezzo del greggio sul quale fare affidamento ai fini di bilancio e
di rientro dalle situazioni debitorie dei vari paesi.Mentre per i paesi consumatori
l imposizione fiscale è la macchina da rivedere dato che l incidenza delle
imposte sul costo del petrolio è diventata insostenibile. Il ministro
dellIndustria, Letta, ha affermato che la ristrutturazione della rete dei benzinai e
lo sconto a regime dellIva sulla benzina sono «entrambe ipotesi che il governo sta
valutando per la prossima finanziaria e che saranno oggetto delle riunioni di questi
giorni con le parti sociali. I presidente dellUnione Petrolifera De Vita giudica
inadeguato laumento produttivo varato dallOpec, il segretario generale del
cartello petrolifero Lukman ha dichiarato che lOpec «ha fatto la sua parte»
invitando i governi dei paesi importatori a ridurre il carico fiscale sui prodotti
derivati dal petrolio «per non mettere in pericolo leconomia mondiale». A questo
proposito ha ricordato che solo il 16% della vendita di un barile di petrolio raffinato in
Europa va ai paesi esportatori, mentre l84% viene assorbito dalle raffinerie e dalle
tasse sul settore. Per il presidente dellEni Gian Maria Gros-Pietro, «è
chiaro che la domanda non può trovare risposte immediate, perchè lindustria
petrolifera non può adeguare lofferta nel breve termine». Pertanto, ha aggiunto,
per abbassare i prezzi dei carburanti «nel breve termine si può manovrare solo sul
prelievo fiscale».A giudizio di Gros-Pietro, comunque, «una politica troppo
condiscendente verso i prezzi non stimola i risparmi energetici e la ricerca di altre
fonti di energia». No, «non siamo contenti», è stato invece il giudizio del ministro
per il Petrolio saudita, Ali al-Naimi: «Vogliamo che il prezzo del paniere Opec si
attesti a 25 dollari per barile». I ministri del cartello petrolifero torneranno a
rivedere le quote nella riunione fissata per il 12 novembre.
Tra
portaborse e deputati ... ![]()
Alcuni parlamentari in previsione che il proprio
collegio cominciava a farsi stretto, da tempo si son dati da fare per cercare nelle
riserve estere di racimolare quei consensi che il regime non riesce piu a garantire in
Italia, come per esempio in Sicilia ove la situazione per la sinistra è ormai di seria
crisi. Si dice che un parlamentare, alcune settimane fa, prevedendo di non essere
riproposto dal partito alle prossime elezioni politiche, in una riunione di amici fidati
abbia preannunciato che , approvata la legge sul voto agli italiani allestero si
tresferirà di residenza in Venezuela, ove con ogni probabilità, oltre a curare certe
amicizie consolidate e chiacchierate..., si proporrà agli italiani di quella regione come
loro rappresentante nel prossimo Parlamento. Naturalmente il progetto non è di questi
giorni: è stato allestito e curato da tempo, da viaggi continui e relazioni assidue che
sono culminate nellapprontamento di un proprio staff politico costituito da scudieri
scelti tra faccendieri disoccupati e funzionari in "cerca di protezione", poi
ripagati da incarichi pseudo istituzionali e da interventi provvidenziali: così
commentava il mese scorso il Corriere di Caracas, in un articolo a firma del suo
direttore, in risposta alle polemiche sollevate in difesa del Console Generale Trabattoni
da alcuni parlamentari amici, articolo nel quale spiegava come i responsabili di gravi
abusi fossero riusciti a mantenere il "mando", sebbene ripetutamente denunciati,
con clamore e determinazione, dalla Comunità e dai sindacati. Già tempo addietro la
Comunità aveva lamentato come, tra gli amici dellamico, fosse stato prescelto
allultimo momento come delegato del Coni, un farmacista, il Dr. Nello Collevecchio,
in luogo di Ribaudo, glorioso campione italiano di tuffi che, incoraggiato dalle richieste
della federazionione dei centri sportivi italiani in Venezuela, si era addirittura
trasferito qui con la speranza di potersi occupare dei 38 centri italovenezuelani. Oggi
apprendiamo da un importante membro della giunta direttiva del Civ di Barquisimeto, Dr.
Trabucco, incaricato dellorganizzazione del premio Miss Italia in the world, che al
fortunato farmacista sarebbe stato conferito un altro importante incarico: la
rappresentanza in Venezuela proprio del premio Miss Italia nel mondo (costo 400 milioni a
carico della Comunità), designazione che secondo il Dr. Trabucco, non sarebbe stata molto
apprezzata anzi fortemente criticata per certa arroganza, abusi ed arbitrarietà compiuti
durante la manifestazione, quali il cambio del protocollo stabilito, che fu addirittura
eliminato, mentre - scrive Trabucco - "... fummo obbligati ad inserire nello stesso,
il senatore Besso Cordero" (amico ed invitato speciale del Dr. Collevecchio) ...
così come fummo obbligati a modificare il numero dei membri della giuria indicati da noi,
senza poter toccare quelli indicati da loro". Qualche anno fa in occasione della
visita in Venezuela del settantenne sottosegretario di stato On Giacovazzo (DC)
,Presidente del Cgie, il Collevecchio, a proposito del suo viaggio, ebbe a rimproverare ai
politici il carattere turistico tropicale delle loro visite... oggi invece il sopralluogo
del Sen. Besso Cordero a Miss Italia nel Mondo è una trasferta istituzionale...
Preconferenza continentale degli
italiani nel mondo Montevideo 27 29 settembre 2000
La Proposta
Venezuela
Relatore: Vitaliano Vita -
LA PRESENZA ITALIANA -
La presenza italiana in Venezuela é significativa e rilevante. Francisco Isnardi é il redattore del primo atto di indipendenza del Venezuela, cosí come italiani sono personaggi di grande spicco anche nellattuale governo, quali il ministro della programmazione economica, Jorge Giordani, e Hector Ciavaldini, presidente di PDVSA, uno dei più importanti enti petroliferi del mondo, sintomi questi di una profonda integrazione nella realtá venezuelana. Sulla base delle posizioni raggiunte dalla nostra comunitá, le sue nuove generazioni, oggi, sono in grado di offrire collaborazione, proporre iniziative e strategie di comune interesse, oltre a rivendicare aiuti ed interventi.
DALLITALIA I MEZZI PER LO SVILUPPO COMUNITARIO... IN AUTONOMIA
In buona sostanza i nostri figli pretendono che dalle relezioni con l Italia si possa ottenere non soltanto RAI International, pensioni o borse di studio (cose utili, ma non idonee a legittimare la crescita e lo sviluppo di relazioni importanti e di reciproco interesse), ma anche cose più consistenti come, per esempio, il riconoscimento dei titoli di studio conseguiti dagli italiani allestero. Questo sì sarebbe un fatto solutivo di molti problemi partici! La comunità deve risolvere i suoi problemi e raggiungere le proprie aspirazioni organizzandosi, individuando le potenzialità e ponendo in evidenza gli elementi di valutazione che la rendano importante e necesaria. I problemi legati alla política italiana non devono essere prevalenti ed assorbenti , anche se consideriamo il voto allestero unaspirazione civile irrinunciabile, un mezzo insostituibile per raggiungere certi risultati, per rendere efficace ed apprezzata la nostra collaborazione. Gli emigrati italiani in Venezuela non sono stati soltanto portatori di folclore, tradizioni ed idee innovatrici per la cultura della comunitá ospitante. Essi stessi, a seguito del miglioramente del loro tenore di vita, sono riusciti a potenziare il loro bagaglio culturale, apportando anche esperienze indotte. Cosí i matrimoni celebrati fra persone di diverse estrazioni e civiltá hanno contribuito a completare ed arricchire la loro cultura. Succesivamente il miglioramento di vita ha reso possibile dedicare maggior tempo alla conoscenza, potenziando la loro formazione e facilitando il loro inserimento nella nuova societá, Va riconosciuto come certe qualitá caratteriali abbiano facilitato linserimento dell italiano nella collettivitá locale, dove ha svolto un ruolo importantíssimo nella comunicazione e diffusione della civiltá e della cultura italiana. Il senso di responsabilitá verso la famiglia ed il lavoro, sentimenti innati in molti italiani, la propensione spontanea al risparmio ed il rifiuto per la spesa inutile, ha indubbiamente costituito motivo universale di apprezzamento e facilitato lunione tra etnie diverse. Va ricordato poi come, oltre alle peculiaritá culturali, anche la creativitá abbia facilitato linserimento dell emigrato italiano nella societá venezuelana, consentendo la salvaguardia della sua identitá che, diciamolo pure, ha saputo con abilitá proporre alla comunità locale in maniera discreta e contenuta, ma efficace e stimolante, proponendo le sue origini culturali, le sue abitudini e tradizioni in modo convincente, senza imposizioni, ma piuttosto in forma pratica e piacevole, come nel campo della ristorazione, della moda , dello spettacolo e della musica... Essi, superata la fase di adattamento e le difficoltá iniziali, hanno sentito il bisogno di costruire scuole, centri sociali e religiosi ove poter liberamente esercitare e coltivare la propria cultura, la propria fede e le proprie abitudini, creando una rete di propagazione che, sicuramente, ha influenzato la societá di accoglienza tanto che quella "voglia di italiano" oggi in voga, é presente non soltanto tra gli italiani di origine, ma anche nella societá locale.
LE STRUTTURE ASSOCIATIVE
La magnitudine delle strutture dei centri sociali che hanno realizzato in Venezuela sono la testimonianza piú convincente di come i nostri emigrati abbiano difeso la loro identitá, di come abbiano operato per preservare il complesso di quei beni morali, culturali e religiosi che caratterizzano l identitá di un popolo. In questo gli italiani del Venezuela sono stati insuperabili, hanno creato dei "sancta sanctorum", dove hanno cercato di mantenere in vita il fuoco della loro civiltá integrandola costantemente con quella delle altre comunitá locali, ovvero adattando la propria a quella degli altri per un integrato modo di vivere in comune. Tutto ció é stato possibile grazie alla forte personalitá del nostro popolo, alla perseveranza e al culto della dignitá dellitaliano, ma certamente non sarebbe stato possibile, come non é stato possibile in altri paesi se il Venezuela non avesse accettato di porre alla base della convivenza comune, fondamentalmente, il rispetto dei diritti umani e il rispetto per la conservazione dell identitá delle comunita etniche che la compongono: un merito altíssimo, una concezione sensibile ed elevata di democrazia collettiva, confermata anche nella nuova costituzione del Venezuela, concezione che, ove fosse mancata, avrebbe impedito che l attuale struttura sociale si formasse coesa ed integrata come oggi si presenta. Per questo e per altre considerazioni noi riteniamo opportuno segnalare alla opinione pubblica il grado di integrazione raggiunto in Venezuela, non per stabilire un elemento di separazione, ma, al contrario, per consentire di valutare serenamente fino a che punto poter convenientemente contare su di una reciproca collaborazione. Integrazione quindi in quanto elemento di attrazione per programmare insieme lo sviluppo delle relazioni, e valutare i limiti della collaborazione sempre piú giustificata dalla presenza di forme di vita comuni, ma anche da interessi sempre piú stretti, conseguenti la loro presenza nelleconomia. Qui il messaggio al Governo italiano perché manifesti concretamente maggior attenzione per il Venezuela, un paese ricco di risorse strategiche, ove la nostra comunita é fortemente radicata e puó aspirare a collocazioni, anche politiche, prestigiose. Da qui il messaggio al Governo perché voglia utilizzare il potenziale delle comunitá italiane per rafforzare i rapporti politici, economici e commerciali con i paesi di accoglienza, favorendo ed incoraggiando una partecipazione piú ampia degli oriundi alla vita locale.
PARI OPPORTUNITÀ
Con riferimento al problema delle pari opportunitá, riferite alla posizione della donna italiana in Venezuela, si ritiene di dover segnalare tra gli argomenti più scottanti il problema delle donne indigenti che raggiunta letà pensionabile, come è il caso delle casalinghe, non hanno potuto beneficiare di accantonamenti contributivi per la inesistenza nel paese (allepoca), di dispositivi previdenziali. Nè daltra parte è pensabile proporre il loro trasferimento in Italia per grarantirne la sopravvivenza, considerate le conseguenze che lo sradicamento dallambiente familiare e sociale provocherebbe in persone avanti negli anni. Unoperazione peraltro che comporterebbe un onere per lo Stato di gran lunga superiore a quello che deriverebbe dalla concessione di un assegno di sostentamento.
LASSISTENZA SANITARIA
Lassistenza sanitaria, considerato che è carente nel paese e che i costi di accesso sono onerosissimi, costituisce uno dei grandi problemi esistenziali per le classi meno abbienti. Infatti il costo dei medicinali e dell assistenza medica assorbe quasi interamente le scarse disponibilità di questi degenti che molto spesso sono costretti a dover scegliere se spendere per acquistare un medicamento o un pezzo di pane. Per evitare queste situazioni deprecabili si auspica la realizzazione di convenzioni per lassistenza medica presso le nostre comunità.
LA FORMAZIONE
Per favorire lo sviluppo economico e
sociale della donna italiana in Venezuela, in particolare la partecipazione delle ultime
generazioni, tra le quali si distingue un elevato e qualificato numero di professionisti,
si sollecita:
- l organizzazione di incontri e intercambi con imprenditori residenti in Italia,
nonchè la realizzazione di corsi per la formazione di microimprenditori.
-la promozione di iniziative commerciali per avviare attività a basso rischio e costi
contenuti;
-lequiparazione, del lavoro svolto a favore della Comunità italiana, in particolare
dei formatori, a quello di pubblica utilità, e, conseguentemente, il riconoscimento dei
contributi previdenziali corrispondenti.ai periodi lavorativi. Si auspica, nell
interesse della tutela del minore, la riforma del nuovo diritto di famiglia in particolare
dellistituto della filiazione naturale. In passato lemigrazione in Italia ha
voluto dire anche emarginazione, ha rappresentato in molti casi il divario sociale.
LINFORMAZIONE
Nella lotta che si profila per la conquista di un superpotere della informazione, la possibilità che possano affermarsi "iperclassi " ovvero una tecnocrazia, va respinta ,così come deve essere combattuto il pericolo che i cittadini piu lontani dallAmministrazione dello Stato, possano rimanerne estranei, ovvero essere pregiudicati "dalle distanze", che spesso li vede avulsi dalla vita del paese. Va respinta la possibilità che queste classi di cittadini siano relegate a sottoproletariato, che certe disuguaglianze obbligate, come vivere lontani dal paese, possano costituire una pregiudiziale anche per la conoscenza, rendendo cosi possibile che, questa, sia appannaggio di pochi... Tutte le innovazioni tendono a penalizzare le persone che non hanno possibilità di accedervi, quindi i piu deboli, coloro che non possono giovarsi di pari opportunità. Molti emigrati hanno vissuto queste esperienze direttamente, sono stati protagonisti di certe realtà drammatiche che li hanno visti per anni confinati in "periferia". Per evitare di ricadere in un processo di impoverimento culturale devono organizzarsi: pretendere che certi benefici statali, come lassegnazione di strumentazioni informatiche e multimediali a credito onore, siano estesi anche ai giovani italiani che vivono allestero, fatto che comporterebbe alti ritorni anche per il nostro paese.
LASSISTENZA SOCIALE
Lassistenza sociale in America Latina, nonostante il trascorrere degli anni, continua purtroppo ad essere un argomento prioritario. In particolare lindigenza degli anziani che, nonostante i molti tentativi, studi dibattiti e conferenze organizzate dallemigrazione e dalle forze politiche, ad oggi, non ha trovato una possibile soluzione. Uno degli ostacoli maggiori per contenere il dilagante fenomeno della indigenza in Venezuela, è costituito dalla impossibilità di poter determinare il numero dei bisognosi, fatto questo che impedisce allo Stato di poter quantificare lintervento e quindi predisporre una somma determinata per la soluzione del problema, secondo le regole della pubblica amministrazione. Con la finalità di risolvere il problema o comunque provocare soluzioni possibili, proponiamo la concessione da parte dello Stato, di almeno 3000 assegni sociali destinati ai casi più gravi, secondo criteri equitativi e validi per tutti, quali, per esempio: - che limporto dellassegno non sia inferiore alla pensione sociale in vigore in Italia, (somma che, certamente, contribuierebbe a una sopravvivenza dignitosa); - che sia finanziato attraverso un fondo statale costituito dalle disponibilità destinate allassistenza diretta e indiretta, e dai fondi provenienti dalle Regioni maggiormente interessate al fenomeno migratorio, mentre per la determinazione degli aventi diritto dovrebbero essere seguiti criteri generali, rispondenti per esempio ad un periodo prolungato di residenza nel paese; al possesso della cittadinanza italiana; al raggiungimento del 65 esimo anno di etá ed a un riconosciuto stato di necessitá.
PARTECIPAZIONE E DIRITTI POLITICI
In quanto alla partecipazione ai diritti politici, nella attesa che l annoso problema del voto allestero venga formalmente risolto con lapprovazione degli articoli 56 e 57 della Costituzione, si fa rilevare con profonda e sentita preoccupazione che il pericolo che la legge ordinaria regolatrice non venga approvata nei termini necessari, esiste, é vivo e probabile ed in egual misura esiste la possibilitá che la legge ordinaria sia approvata in un dettato che non corrisponda e non soddisfi le aspettative delle comunitá allestero. In questa eventualitá sarebbe auspicabile che la legge non arrivasse a destino, perché, dopo 50 anni di lotte e di rivendicazioni, lassenza di una rappresentanza parlamentare diretta, sarebbe una delusione: una vera e propria beffa. Per sanare le molteplici sperequazioni determinate dalla interruzione dell efficacia della legge per il riacquisto della cittadinanza, si chiede che vengano riaperti i termini per dare lopportunita agli interessati di poter esercitare il loro diritto, estendendolo non solo ai figli minorenni, ma anche a quelli maggiori di età, considerato che l effetto dello jus sanguinis non può essere nè limitato nè circoscritto. Sul piano delle relazioni bilaterali, si auspica: - lo sviluppo di relazioni culturali a livelli piú elevati e comunque tali da consentire agli italiani allestero (artisti, scrittori, studiosi e ricercatori) di poter partecipare alla vita culturale italiana con uguali possibilita di accesso; - di riproporzionare gli interventi che lo Stato italiano prevede a favore delle comunita allestero, alla realtá delle classi meno abbienti e non ai parametri dedotti dal tenore generale di vita delle popolazioni di accoglienza, circostanza questa che incide sulla determinazione degli interventi dello Stato a favore dei paesi in via di sviluppo. La presenza di una nuova generazione, che nasce da una tradizione imprenditoriale, assicura maggiore produttivitá, contribuisce a creare le condizioni favorevoli allo sviluppo di attivitá produttive con ricadute occupazionali sia nel paese di residenza che in quello di origine. Non ci rimane perciò che auspicare una politica concreta, di valutazione delle potenzialitá delle comunità italiane all estero, considerato che il mancato riconoscimento da parte dellItalia dei loro reali valori ha creato situazioni di svantaggio per luno e per laltro determinando, in alcuni casi, emarginazione e frustrazione. Infine intendiamo concludere ricordando alla opinione pubblica italiana che la nostra comunità, che tanto si é distinta per laboriositá, tenacia e produttivitá, non sará mai un peso per l Italia, ma un socio leale: un alleato poderoso e fedele! (Si uniscono le schede sulle tematiche trattate, per il loro uso nelle commissioni di riferimento)
A proposito di verità, intoccabili e perseguitati...
Il Presidente della Federazione insegnanti ed enti gestori
di Venezuela (Fiegiv), responsabile della Commissione scuole del Comites di Caracas,
replica alla risposta che il sottosegretario di Stato Serri ha dato ad una interrogazione
di un gruppo di senatori DS che voleva saperne di piu sull impiego di fondi
stanziati dallo Stato per sostenere la diffusione della lingua e cultura italiana in
Venezuela. Il Sottosegretario aveva fatto sapere agli autori dellinterrogazione, che
dalla documentazione acquisita "risultava che i contributi a suo tempo concessi
(96 e 97 ) all Odici di Venezuela erano stati effettivamente spesi per le finalità
istituzionali..." risposta che sembra non aver soddisfatto i sollecitanti i quali
sostengono che il Ministero ha assunto provvedimenti punitivi nei confronti
dellattuale Console Generale solo perchè questi volle indagare sullimpiego di
detti finanziamenti, migliorare (?) la efficienza dei servizi consolari e ridurre, come in
effetti fece, a 10.000 dollari annuali i contributi richiesti da quell ente per la
gestione di 22 unitá educative distribuite in 7 Stati diversi e diretti a oltre 500
alunni.... il Presidente della FIEGIV, Istituzione alla quale è affiliato lODICI
fin dalla sua costituzione, interviene dunque sulla questione e precisa che nellanno
95, epoca della domanda di contributo per lesercizio 96, lente
"inquisito" non era ancora stato costituito e dunque non poteva essere, nè fu,
beneficiario del finanziamento in questione. Questo era stato invece attribuito ad altro
ente operante nello stesso territorio e gestore, per altro, di attività scolastiche in
vari centri periferici, dislocati in diversi stati del paese. Sento il dovere di
segnalare che lODICI ed altri enti, furono costituiti proprio per suggerimento
dellAmministrazione dopo il convegno sulla diffusione della lingua e cultura
italiane nel mondo (marzo 96) dove il motivo dominante fu proprio linvito a
consorziare le forze degli enti gestori ai fini di una più efficiente amministrazione e
di una più efficace penetrazione della nostra lingua e cultura nel mondo. Ciò detto
sottolineo che i fondi stanziati per lesercizio 96 per la gestione di 14 unità
scolastiche per 391 alunni, furono di L.19.680.000, somma che non è stata sufficiente a
coprire neppure gli stipendi del personale docente impegnato nelle iniziative avviate; la
somma di L.152.000.000, come risulta dai documenti forniti, fu utilizzata per la
realizzazione di 2 corsi di formazione professionale diretti a 74 docenti non di ruolo
operanti nei corsi di lingua ecultura italiana di tutta la Circoscrizione consolare di
Caracas. I corsi di formazione si svolsero sotto la supervisione ed il controllo della
direzione didattica del Consolato Generale. I restanti 190.000.000 rappresentano
lassegnazione una tantum erogata dal Mae per fornire le aule di materiale
multimediale per le 14 unitá educative, ció rappresenta un investimento di circa
13.000.000 per aula. A chiusura dellesercizio lente in questione metteva a
disposizione dellamministrazione un risparmio di circa 35 milioni. Per quanto
riguarda lODICI, vale ripetere che il primo contributo attribuitogli non era di sua
pertinenza, quello erogatogli per lanno 1997 non fu di 232 milioni, come affermato,
ma di 174.000.000, dei quali Lit. 41.000.000 andarono per la gestione dei 22 corsi svolti
da 14 insegnanti per 550 alunni ; 55.000.000 furono spesi per pagare le spese di due corsi
di formazione nelluso dei materiali e strumenti didattico informatici per tutti i 70
insegnanti della Circoscrizione, mentre la rimanente somma di 77.000.000 fu spesa per
laggiornamento e la fornitura di materiale mulktimediale per 8 aule di recente
costituzione. E importante rilevare continua il responsabile della
Commissione scuola e cultura del Comites di Caracas che lODICI è un ente
senza fini di lucro, che la maggior parte degli alunni non paga rette di partecipazione e
che, in sede di consuntivo, lente stesso aveva sottoposto la sua gestione
amministrativa alla "auditoria de un contador pùblico colegiado", come
risulta dalla documentazione fornita a suo tempo e d inviata in visione anche al Comites
di Caracas. Fatti i dovuti calcoli il costo ora-alunno dellesercizio era stato
inferiore alle 500 lire,un costo tra i piu bassi del continente: una somma ridicola per un
servizio di pubblica utilità dovuto dallo Stato e che invece viene scaricato sulle spalle
del volontariato. E opportuno ricordare ancora una volta che le spese degli enti
gestori sono deducibili dalle relazioni degli insegnanti: eventuali irregolarità
salterebbero immediatamente alla vista, tanto più che, nel caso del Venezuela, dove sono
state costituite due associazioni con fimalita cooperativistiche,come lOdici e la
Federazione insegnanti ed enti gestori, che esaminano ed elaborano i preventivi di spesa,
proprio per trasparenza, in forma collegiale, nel senso che i costi (insegnanti) , le
quote di frequenza e gli acquisti, sono stabiliti per concertazione ed in molti casi
(libri e materiale multimediale) sono addirittura effettuati in forma associativa. Questi
sono i criteri seguiti durante i periodi indicati, perciò cè da chiedere perché
si inquisisce lODICI e non gli altri? Siamo alla seconda interrogazione ed alla
seconda indagine del Ministero conclusasi con affermazioni di totale e completa
regolarità dellEnte. Non siamo certo i soli a chiederci perché tanto accanimento!
In verità se una interrogazione doveva essere posta alla Amministrazione, questa
doveva avere lo scopo di conoscere come sia possibile sostenere 20 corsi annuali con 550
alunni e 14 insegnanti con i "10.000 dollari" fissati dal Console Generale di
Caracas; se un interrogazionme doveva essere fatta essa doveva chiedere come sia possibile
concepire che a un docente non di ruolo,che ha dedicato 20 e più anni della propria vita
allinsegnamento e alla diffusione della nostra lingua e cultura all estero,
non sia riconosciuto non solo un minimo di tutela sociale e sanitaria, ma nemmeno una
assicurazione contro gli infortuni, con il risultato che molti di questi connazionali si
ritrovano alla fine della loro vita lavorativa senza pensione, senza assistenza, senza
risorse e con lunica alternativa di dover tornare in Italia per avere diritto a
richiedere la pensione dei poveri. Ma questi evidentemente non sono temi che possono
interessare i nostri interroganti alla vigilia delle ferie estive,mentre è piu
interessante inseguire l odici ed il comites di caracas su informazioni peraltro
inesatte.
LOpec
deve contribuire alla stabilita del mercato... e gli altri? ![]()
La riunione dell Opec per gli osservatori
è una risposta alle inquietudini del mondo di fronte alla possibilità di una nuova crisi
del petrolio.Sono molti a chiedersi se si tratta di una speculazione dei paesi produttori
o se la speculazione sta dall altra parte... La Opec per la prima volta ha
denunziato apertamente che gli eccessi sono la causa principale della situazione ma devono
essere affrontati con obiettività e responsabilità. E stato ricordato come 8
dollari al barile è stato un prezzo speculativo inaccettabile e che quello attuale che
rappresenta solo un 15% dei ricavi dalla vendita non costituisce il punto focale del
problema.E stato sottolineato anche come la scarsezza sul mercato non sia stata
determinata dalla mancanza di crudo, ma dalla insufficiente produzione delle raffinerie
dei paesi industrializzati,dall aumento dei cosumi interni dal contenimneto dei
minimi delle scorte ...Ma la opinione pubblica mondiale vuole rivedere non solo il costo
del petrolio,fin troppo noto,ma il guadagno delle raffinerie,della distribuzione e
lincidenza delle imposte, il criterio per la loro applicazione e
ridistribuzione,cosi vegono alla luce problemi sopiti che rischiano di mettere in
discussione tanti risultati e soprattutto la valenza di certi sistemi economici e
produttivi.Pare di capire che lOpec abbia interesse a determinare una quotazione
possibilmente "firme" del prezzo del greggio, per poter contare su entrate
stabili che consentano programmare in modo certo la spesa e lammortamento delle
esposizioni contratte.Siamo pronti a collocare altri 500.000 barili in uno due mesi
sul mercato ,perchè siamo convinti che alti livelli di prezzo non favoriscono nè noi nè
leconomia mondiale.. poi è stato ricordato che lOpec produce solo il 40% del
petrolio che si consuma nel mondo allora perchè non dare la colpa ai paesi che producono
il restante 60%? Infine è stato ricordato che se lOpec non esistesse non vi sarebbe
nessuna entità organizzata per raggiungere una moderazione dei prezzi.
Pre-Conferenza Latino-Americana
(Montevideo 28-29 settembre)
Documento finale per la Prima Conferenza degli
Italiani nel Mondo
LAmerica Latina, composta da paesi con
realtà storica differenziata a seguito della conquistata indipendenza di ciascuno di
essi, ospita la maggioranza dei cittadini nel mondo che vantano unorigine italiana.
I partecipanti alla Preconferenza dell America Latina, individuate le realtà
comuni e le specificità di ogni singolo paese, propongono gli interventi necessari per
una valorizzazione del patrimonio che le comunità ivi residenti rappresentano.
1- INTEGRAZIONE E PROMOZIONE SOCIALE
I nostri connazionali, di norma inseriti senza difficoltà nel contesto socioculturale dei
differenti paesi, hanno contribuito e contribuiscono attivamente a scriverne la storia.
Questa integrazione non ha separato dall Italia i suoi figli lontani e per questo
essi sono il veicolo naturale per una reciproca collaborazione in campo economico,
culturale e sociale.
Ne deriva quindi lappello alle istituzioni politiche e amministrative italiane ad
approfondire i rapporti politici, economici e commerciali con le nostre comunità
dellAmerica Latina, per potenziare la presenza dellItalia, contribuendo a
creare maggiori e migliori opportunità per le stesse comunità. Allo stesso modo si
richiama lattenzione sulla situazione di crisi che attraversa il continente,
evidenziata anche dalla relazione del CEPAL da cui risultano dati allarmanti sull
aumento della povertà che ha toccato livelli mai raggiunti fino ad ora. Come conseguenza
diretta, il numero di nostri connazionali in serie condizioni di disagio ed abbandono è
notevolmente aumentato. Si richiede pertanto:
Per il settore delleconomia e del lavoro - La presenza di istituti di credito
più vicini al modello italiano per la media e piccola impresa al fine di favorire
investimenti italiani in America Latina e la cooperazione tra le imprese dei vari paesi.
Tali istituti dovrebbero anche fornire un supporto per l elaborazione di progetti
per usufruire di crediti europei, italiani nazionali o regionali. Un rafforzamento delle
nostre Camere di Commercio teso ad allargare i contatti con gli operatori locali. Un
potenziamento sostanziale di addetti commerciali qualificati e una presenza degli uffici
ICE in ciascun paese. Corsi di specializzazione in loco o in Italia, nelle aree
accuratamente individuate secondo le necessità di ciascun paese, per l inserimento
giovanile nel mondo del lavoro. In presenza di corsi di formazione o perfezionamento
professionale finanziati dal Ministero del Lavoro, si richiede di garantirne l
adeguata programmazione e diffusione attraverso la tempestiva pubblicazione dei bandi di
concorso, nonché di assicurare il controllo rigoroso sull idoneità dei progetti in
relazione al piano paese, sottoponendoli anche al parere dei Comites. Suggeriamo inoltre
di considerare la cittadinanza italiana come non discriminante per i beneficiari dei
corsi, dato che ci troviamo in unarea dove sono numerosi i discendenti che
possiedono solo il proprio cognome per dimostrare la lontana origine italiana.
Per il settore culturale - Creare le premesse per una reale diffusione della lingua
e della cultura italiana in America Latina, attraverso scuole italiane, corsi ex lege 153,
Dante Alighieri e Istituti Italiani di Cultura. Trasmettere ai giovani una conoscenza
continuamente aggiornata della realtà italiana, avvalendosi anche delle nuove tecnologie.
Completare il quadro degli accordi bilaterali in materia di equipollenza dei titoli di
studio di qualsiasi grado. Utilizzare specialisti delle nostre comunità per elaborare
"piani paese" che offrano una mappa delle singole realtà, contribuendo così a
delineare un piano appropriato per ciascuna di esse. Assegnare borse di studio di livello
universitario e postuniversitario da usufruire in Italia che rispecchino le necessità
delle aree indicate nel piano paese. Promuovere una riforma dell attuale schema di
cooperazione scientifica e tecnologica come appoggio alla potenzialità dei paesi
latinoamericani.
Per la tutela sociale - Aumentare in maniera consistente i contributi destinati
all assistenza diretta ed indiretta, assicurando che questi ultimi pervengano in
tempi utili a garantire l intervento. Consentire un maggior ruolo dei Comites dando
loro facoltà di esprimere pareri motivati anche in merito all applicazione
dell assistenza diretta. Destinare, secondo le necessità di ogni singola
circoscrizione consolare, una parte dei fondi dell assistenza diretta per stipulare
convenzioni con strutture sanitarie locali allo scopo di fornire servizi medici e
farmaceutici e potenziare quelle già esistenti. Attivare convenzioni internazionali in
materia di previdenza sociale e di sanità laddove non esistano e perfezionare quelle già
esistenti. Istituire un contributo di solidarietà, rivedibile periodicamente, per gli
italiani residenti in America Latina, basato sui criteri stabiliti dalla normativa
italiana in materia di assegno sociale. Destinare la quota non assegnata dell 8 per
mille al finanziamento del contributo di solidarietà. Armonizzare gli interventi
regionali a favore dell emigrazione. Approvare la legge di riforma sui Patronati.
II - PARTECIPAZIONE E DIRITTI POLITICI
Per consentire il fondamentale diritto degli italiani residenti all estero di
esercitare il loro diritto di voto, é necessario che venga al più presto completato
l iter legislativo in atto. E necessario inoltre che l Anagrafe degli
Italiani Residenti all Estero funzioni in modo adeguato, aggiornandola accuratamente
e tempestivamente. Riguardo alla Riforma della rete consolare, ne sollecitiamo la
redistribuzione in America Latina, adottando criteri obiettivi, che considerino le singole
realtà, con particolare attenzione alle difficoltà di comunicazione territoriale che
presentano molti paesi. Auspichiamo una più puntuale applicazione all estero della
Legge Bassanini, allo scopo di minimizzare gli iter amministrativi, oggetto di disagio
nelle nostre comunità. Insistiamo che deve essere urgentemente approvata la Legge di
riforma dei COMITES, organi indispensabili delle comunità italiane nel mondo, giacente
dal 1995 in Parlamento. In applicazione al concetto di "trasparenza", chiediamo
che i pareri espressi dai COMITES, qualora non condivisi, debbano ricevere risposte
scritte, motivate e opportunamente notificate agli interessati. Affinché i COMITES
possano compiere opportunamente le loro funzioni è indispensabile che i finanziamenti,
anche inviati in più soluzioni, pervengano in tempi utili. Chiediamo che i membri del
Consiglio Generale degli Italiani all Estero siano eletti direttamente dalle
comunità come già avviene per i membri del COMITES. Affinché i diritti civili
pertinenti agli italiani siano costituzionalmente garantiti a tutti coloro che ne hanno
diritto, chiediamo: a) che siano riaperti, senza limitazioni di tempo, i termini per il
riacquisto della cittadinanza; b) che le incongruenze rilevate nelle conseguenze del
riacquisto della cittadinanza a danno dei figli maggiorenni, siano annullate; c) che sia
riconsiderata la norma che limita al 1948 la trasmissione della cittadinanza da parte
della donna, in pieno contrasto con la Costituzione.
III - IDENTITA E VALORIZZAZIONE DELLE ORIGINI: LE COMUNITA COME VALORE E
RISORSA
Uno dei veicoli naturali per la valorizzazione allestero del nostro patrimonio
socioculturale è senzaltro la lingua italiana. Il suo studio e la sua diffusione
rappresentano da un lato la ricerca del legame culturale con le proprie origini e
dallaltro aprono spazi verso i molteplici interessi economici che legano
lAmerica Latina allItalia. Come si è già detto precedentemente,
lelaborazione dei "piani paese" permetterà una reale distribuzione dei
corsi e dunque dei finanziamenti necessari allo scopo per evitare spreco di risorse e
presenza a macchia degli stessi corsi. Alla luce delle esperienze già vissute, per quanto
riguarda i corsi di aggiornamento, chiediamo che ai pacchetti provenienti dallItalia
siano aggiunti corsi per costituire un gruppo di formatori che dovrebbero seguire,
nellarco di tempo tra un corso dallItalia e laltro, i docenti
beneficiari dei suddetti. Ovviamente, a loro volta i formatori dovrebbero essere
sottoposti ad un aggiornamento continuo, per mantenersi in contatto con la realtà
italiana da trasmettere. Ricordiamo alle autorità ministeriali le gravi difficoltà
economiche sopportate dagli enti gestori per supplire ai ritardi incomprensibili nel
ricevere i fondi, di per sé già diminuiti in questi ultimi anni.
Materiale didattico.Teniamo a sottolineare che il costo dei materiali multimediali,
imprescindibili per l effettività dei corsi, grava sulla richiesta di finanziamento
in quanto troppo spesso gli enti gestori non ne possono sostenere la spesa, per cui si
richiede al competente ufficio ministeriale di non ridurne o addirittura sopprimerne
lerogazione. Lauspicata elaborazione ad hoc e susseguente diffusione di
programmi televisivi culturali ne permetterà lutilizzazione nei corsi, diventando
un importante ausilio didattico.
IV - RUOLO DELLE GIOVANI GENERAZIONI NELLA PRESENZA ITALIANA ALLESTERO
I giovani, perfettamente integrati nella società dei paesi in cui vivono, rappresentano
una percentuale elevata delle future risorse umane anche per l Italia. Chiedono che
la loro voce sia ascoltata e che siano previsti provvedimenti che li rendano partecipi sia
dei COMITES che del CGIE. Esprimono ancora il desiderio di potersi riunire periodicamente
allo scopo di favorire l integrazione socioculturale delle distinte realtà
latinoamericane e chiedono alle autorità italiane di studiare i meccanismi normativi per
finanziare e realizzare questo progetto. In materia di corsi professionali, i giovani
tengono a sottolineare che la loro partecipazione ad essi offre all Italia
condizioni più favorevoli per incrementare i propri investimenti nell area
dell America Latina e a loro stessi maggiori opportunità occupazionali e maggior
inserimento nell attività produttiva. Chiedono che, nella prevista apertura del
sito Internet denominato Rete Italia, sia inserita una pagina specifica destinata ai
giovani, per consentire loro di usufruire in tempi reali delle informazioni che li farà
accedere alle varie opportunità che si offriranno. Raccomandano inoltre che i vari mezzi
di comunicazione si dedichino a sviluppare anche temi di loro interesse. Chiedono che, per
fronteggiare la rapida globalizzazione che rischia di far perdere loro la propria
identità, siano favoriti tutti gli interventi atti a consolidare il loro legittimo
sentimento di appartenenza alla cultura italiana, senza per questo diminuire il vincolo
che li unisce al paese dove sono nati. V - RUOLO DELLE DONNE NELLA PRESENZA ITALIANA
ALLESTEROE innegabile il ruolo fondamentale svolto dalla donna in modo
naturale e pertanto meno appariscente nella trasmissione dellitalianità
nellambito della propria famiglia, nucleo primario delle comunità italiane. In
termini di pari opportunità siamo costretti a rilevare che da una parte si parla del
valore della donna nellemigrazione italiana e dallaltra molte volte alle
stesse donne vengono negate le stesse prerogative. In alcuni paesi latinoamericani si
verifica purtroppo un notevole contrasto tra la legislazione locale e quella italiana, a
scapito della condizione femminile. Citiamo il solo esempio delle conviventi "more
uxorio", che non possono godere della reversibilità della pensione italiana del
convivente in quanto non concessa dalla legislazione vigente, al contrario di quanto
prevedono alcune legislazioni locali. Si chiede all Italia, in considerazione del
grande successo delle micro imprese informali, di trasmettere alle comunità in America
Latina tutte le informazioni e i supporti tecnici per favorire limprenditoria
femminile, attraverso uno "Sportello Donna" da aprire in ogni paese
latinoamericano. Merita unattenzione prioritaria il caso delle donne italiane che
dopo aver dedicato tutta la vita a svolgere attività cosiddette casalinghe, si ritrovano
nella vecchiaia in condizioni di indigenza.
VI - INFORMAZIONE DALLITALIA AL MONDO E DAL MONDO ALLITALIA
I mezzi dinformazione delle nostre comunità sono il loro portavoce e ne favoriscono
l integrazione. Per limportanza che rivestono sono uno strumento da difendere
e potenziare. I contributi attualmente previsti per i mezzi di comunicazione all
estero sono esigui e pertanto non consentono loro di svolgere i compiti inerenti alla
propria funzione. Per questa ragione si chiede che sia previsto un considerevole aumento
di tali contributi per soddisfare lespletamento del loro ruolo allinterno
delle comunità e che possa coprire la vasta gamma di proposte offerte dalla tecnologia
moderna. Proponiamo che per poter supplire alla difficoltà di reperire talvolta
giornalisti che possiedano un eccellente dominio della lingua, sia offerta ai ragazzi che
devono svolgere il servizio civile, la possibilità di prestare servizio presso le
redazioni dei mezzi locali di comunicazione. Sarebbe opportuno che i nostri mezzi di
comunicazione potessero accedere ai crediti agevolati per il rinnovamento e l
ampliamento delle loro strutture e che dalla legge sull editoria ancora in
discussione sia già stralciata e applicata la parte che ci riguarda. Chiediamo anche la
collaborazione alle nostre regioni affinché utilizzino parte dei loro fondi per
lemigrazione per pubblicità sui nostri giornali e che questa sia anche un mezzo di
informazione e divulgazione culturale, turistica ed economica. Chiediamo inoltre una
riforma delle convenzioni che riguardano le agenzie dinformazione per facilitare le
esigenze di ogni mezzo di divulgazione. Si chiede infine di essere favoriti anche nella
distribuzione della pubblicità istituzionale. E´ opportuno sottolineare per quanto
riguarda linformazione di ritorno la necessità di sensibilizzare i mezzi di
comunicazione italiani, allo scopo di rendere obiettive le loro relazioni sulle nostre
comunità per evitare quelle distorsioni che troppo spesso vi appaiono, in quanto
disconoscono la realtà dei paesi latinoamericani. Per quanto riguarda i servizi di RAI
International, chiediamo una ristrutturazione del palinsesto destinato allAmerica
Latina, che comprenda anche la proiezione in Italia, sulle reti RAI nazionali di servizi
prodotti in loco, per facilitare la conoscenza della realtà latinoamericana (Inform)
Ottobre 2000
Voto addio?Voto all estero e legge ordinaria ![]()
"Basta una clausola di una
legge ordinaria per annullare 50 anni di battaglie politiche e parlamentari"
E quanto potrebbe accadere applicando il disposto
dellattuale proposta di legge che stabilisce: gli elettori italiani residenti
allestero per poter votare devono riempire una "cartolina" con i propri
dati ed indicare dove intendono votare: se nella circoscrizione estera indicata
nell Aire o se nel collegio italiano di provenienza. Che accadrà se
linteressato non compie con queste formalità, magari perchè non vuole che terzi
conoscano il suo domicilio o... perchè ritiene piu sicuro recarsi personalmente a
ritirare il certificato elettorale ? Ed ancora che cosa accadrà se i dati riportati nella
famosa cartolina non giungeranno a destino, o fuori dei termini fissati nella legge
ordinaria ? In alcuni paesi dAmerica latina il sistema postale è molto lento...
talvolta gli auguri di Natale arrivano a Pasqua dell anno successivo.Non è
sufficiente essere iscritti all anagrafe per votare? Perchè difficoltà
amministrative legate all aggiornamneto dell Aire devono pregiudicare un
diritto tanto importante e sofferto?
Perplessità costituzionali. Rivedete la proposta di legge ordinaria - Riformulando
in modo esplicito il testo della proposta di legge ordinaria studiato per regola-mentare
l esercizio del voto dei cittadini italiani residenti allestero,si riscontrano
preoc-cupanti contrasti dinterpretazione, tali da annullare quanto si intese
affermare con le modifiche dell art.48 della Cost. nato, come si ricorderà, per
assicurare agli italiani all estero una loro circoscrizione nella quale eleggere i
loro diretti rappresentanti parlamentari. Per esempio sembra che per poter votare, pena la
perdita del diritto, lelettore debba inviare una cartolina con i suoi dati anagrafici aggiornati ed optare
se votare .in Italia o nella Circoscrizione estero. Ergo ,essendo previsto il voto per
corrispondenza, ossia votare senza doversi muovere dal proprio domicilio, sembra scontato
che i nostri elettori possano optare se votare per i candidati del collegio di provenienza
o per quelli della circoscrizione estera. Ma allora sarà possibile non soltanto che nei
collegi esteri ci siano candidati residenti in Italia, ma ,addirittura, che i voti degli
italiani all estero possano essere dirottati nei collegi italiani. Domanda: la
stessa facoltà sara data anche ai cittadini italiani o, come al solito, la legge non
sarà uguale per tutti?
La
"cumbre" dell Opec e le verità nascoste ![]()
di Vitaliano Vita
Esaurire le scorte per poi riempire i tanks delle riserve con altro petrolio a piu
basso prezzo è stata una idea (una speculazione) che ha creato tensioni e sollevato
problemi ed interrogativi che dovranno trovare risposte esaurienti. La globalizzazione
porta alla ribalta i temi di fondo della economia e della giustizia sociale, per
esempio la necessita di stabilire i criteri universali che devono caratterizzare le regole
della globalizzazione.Sembra giunto il momento di stabilire le regole per la
determinazione dei prezzi delle materie prime, dell incidenza fiscale sui prodotti
di prima necessità,degli utili delle imprese petrolifere Sui temi di base riguardanti
l energia che muove il mondo, la gente vuole trasparenza...Lo chiedono i paesi
produttori preoccupati per la campagna allarmistica sollevata "dai grandi
interessi", ma lo vuole anche la gente. Il meccanismo è ormai scattato e si vuole
sapere come realmente stanno le cose, quali sono i pericoli reali e dove sono collocati:-
se esiste una preoccupazione obiettiva che i paesi produttori possano condizionare il
mondo o se lallarme è una contromanovra per allontanare la discussione sulle cause
dei problemi. Non sarà impresa facile trovare punti di equilibrio, ma è certo che il
mondo non puo andare avanti con regole fondate sugli interessi dei più e dei piu potenti
e questo sia per gli uni che per gli altri... Sul banco degli imputati, accanto ai paesi
produttori di greggio, ci sono le compagnie petrolifere e quei governi che hanno assunto
di risolvere i problemi della spesa pubblica scaricando illegittimamente ed in modo
sperequato le imposte su consumi particolari e su specifiche categorie di mestieri
(indipendentemente dalleffettiva loro capacità contributiva). Non è certo se la
causa del rincaro del prezzo sia esclusivamnete di natura speculativa o se trova le sue
ragioni anche nel calo del prodotto raffinato, tanto da indurre gli USA a proporre di
intaccare le riserve strategiche, un passo che, per alcuni è suonato come una ingerenza
della politica nelle leggi di mercato. LOpec che avrebbe potuto trarre profitto
dalla mancanza di greggio sul mercato, invece ha aumentato, in tre circostanze diverse, la
produzione, impedendo cosi che si toccassero le riserve per poi ricostruirle con petrolio
a prezzo "barato". Va detto altresì che con il turno alla presidenza del
Venezuela, lOpec ha affrontato il problema dei prezzi in maniera diretta: lo stesso
Presidente Chavez senza esitazioni ha denunziato che esistevano una serie di ragioni che
hanno determinato laumento del prezzo del greggio e tra queste la scarsa capacità
di raffinazione dei paesi industrializzati (USAed Europa) sensibilmente inferiore ai
consumi interni, la esasperata incidenza delle imposte sul prezzo di vendita al
comsumatore, laumento del costo del trasporto marino e, non ultime, le manovre
speculative di alcuni gruppi petroliferi. E stato denunziato dal Venezuela che a
metà settembre lincidenza della speculazione sul prezzo del petrolio pesava in
misura di 8 dollari il barile... che un terzo del prezzo di vendita rimaneva nelle tasche
degli intraprenditori... senza di che il prezzo del greggio sarebbe oscillato tra i 24 ed
i 26 dollari ,ossia il prezzo-indice "obiettivo dellOpec". E stato
denunziato che gli aumenti del greggio non sono stati determinati dal calo della
produzione o da tensioni belliche nelle aree sensibili. "La verità vera, ha detto il
Venezuela, sta nel fatto che le raffinerie dei paesi industrilizzati non producono tanto
da soddisfare la domanda del mercato, mentre lincidenza delle imposte sul prodotto
alla vendita negli ultimi anni è aumentato del 300%". I paesi produttori di
petrolio, quando è tanto, guadagnano il 15-16%: molto, molto meno dellutile dei
rivenditori e dei governi. Con quellutile i produttori devono far quadrare i bilanci
pubblici ed ammortizzare il debito estero (guarda caso 400 mld di dollari) accumulato nei
confronti dei paesi industrializzati. Questa crisi ha costretto molti paesi a dover
affrontare il problema dellimposta sul carburante, ma anche quello della bassa
remunerazione pagata ai paesi produttori... perchè le sperequazioni esagerate non
garantiscono stabilita ne armonia creano tensioni ed acuiscono i problemi.Cosiì del
problema se ne è impossessato l opinione pubblica e non pochi sono gli
interrogativi sollevati e non sono pochi a chiedersi:- quale sarebbe la crescita dei paesi
industrializzati se il petrolio venisse pagato ad un prezzo superiore? La crescita è
effettiva o è conseguenza del prezzo politico del petrolio? Si tratta di una crescita
effettiva o di privilegi artificiosi ?- Il Pil sarebbe ugualmente aumentato se il petrolio
fosse stato pagato sulla base della domanda effettiva del mercato? Sarebbe di uguale
proporzione il deficit pubblico se liperimposta sui carburanti fosse minore, ovvero
proporzionale alle capacità acquistive delle diverse classi sociali? Ma per smorzare le
frenesie e riportare il discorso alla normalità, in risposta anche a certe considerazioni
fatte dalla stampa mondiale a proposito della possibilità che un gruppo di paesi
sottosviluppati possa mettere in ginocchio il mondo industrailizzato, Venezuela ha tenuto
a precisare che i paesi consumatori "non sono nostri nemici... al contrario sono
nostri clienti!".
E la fine delle Agenzie Demigrazione e
della Stampa Demigrazione?
La Farnesina sta preparando un nuovo grande
portale (su Internet) per gli italiani residenti allestero. Un portale con tanta
ricchezza di informazioni da soddisfare anche le attese più pignole. La notizia è stata
data dal sottosegretario allemigrazione on. Danieli al recente convegno di Muttenz
sullinformazione italiana allestero. Doveva essere una buona notizia, come lo
è sempre lannuncio della nascita di un nuovo media: un segnale dellattenzione
del Ministero verso la collettività italiana oltreconfine e della volontá di stabilire
forme più moderne di collegamento e di comunicazione. Ma così non è stato. La buona
novella è stata recepita dagli esponenti dei media presenti al Convegno più con
apprensione che con gioia; diciamo pure con palese apprensione. Vi hanno infatti subito
intravisto i concreti rischi per il loro lavoro: la possibilità di diventare superflui, e
certamente non concorrenziali con lofferta pubblica. Vi hanno fiutato il pericolo
che i contributi attuali dello Stato alle agenzie (attraverso specifiche convenzioni) ed
alla stampa italiana allestero (i due famosi miliardi, portati a quattro dal
progetto di legge) possano passare al nuovo portale. Che senso avrebbero ancora gli
attuali "finanziamenti a pioggia" (come in altre occasioni li ha chiamati
lon. Danieli), miseri ma pur sempre utili, a una miriade di media in tanti aspetti
uguali e ripetitivi, quando è possibile un nuovo strumento, più completo, qualificato,
ed a costi nettamente inferiori? I rappresentanti dei media presenti a Muttenz stanno ora
lavorando attorno ad un documento comune in cui vengono salutate le novità positive
delliniziativa ma al contempo precisate le condizioni perché non provochi più
danni che vantaggi. "Le nuove tecnologie, segnatamente linformazione
multimediale, rappresentano una potenzialità notevole nellambito delle migrazioni -
si legge nella bozza, a cura di Moreno Bernasconi, caporedattore del Giornale del
Popolo" del Canton Ticino -. La trasmissione delle informazioni dallItalia al
luogo di residenza degli immigrati italiani può essere fatta in tempo reale e ciò
dovrebbe anche permettere di trovare soluzioni al problema - sentito dai più, ma per ora
di difficile approccio - dellinformazione di ritorno. Le opportunità aperte dalle
nuove tecnologie (e in particolare il nuovo portale internet, cui attende la Farnesina)
possono trasformarsi in un vantaggio indubbio per la comunità degli emigrati italiani, ma
a ben precise condizioni. In particolare occorrerà evitare nel modo più assoluto che
esse finiscano per soffocare (o bypassare) la fitta presenza della stampa specializzata
nei luoghi di emigrazione, con grave danno per il pluralismo e lindipendenza
dellinformazione - precisa la bozza del documento in elaborazione -. Il nuovo
portale non potrà configurarsi come strumento a senso unico, ma, come ben permette il
Web, garantire linterattività. Le nuove soluzioni allo studio devono valorizzare i
soggetti esistenti grazie a: link/pluralità di siti, coinvolgimento diretto della stampa
specializzata. Bisogna inoltre garantire alla stampa specializzata il sostegno finanziario
necessario per poter far fronte ad un mercato sempre più agguerrito (se si auspica il
contributo della stampa specializzata per linformazione di ritorno, occorrerà che
anche questa venga adeguatamente incentivata). Occorrerà inoltre fare in modo da
garantire la pluralità di fonti (agenzie stampa e fotografiche) tramite adeguati
sostegni. A dispetto delle ripetute dichiarazioni di nobili intenti, risulta che ben poco
è stato fatto finora per preservare il ruolo insostituibile della stampa specializzata
allestero. E questo alla vigilia ormai dellapprovazione del voto
allestero. Ci si aspetta segni tangibili e segnatamente: certamente il raddoppio dei
sussidi; la garanzia che la pubblicità istituzionale finisca anche sulla stampa
demigrazione. Occorre inoltre - conclude la bozza - tenere conto adeguatamente del
nuovo contesto multimediale che si va delineando: ovvero di crescente collaborazione fra
carta stampata, radio, TV e Internet". Le condizioni e le richieste dei media
allestero sono chiare: il nuovo portale - a cui si dá il benvenuto - non li deve
né schiacciare né privare dei contributi statali per il prezioso servizio che svolgono
nelle singole comunità. Essi devono anzi essere i primi soggetti da coinvolgere in modo
attivo nella nuova impresa. Chi - come noi - non riceve alcun contributo dallo Stato (né
da altri enti) e vive solo di volontariato, alcuni problemi non se li pone; ma ciò non ci
dispensa da una piena solidarietà alle preoccupazioni ed alle richieste dei colleghi.
Colpo
mortale alla stampa italiana in Sudamerica ![]()
(da una nota di agenzia di NIP) - Gaetano
Cario,giornalista , membro del cgie e Presidente Vicario della Federazuione unitaria dell
stampa italiana allestero scende in campo in difesa delle testate della emigrazione
e denuncia la concorrenza sleale che si è venuta a determinare con la uscita in Sud
america di grossi quotidiani italiani foraggiati dallo stato. Specialmnete in questi
ultime settimane la situazione e diventata soffocante. In Argentina, per esempio, ormai i
giornali si vendono slegati da i loro vettori,si possono acquistare per soli 20 centimos
quando " gli altri" non possono essere venduti a meno di 2 dollari ( è
impossibile ,n.d.r , vendere a questo prezzo se si devono pagare le spese di redazione ,il
fitto la luce,la stampa, pagare le imposte ed ammortizzare gli impianti) "questa
concorrenza spietata,dice Cario, finirà per obbligarci a chiudere i battenti. E a Roma
stanno a guardare ! Intanto per la stampa di emigrazione la situazione rimane invariata
alla riunione della commmissione dell informazione che avra luogoo a NY "Sento
lobbligo di essere presente per denunciare una volta in più linadempienza dei
governi italiani che si susseguono a Palazzo Chigi, nei confronti di chi compie sacrifici
di rilievo per mantenere le nostre comunità unite, per informarle, per mantenere i
vincoli ed essere un ponte con la patria lontana" La situazione paradossale in cui
viviamo noi giornalisti allestero scaturisce dal fatto che tutti, nei documenti
emessi nelle scorse tre conferenze continentali e quella mondiale di Milano, si dichiarano
daccordo nellelogiare la stampa di collettività - compresa quella radiofonica
e televisiva - e nel proclamare il sacrosanto diritto ad essere appoggiata nel suo
insostituibile e difficile compito. Ma quando si passa dalle enunciazioni ai fatti si
ritorna negli abissi. Anche la pre-Conferenza di Montevideo, recentemente svoltasi,
imitata sicuramente da quella prossima di Nuova York, ha confermato, nei confronti della
nostra stampa, la stessa linea: sarebbe un errore imperdonabile non aiutarla a
sopravvivere. La Conferenza Mondiale del prossimo mese di dicembre, a Roma, ricalcherà,
ed è più che sicuro, attraverso gli interventi dei delegati e delle autorità romane, le
stesse enunciazioni e le medesime solenni promesse. Lo specchietto per le allodole e lo
zufolo per i tordi, saranno ancora una volta gli strumenti adoperati per risolvere i
nostri problemi. E mentre si levano gli scudi, continua il regno del nulla. La legge che
prevede il raddoppio dei contributi dorme il suo letargo in Parlamento e, sicuramente,
sarà trasferita, lanno venturo, allesame della prossima legislatura. Vedremo
chi sarà il prossimo Ponzio Pilato di turno, a lavarsi le mani. Un raddoppio che si
tramuterà in una beffa, per la progressiva svalutazione della lira, e che già è
divenuto illusorio. Laumento si è sublimato. Sarebbe indispensabile, giusto per
mantenere i valori che gli autori del progetto legge volevano raggiungere, presentare un
emendamento per la sua quadruplicazione. Un colpo mortale. Se con grandi sacrifici, per
non dilapidare quarantanni di presenza nelle nostre comunità, siamo riusciti a
mantenere in vita questo servizio,! Una storia che si è trasformata in realtà
nellincertezza di andare in edicola e non sapere più se acquistare un
"giornale imbottito" e un "panino illustrato", con la super offerta di
due al prezzo di uno, di uno soltanto a soli 20 centesimi. Questa è, forse, laltra
faccia della globalizzazione. Gaetano Cario.